La “Legione” di demoni nei porci

Perché i demoni si chiamano «Legione» e perché finiscono proprio nei porci? Questo articolo esplora Marco 5 alla luce del contesto ebraico, romano e simbolico, mostrando come il racconto unisca storia, teologia e immaginario biblico. Tra impurità, mare, Decapoli e allusioni all’oppressione imperiale, emerge un Gesù che libera radicalmente e sconfigge il caos. Una lettura rigorosa ma accessibile che aiuta a cogliere profondità spesso trascurate di uno degli esorcismi più sorprendenti dei Vangeli e della loro forza narrativa e spirituale. [...]

Perché la Bibbia è più seguita negli USA che in Italia

Perché negli Stati Uniti la Bibbia è più letta, discussa e divulgata che in Italia? Questo articolo ricostruisce le cause storiche, teologiche e culturali di una differenza ancora evidente: dal peso della Riforma protestante al ruolo del cattolicesimo, dal pluralismo religioso americano alla tradizione catechistica italiana, fino all’impatto dei media, delle traduzioni e dell’alfabetizzazione. Un’analisi chiara e documentata che aiuta a capire non solo due mondi religiosi diversi, ma anche due modi opposti di rapportarsi oggi alla Scrittura biblica. [...]

Erode Agrippa I: tra storia e teologia

L’episodio della morte di Erode Agrippa I (Atti 12,21-23) unisce scena politica e giudizio divino: un sovrano acclamato come dio, colpito e roso dai vermi. In questo articolo si mette a confronto il resoconto lucano con Giuseppe Flavio (Ant. 19.8.2), evidenziando convergenze (Cesarea, abito splendente, adulazione, malore improvviso) e differenze (angelo/vermi vs. agonia descritta). Ne emerge un nucleo storicamente plausibile, interpretato da Luca con finalità teologiche sul limite del potere umano. Nel culto imperiale, l’acclamazione diventa sacrilegio e l’episodio un exemplum per lettori. [...]

Giovanni Diodati e la Bibbia Diodati

La Bibbia Diodati rappresenta un passaggio decisivo nella storia delle Scritture in lingua italiana, con indubbi meriti di diffusione e chiarezza per il pubblico protestante. La sua affidabilità, tuttavia, va compresa entro i limiti oggettivi del contesto seicentesco: la base testuale del Nuovo Testamento allora disponibile, la distanza da manoscritti più antichi emersi nei secoli successivi e le convenzioni linguistiche di un italiano ormai arcaico. A ciò si aggiungono revisioni, correzioni e varianti editoriali che incidono su singoli passi. Un approccio serio richiede confronto tra versioni, attenzione filologica e criteri verificabili. [...]