KavodCustom.com e le armi da fuoco di Yahweh

Quest’oggi ho sentito l’esigenza di voler chiarire per voi lettori una questione tanto importante quanto banale. Leggere i libri di Mauro Biglino aiutano sicuramente a riflettere – questo bisogna riconoscerlo – ma soprattutto stimolano il lettore sincero a diventare come una sorta di “piccolo ricercatore”. Questi “piccoli ricercatori”, sinceri con sé stessi e con il mondo che li circonda, molto spesso si ritrovano a contrastare le stesse ipotesi di Biglino che prima elogiavano, in quanto ad una ricerca spassionatamente onesta, notano che molte cose dette dallo studioso torinese non tornano e quindi vanno rivalutate e approfondite.

04_independence_day_blurayDa ricercatore indipendente quale sono, ho ricevuto l’input per documentarmi nuovamente sulla questione «Kavod», già argomentata in un articolo precedente (leggi articolo correlato), ma qui voglio ritornarci per chiarire un’altra questione assai interessante. A pagina 65 del libro La Bibbia non parla di Dio, Mauro Biglino dedica un breve paragrafo alla gloria “volante” di Dio. Di seguito, riporto un’estratto delle sue affermazioni, per poi giungere all’esposizione delle prove alle quali sono giunto.

«Proseguento nella sintetica elencazione di queste singolari caratteristiche, ricordiamo che quegli esseri viaggiavano su macchine volanti definite ruach, kavod, merkavah, alle quali sono state dedicate particolareggiate analisi nei miei libri precedenti. Evidenzio solo una curiosità: כבוד, kavod, viene normalmente tradotto con “Gloria di Dio, ma il racconto dell’Esodo rivela in tutta chiarezza che la cosiddetta “Gloria di Dio”:

  • poteva essere vista su richiesta perché Yahweh non l’aveva sempre con sé;
  • uccideva chi le stava di fronte;
  • uccideva chi si trovava nei pressi del suo percorso;
  • una volta passata poteva essere osservata dalla parte posteriore e paradossalmente se ne potevano evitare gli effetti mortali semplicemente nascondendosi dietro a normalissime rocche che, quindi, erano in grado di proteggere da ciò che Dio stesso non era in grado di controllare (Es 33).

Il professor Jeff A. Brenner (fondatore dell’Ancient Hebrew Research Center, nonché autore dell’Ancient Hebrew Lexicon of the Bible), scrivendo del kavod e mettendo in relazione il racconto dell’Esodo con i Salmi 3 e 24, e il capitolo 29 di Giobbe, lo descrive come una macchina pesante che fungeva da arma di attacco e da difesa.

A questo proposito invito i lettori a digitare su un qualunque motore di ricerca l’indirizzo kavodcustom.com: avranno una sorpresa. Anticipo che le lettere ebraiche con cui è scritto il logo כבוד non sono moderne ma sono proprio quelle anticotestamentarie».

Premetto col dire che i quattro punti sollevati da Biglino saranno oggetto di approfondite analisi in un mio prossimo lavoro editoriale, per cui qui mi fermo. Tuttavia, vorrei concentrarmi sull’osservazione finale che lo studioso fa a proposito del Kavod. Biglino invita il lettore a collegarsi al sito dell’azienda Kavod Custom promettendogli una «sorpresa»; ed effettivamente di vera e propria “sorpresa” si potrebbe parlare.

kavod customAccedendo al sito di questa azienda, si scopre che il portale appartiene a un’attivita commerciale di armi da fuoco: pistole, fucili d’assalto e tanto altro ancora. La «sopresa» è d’impatto perché non ci si aspetterebbe mai che un’azienda distributrice di armi da fuoco decida di chiamarsi proprio KAVOD con tanto di logo a caratteri ebraici (vedi immagine a sinistra). Sembra che Biglino abbia proprio ragione, dato che il termine, guarda caso, viene usato per marchiare delle armi da fuoco. Il lettore ingenuo viene subito indotto a pensare che effettivamente il «kavod di Yahweh» altro non era che un’arma antica, terrificante e pericolosa tanto da non potersi avvicinare ad essa: Biglino ha ragione!

Data la mia natura di grande curioso, senza esitare, inviai una mail all’azienda per capirci qualcosa di più, chiedendo spiegazioni sulla scelta di aver usato proprio questo termine per la tipologia di azienda che si vuole rappresentare. Nella mail ho spiegato che da un pò di tempo si avanza l’ipotesi che quel termine viene utilizzato nelle Scritture ebraiche per indicare un presunto oggetto volante pesante, nonché una pericolosa arma bellica utilizzata da Yahweh in persona. Gli scambi di email che ci sono state letteralmente in tempo reale, sono risultate per me davvero illuminanti e appaganti.

La vera identità del logo KavodCustom.com

Propongo di seguito la risposta ricevuta alla mia prima email:

«Kavod is an interesting word. It’s commonly used in some prayers and yet practitioners we talk to often cant speak directly to a definition. A loose translation would be represented by the term ‘honor’. We have been told (but cannot confirm) that it is used as a casual greeting between Israeli defense force members. That was the context through which we adopted the name.

The Hebrew script was an attempt to differentiate our brand in an already crowded market. It is not uncommon for other brands to utilize Greek or Latin depictions of commonly understood letters or entire words but there was a dearth of Hebrew on the American tactical market.

Our rifles are real, not air soft recreational replicas. Between our two brands (Kavod Custom and Vidalia Police Supply) we have rifles serving with law enforcement as duty weapons and members of the military as their personally owned arms (non-duty use). Hunters are a common market influence for us due to the number of specialty calibers we buid, and we were directly inspired by the needs of competition shooters for the core 3 Kavod models. The rest of our customers are either recreational target shooters or interested in home defense applications.

What else may we help answer?
Thank you,
C. P.»

Non riporto l’intera traduzione del testo, ma mi limito solo a spiegarne il contenuto sommario: il signor C.P. (abbrevierò per la privacy) dice che la parola Kavod è interessante e viene comunemente utilizzata in alcune preghiere. A questo punto, mi chiedo con quale sfacciataggine si possa invocare in preghiera un’arma da fuoco! Ma andiamo avanti. Mi viene detto che la traduzione del termine ebraico viene rappresentata da “onore”, esattamente come riportato nelle nostre traduzioni della Bibbia e proprio come rirportano i dizionari più autorevoli. Per sentito dire, il signor C.P. mi ha riferito che il termine viene usato anche come saluto informale tra i membri delle forze di difesa israeliane. Essendo solo una voce di corridoio, il signor C.P. non può confermarmi se tale informazione sia attendibile o meno.

Inoltre, mi spiega, che le motivazioni che hanno spinto il team dell’azienda ad usare il testo ebraico è per questioni di mercato, per renderlo differente e d’impatto dalla “massa”, o magari dalla concorrenza stessa. Dice anche che nel settore commerciale non è raro trovare marchi aziendali che utilizzino lettere e/o parole greche o latine. Nel mercato tattico americano, ad esempio, c’era carenza dell’uso della scrittura ebraica, e perciò ne hanno approfittato per essere i primi farlo.

Dopo queste informazioni, il signor C.P. mi descrive un pò l’azienda e la tipologia di clientela: cacciatori, forze dell’ordine e forze armate. Non entro nel merito.

Tuttavia, quando gli spiegai delle affermazioni di Mauro Biglino e del suo approccio da ufomane di interpretare il loro marchio aziendale, ecco la risposta che ricevo:

«I’ve seen some similarities to the ancient depictions of UFOs in books by Zecariah Sitchin and Erich von Däniken but I had missed the connection to the Hebrew translations; those authors works covered more middle eastern cultures. The Babylonian or Sumerian ‘shem’ seems familiar to the concept you’ve raised as I understand it, from my hazy memory of those books.  We were not intending to characterize our product with any claim of divinity. Aside from the possible perception of blasphemy, that would be a difficult claim to make with a straight face».

Adesso, credo valga la pena proporre la traduzione integrale:

«Ho visto alcune somiglianze con le antiche raffigurazioni di UFO nei libri di Zecharia Sitchin e Erich von Däniken, ma avevo perso il collegamento con le traduzioni in ebraico; i lavori di questi autori coprono di più le culture mediorientali. Se ho capito bene, dalla mia memoria confusa di quei libri, il babilonese o il sumerico “shem” sembra familiare con il concetto che hai sollevato. Non abbiamo avuto l’intenzione di caratterizzare il nostro prodotto con qualsiasi pretesa di divinità. A parte la possibile percezione di blasfemia, che sarebbe una pretesa difficile da fare con la faccia seria».

Con mia sorpresa, il signor C.P. è a conoscenza dei testi di Sitchin e di Von Däniken. Insomma, abbiamo parlato la stessa lingua. Ad ogni modo, egli è chiarissimo: il termine KAVOD per il loro marchio aziendale non è stato intenzionalmente utilizzato per trasmettere il significato della parola in sé, perché, appunto, non aveva nemmeno considerato alcun collegamento con le traduzioni. Ci si rifà semplicemente ad una “voce di corridoio”, ovvero al presunto saluto informale fra i membri delle forze speciali israeliane. Oltretutto, aggiunge che sarebbe davvero un atto blasfemo utilizzare la parola KAVOD legata al senso della divinità o comunque a quel che concerne l’aspetto biblico. Quindi, correggetemi se sbaglio, sembra chiaro che l’uso che quest’azienda fa del termine KAVOD, nulla ha a che fare con i concetti espressi da Biglino, o almeno su dove vuole andare a parare.

Infine, mi viene detto che l’azienda è americana e che non ha alcun legame diretto o indiretto con Israele. Uno dei fondatori è ebreo, altri due sono non praticanti, nonché discendenti da nonni ebrei.

Chiunque abbia voglia di consultare integralmente lo scambio di email avvenute fra me e l’addetto della Kavod Custom, può richiedermi il PDF iscrivendomi a [email protected].

In sostanza, i tentativi di Biglino di abbindolare i suoi lettori più ingenui avanzando ipotesi assurde e illogiche, prendendo persino come spunto il logo di un’azienda americana che nulla ha a che vedere con il mondo ebraico né biblico, sono del tutto palesati.

Biglino non ha ragione!