Inizia il progetto della Nuova Traduzione della Bibbia

04_independence_day_blurayDa oggi ha ufficialmente avuto inizio il lavoro più impegnativo a cui sarei potuto andare in contro, ovvero tradurre l’Antico Testamento direttamente dal Codice Masoretico di Leningrado. Ci terrei a precisare che questo lavoro non mi è stato commissionato da nessuno, e se ho deciso di intraprendere questo importantissimo impegno di mia spontanea iniziativa è per il bene comune di ognuno di noi. Dopo la realizzazione dei tre video di lettura ebraica pubblicati su Youtube, ho deciso di mettere il tutto per iscritto!

Prima prova di stampa dei primi versetti del Libro della Genesi al capitolo 1 realizzata da Daniele Salamone

Prima prova di stampa dei primi versetti del Libro della Genesi al capitolo 1 realizzata da Daniele Salamone

Già stampata la prima bozza di prova su come sarà l’impaginazione della futura Nuova Traduzione della Bibbia (vedi immagine a fianco).

Con questa nuova opera si cercherà di proporre una traduzione il più fedele possibile del codice originale standard – cioè i codici antichi attualmente in nostro possesso. Per farvi un esempio, le più comuni versioni bibliche che ognuno di noi possiede traduce la parola ebraica [tzelà] con «costola», oppure la parola [raqìa] con «firmamento». Ho preso in esame questi due termini solo per rendere l’idea. Ma guardiamoli insieme un pò più da vicino:

La parola [tzelà] ricorre in tutto l’Antico Testamento ebraico una cinquantina di volte, e una sola volta tra queste ricorrenze viene interpretata e quindi tradotta con «costola». Sebbene questo termine venga maggiormente usato in contesti creativo-riproduttivi (ad esempio durante la costruzione del Tempio) dove si riferisce a «un lato» o «una metà» delle sue pareti e della struttura, la radice [tzelà] assume anche il significato di «zoppicare» e «vacillare». Tuttavia, com’è venuta fuori la traduzione «costola»?

Anticamente i primi traduttori dei codici della Genesi sapevano effettivamente che il termine [tzelà] significava «una metà, un lato», ma non riuscendo ad associare a quale «metà, lato» voleva riferirsi il redattore biblico, si è scelto di usare «costola» (secondo loro contestualmente più indicato) perché collocata nel “fianco” dell’uomo e quindi più indicata per la fabbricazione della donna che sarebbe dovuta stare “al fianco” di suo marito. Alcuni sostengono invece che si tratti della zona del bacino, più precisamente della cresta iliaca. Questa traduzione andò avanti per secoli finché non diventò ormai una semplice tradizione che troviamo come definizione in molti dizionari: «tutti traducono in questo modo, quindi è giusto tradurre così»; io dico, sbagliato!. Da questa “usanza” molti commentatori farebbero notare come Elohìm  «non trasse la donna dalla testa di Adamo, perché si sentisse a lui superiore; né dai piedi perché non fosse considerata a lui inferiore. La trasse da una costola, perché fosse all’altezza del cuore, degna di amore e di rispetto». Ma chi lavora in ambito linguistico sa che tutto questo, sebbene sia solo una romanticheria, non è assolutamente vero. A dire il vero ci sarebbe da scriverne un saggio solo per parlare di questo argomento, ma per essere sintetico, grazie al progresso della scienza si è giunti ad una probabile soluzione di questo dilemma.

dnaaMa, cosa può c’entrare la scienza con la grammatica ebraica? C’entra eccome, perché il redattore biblico sta descrivendo a parole sue e nel miglior modo a lui possibile un evento in cui si parla proprio di scienza e medicina allo stato puro, applicata dalle mani sapienti di Elohìm. Vediamo cosa ci propongono le nostre traduzioni:

  1. Anestesia generale: «ed Elohìm fece cadere un profondo sonno sull’adàm»;
  2. Chirurgia: «Elohìm prese lo [tzelà] dell’adàm e richiuse la carne al posto d’essa»;
  3. Anatomia: «Questa, finalmente, è osso delle mie ossa, carne della mia carne»;
  4. Clonazione: «Ella sarà chiamata [isha] donna, perché dall'[ish, adàm] è stata tratta»;
  5. Concepimento: «l’adàm si unirà a sua moglie e saranno una stessa carne» (il verbo ebraico “unire” è anche sinonimo di “conoscere”, e si riferisce al rapporto sessuale. Il riferimento a «una stessa carne» è all’incontro del gamete maschile – spermatozoo – con con il gamete femminile – l’ovulo).

Dopo questa breve premessa ai riferimenti biblici, si è giunti alla conclusione che [tzelà] ovvero la «metà» o «lato» a cui si riferiva il redattore biblico sembrerebbe essere proprio il DNA. Tuttavia, cosa poteva saperne Mosè, che ha redatto la Genesi, del DNA se è stato scoperto solo poco più di mezzo secolo fa dai premi Nobel Watson e Crick? Nel punto 4 del precedente elenco si è parlato di “clonazione”, quindi, Elohìm servendosi di un “pezzo” di Adamo ne trasse fuori Eva. E come avviene la clonazione di un essere vivente se non per mezzo del DNA? In sostanza, Elohìm avrebbe diviso «una metà» di Adamo (XY), la sdoppiò (XX) e ne venne fuori la femminuccia. Elohìm sembra aver “giocato” proprio con i cromosomi dell’uomo (XY), prese la sua X, la sdoppio in XX e da qui ne ricavò le coppie di cromosomi della donna. Come già detto, questo argomento meriterebbe maggiori approfondimenti (leggi Dio è la Scienza) per cui mi fermo.

enns.anePer quanto riguarda, invece, la parola [raqia], sarebbe più consono tradurre con «distesa» piuttosto che «firmamento». La traduzione «firmamento» è proposta dalla Sepuaginta, ma è da ritenere errata perchè i 72 scribi che si occuparono della traduzione dei codici ebraici della Tanack in lingua greca, erano parecchio influenzati dalla cultura egizia dove si credeva che il cielo fosse una sorta di cupola solida dove le stelle e gli astri vi erano letteralmente incastonati come tante pietre preziose che brillavano la notte. In realtà, la radice verbale di [raqia] vuole intendere come un qualcosa che tende a “schiacciare” o “comprimere”. Si legge che «Elohìm chiamò la [raqìa] cieli», quindi leggiamo «Elohìm chiamò la distesa cieli». Cos’è quindi questa distesa? Una cupola solida o un cielo atmosferico? Io proporrei la seconda, perché il significato stesso di «schiacciare e comprimere» è l’effetto che provoca proprio la nostra atmosfera, schiacciare verso il basso tutto ciò che vi è al suo interno tramite la “forza di gravità”. Quindi, la «distesa» che separa le acque dalle acque non è altro che l’atmosfera terrestre che separa, appunto, il cielo atmosferico, dal cielo siderale… lo spazio oltre l’atmosfera. La nostra atmosfera, infatti, non è una barriera solida; noi esseri umani non viviano dentro ad una bolla di sapone dove ci è impossibile uscirne fuori, ma viviamo sì all’interno di una barriera che ci permette di camminare con “i piedi per terra” grazie alla forza di gravità, ma è possibile anche oltrepassarla senza che questa “bolla di sapone” scoppi.

Questo “breve” articolo serve per farvi comprendere quanta ricerca è necessaria per la traduzione di un singolo termine, e questo dipende soprattutto nel contesto in cui viene usato dai redattori biblici.

La traduzione che sto realizzando sarà associata alla consultazione di quei dizionari etimologici ufficialmente riconsociuti di ligua ebraica, caldea (aramaico), ugaritica, accadica, assira e greca. Senza escludere l’ausilio dei potentissimi software Logos e BibleWorks 9 solo per citarne un paio. Mi servirò anche di questi strumenti per dimostrare ai miei lettori che non mi inventerò nulla né coniare nuovi significati ai termini ebraici e greci della Bibbia. Sono in molti purtroppo ad incappare nel cosiddetto “slittamento semantico”, assegnando ai termini biblici i significati che più si avvicinano alla loro visione della Bibbia. Questi sostengono di tradurre alla “lettera” mentre poi interpretano di sana pianta annullando proprio “la lettera”.

Le mie traduzioni non saranno quindi dettate dalle cosiddette “influenze” o dai fondamenti dogmatici (ai quali non appartengo), infatti ho deciso di intraprendere questo cammino in solitaria. In molti che hanno saputo di questo progetto mi hanno chiesto di voler aderire, ma sebbene la loro buona volontà di aiutarmi è stata di immenso gradimento, ho dovuto rifiutare perché svolgere un lavoro “autentico” di questo calibro è necessario farlo senza lasciarsi influenzare da pareri o dai “secondo me…” di eventuali collaboratori che potrebbero trascinarmi fuori strada anche senza volerlo fare di proposito.

La mia traduzione non sarà semplicemente “moderna”, perché non può essere reso “moderno” un testo “antico” di 3.500 anni. Solo un insensato potrebbe fare una cosa del genere gettando sulle pagine della Bibbia teorie ed affermazioni che non gli appartengono per niente! Quindi, per svolgere un lavoro del genere sarebbe più giusto proiettare la propria mente nel lontano passato, cercando di immedesimarsi nel pensiero antico (abolendo in tutti i modi quello moderno) come se si entrasse in una dimensione parallela che ti separa dal mondo che ti circonda, e fare uscire un lavoro che più si avvicina (almeno spero) al vero e autentico pensiero che gli antichi redattori della Scrittura volevano trasmettere ai loro lettori contemporanei.

Se la Bibbia fosse stata scritta oggi, allora avrebbe meritato un’approccio intellettuale scientificamente moderno, ma visto e considerato che la Bibbia è stata redatta in un arco di tempo di 1.500 anni, da più di 40 scrittori, a partire grossomodo dall’Età del Bronzo, allora non bisogna fare altro che “calarsi nella parte” cercando di pensare e ragionare come avrebbe potuto pensare e ragionare un uomo di 3.500 anni fa…

Il testo sarà strutturato con l’uso dell’interlineare ebraico-italiano e l’aggiunta della rispettiva traslitterazione per guidare il lettore alla pronuncia originale ebraica (vedi immagine in alto a sinistra di questo articolo). Ogni qual volta che ogni singolo libro biblico sarà pronto lo distribuirò GRATUITAMENTE nel formato PDF. Sarà pubblicata (non gratuitamente) anche la versione a stampa con copertina rigida. Ogni pubblicazione editoriale prevederà quindi due testi:

  1. La traduzione interlineare con traslitterazione di ogni singolo libro della Bibbia;
  2. Ogni traduzione sarà corredata da una sorta di commentario/concordanza biblica che offrirà la possibilità di scavare più in fondo nello studio della Bibbia.

Detto questo, resto fiducioso del vostro sostegno morale. Sono sicurissimo che questo mio lavoro sarà oggetto di tanto pregiudizio prima ancora di essere pubblicato, ma non sarà certo questo a fermarmi, anzi ogni dardo infuocato mi aiuterà direttamente o indirettamente a non arrendermi! Ai prossimi aggiornamenti!

Chiunque volesse consultare i progressi della trauduzione può richiedere l’iscrizione a questo gruppo Facebook.

Daniele