Erode Agrippa I: tra storia e teologia

L’episodio della morte di Erode Agrippa I (Atti 12,21-23) unisce scena politica e giudizio divino: un sovrano acclamato come dio, colpito e roso dai vermi. In questo articolo si mette a confronto il resoconto lucano con Giuseppe Flavio (Ant. 19.8.2), evidenziando convergenze (Cesarea, abito splendente, adulazione, malore improvviso) e differenze (angelo/vermi vs. agonia descritta). Ne emerge un nucleo storicamente plausibile, interpretato da Luca con finalità teologiche sul limite del potere umano. Nel culto imperiale, l’acclamazione diventa sacrilegio e l’episodio un exemplum per lettori. [...]

Giovanni Diodati e la Bibbia Diodati

La Bibbia Diodati rappresenta un passaggio decisivo nella storia delle Scritture in lingua italiana, con indubbi meriti di diffusione e chiarezza per il pubblico protestante. La sua affidabilità, tuttavia, va compresa entro i limiti oggettivi del contesto seicentesco: la base testuale del Nuovo Testamento allora disponibile, la distanza da manoscritti più antichi emersi nei secoli successivi e le convenzioni linguistiche di un italiano ormai arcaico. A ciò si aggiungono revisioni, correzioni e varianti editoriali che incidono su singoli passi. Un approccio serio richiede confronto tra versioni, attenzione filologica e criteri verificabili. [...]

I cavalieri bianchi dell’Apocalisse: Cristo o Anticristo?

I due cavalieri bianchi dell’Apocalisse, in Ap. 6,2 e 19,11-16, mostrano nature e funzioni profondamente diverse. Il primo rappresenta un sistema demoniaco globale che inaugura la sequenza dei sigilli, diffondendo conquista, inganno spirituale e instabilità sulle nazioni, non un individuo né Cristo né l’anticristo. Il secondo è Gesù, il Messia fedele e verace, che ritorna come Giudice e Re con molti diademi per abbattere i poteri ribelli e instaurare il Suo Regno di giustizia e rinnovare la creazione intera, finalmente. [...]

Interpretazione biblica e autorità: “la Bibbia è un libro vivo”

Il dibattito sulla pluralità delle interpretazioni della Scrittura tocca il cuore dell’autorità biblica. Se la Bibbia è “viva”, ciò non implica un significato fluido o arbitrario, ma una Parola stabile capace di parlare a contesti diversi. Distinguendo tra significato e applicazione, emerge la necessità di un metodo coerente, radicato nel contesto storico-grammaticale e nell’unità canonica. L’uso dell’Antico Testamento da parte di Gesù e degli apostoli definisce limiti interpretativi e orienta la lettura cristiana. [...]

Profetismo ecclesiale e comunicazioni private

Nel modello apostolico la profezia è un ministero ecclesiale orientato a edificazione, esortazione e consolazione, espresso con chiarezza e comprensibilità. Proprio perché incide sulla comunità, non resta confinata a messaggi privati: viene esposta all’assemblea e sottoposta a discernimento comune, provando tutto alla luce della Scrittura. Formule evasive come «forse è da Dio» deresponsabilizzano chi parla e possono favorire abusi. Una prassi sobria prevede criteri, procedure e limiti per tutelare i vulnerabili. Così si preserva ordine, pace e l’autorità della Parola. [...]