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«Nessuno ha mai visto Dio» – quindi, Gesù non può essere Dio. Cosa pensano i Testimoni di Geova?

mosè roveto ardenteSecondo i Testimoni di Geova (TdG), una delle ragioni per la quale Gesù non poteva (e non può) essere Dio è perché è stato visto dal genere umano. I TdG dicono che il Figlio di Dio (Gesù) non può essere Dio stesso, perché Giovanni 1:18 dice che «Nessuno ha mai visto Dio». Il problema con questo tipo di ragionamento è duplice. Vediamolo:

  1. In primo luogo, i TdG ignorano il fatto che l’uomo ha visto solo Gesù in carne ed ossa («Parola» – Gv 1:1) mentre solo dopo «è diventato carne e ha abitato per un tempo fra di noi» (v. 14). Egli è venuto in forma “velata”. Nessun essere umano ha mai visto Gesù nella Sua vera sembianza (vale a dire, come essere spirituale – in tutta la Sua gloria e splendore). Nella sua epistola alla Chiesa di Filippi, l’Apostolo Paolo ha detto che Cristo è esistito in cielo «in forma di Dio» e che Egli sesso «non considerò l’essere uguale a Dio [come un] qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, ma [anzi] svuotò se stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini» (Flp 2:6-7). Gli uomini hanno visto l’incarnazione di Dio in quel Gesù che ha avitato sulla Terra in una forma umana. Gli uomini hanno visto «il Verbo che si è fatto carne». Ma nessuno ha mai visto realmente un’immagine completa di Dio (come essere spirituale) anche se Mosé ebbe la grande opportunità di vedere solo una piccola «sembianza» (Es 12:8) di Yehwàh sul monte (Es 33:18).
  2. Il secondo problema che si viene a creare con la negazione della divinità di Gesù (sempre sulla stessa base che «Nessuno ha mai visto Dio»), è che la tradizione geovista si sgretola quando vengono considerate le apparizioni di Geova Dio all’uomo. I TdG credono che Geova è Dio ed è anche il vero e solo nome di Dio. Secondo la loro dottrina, Geova, e non Cristo, è Dio onnipotente. Eppure, l’uomo ha visto Geova! Genesi 18 registra un’occasione in cui «Geova è apparso» ad Abrahamo presso i terebinti di Mamre. Geova ha parlato direttamente ad Abrahamo (v.13) mentre «si trovava davanti a Yehwàh» (v.22). Il verso finale di Genesi 18 afferma: «Quando Yehwàh ebbe finito di parlare ad Abrahamo, se ne andò. E Abrahamo ritornò alla sua abitazione» (v.33). Se i TdG fossero stati realmente coerenti e onesti con la prorpia dottrina, allora non avrebbero considerato Geova come Dio Onnipotante, perché nessuno può aver mai visto Geova dato che è Dio. Se Giovanni 1:18 escluderebbe in qualche modo la divinità di Gesù, deve anche escludere Geova di essere Dio, perché entrambi sono stati visti dall’uomo.

Gli attenti studiosi della Bibbia dovrebbero capire che l’uomo ha visto solo delle manifestazioni di Dio (in carne umana o in mezzo al roveto ardente di Es 3:2); nessuno ha mai visto Dio (il Padre, il Figlio o il Paracleto) nella Sua reale immagine spirituale perché altrimenti, come disse Dio stesso a Mosè: «Tu non puoi vedere il mio volto, perché l’uomo non può vedermi e vivere» (Es 33:20). Dio stesso fa una dichiarazione importante dopo una richiesta del Suo servo: «Ti prego, fammi vedere la Tua gloria!». Dio risponde menzionando la «gloria» (kavòd) associata al Suo stesso «volto». Qui entra in gioco l’uso letterario dell’antropomorfismo, dove «volto» viene usato come sinonimo di «gloria».

Infine, sarebbe più congruo affermare che Gesù non è mai stato effettivamente Dio nel corpo, ma lo è sempre stato nella gloria e nello spirito di cui è fatto (Gv 4:24) anche quando ha albergato in un corpo.

5 Comments

  1. Raffaele d'Antonio
    Raffaele d'Antonio 19/06/2017

    Fosse solo questa scrittura il problema della Trinità! ce ne sono molte altre che la smentiscono… fin qui posso dire che son d’accordo..

  2. Luca Pietrangeli
    Luca Pietrangeli 07/07/2016

    Daniele, il passo di Genesi 18 e anche il capitolo 19 che tu però non citi, è ben spiegato dall’apostolo Paolo il quale, scrivendo agli ebrei divenuti cristiani, nella sua lettera al capitolo 13 versetto 2 scrisse quanto segue: “Non dimenticate l’ospitalità (o ‘ benignità verso gli estranei ‘), poiché per mezzo d’essa alcuni, senza saperlo, ospitarono ( Lett. ‘ avendo accolto come estranei ‘ ) angeli.

    Letto bene? Erano angeli. Emissari di Yhwh Dio, quindi era come se lo stesso Geova fosse apparso ad Abraamo prima, cap. 18 e a Lot poi, capitolo 19. Gli angeli, cioè messaggeri nel capitolo 18 erano tre, ma poi nel 19 rimangono solo in due. Se fosse stato Geova stesso, in persona a presentarsi ad Abraamo e a Lot, chi sarebbe rimasto nei cieli? E poi, una Scrittura , quella di Secondo Cronache 6:18. Qui sta parlando Salomone, figlio di Davide, che difetto costruì il tempio di Gerusalemme. Salomone prega Geova e gli dice: “Ma dimorerà veramente Dio col genere umano sulla terra? Ecco, il cielo, sì, il cielo dei cieli stessi, non ti può contenere; quanto meno, quindi, questa casa che io ho edificato!”

    La Scrittura è chiara.

    Shalom
    Luca

    • Daniele Salamone
      Daniele Salamone 08/07/2016

      Da conoscitore della lingua greca, dovresti sapere che la parola “angelo” non è una traduzione, ma la semlpice italianizzazione di un termine greco. Come ekklesia che viene “tradotto” con “chiesa”, quando poi ekklesia non significa chiesa né si traduce con chiesa, ma significa e si traduce con “assemblea”, o, se a te piace di più “congregazione”.
      Ritornando ad “angelo”, la reale traduzione è “messaggero” non “angelo”, in quanto quest’ultimo è solo un’italianizzazione. Occhio a non iper spiritualizzare le parole e gli eventi biblici, perché è chiarissimo che il passo si riferisce a uomini, a terrestri e “messaggeri” (e non angeli) si riferisce ai servi di Dio pellegrini sulla terra.
      Per la cronaca, i nomi non andrebbero tradotti, quindi Geova è un nome italianizzato che non ha alcun riscontro nelle Scritture originarie, stessa cosa per “Gesù” che è un’italianizzazione.

      Ignorando la questione Yehwàh/Yeshua non si considera il rapporto Elyon/Ypsistou/Padre e Yehwàh/Yeshua/Figlio: http://danielesalamone.altervista.org/yahweh-e-gesu-stesso-individuo/

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