Domande & Risposte

In questa sezione che andrò ad aggiornare periodicamente inserirò le risposte alle domande che mi vengono poste di frequente dal popolo del web. Siccome ne ricevo tantissime, cercherò di sintetizzare il tutto elencando quelle più frequenti.

Qualche premessa:

  • Le informazioni divulgate in questo blog sono il frutto delle mie personali esperienze di studio e ricerche. Alcune informazioni possono anche essere riprese da altre fonti: in questi casi vi sarà il link di riferimento da cui ho tratto la determinata fonte utile per la stesura dell’articolo;
  • Non ho fondato questo blog per criticare delle “persone” o per discutere l’aspetto della loro vita privata (cosa che non mi riguarda). Mi trovo qui (ed ho tutta la libertà e diritto di esserci) per discutere e commentare quelle ipotesi e teorie che vanno che vanno in contrasto con i risultati ottenuti dalle mie ricerche e, quindi, cerco di darne una spiegazione legittima, a volte contraria, ma con tono educato e cortese;
  • Purtroppo, poiché molti commenti che ricevo nei miei articoli sono parecchio “colorati” dall’uso di volgarità, mi avvalgo della facoltà di non rispondere né di renderli pubblici. Sono del parere che se si è in contrasto con un pensiero ed intendo discuterne, preferisco farlo con un lunguaggio degno di una persona intelligiente ed educata. Mi permetto di dire che in casa mia i cafoni non sono ben accetti.

Domanda: Daniele, a quale religione appartieni?

Risposta: Non “appartengo” a nessuna corrente religiosa poiché sono contro ogni forma di indottrinamento e condizionamento religioso. Sono ebreo di sangue. Mi reputo un convinto areligioso e adenominazionista, non amo etichettarmi né essere etichettato con epiteti nei quali non mi rivedo come “il fondamentalista cristiano”, “l’integralista”, “il bigotto”, “l’ebreo” etc, con quel tono col quale si dice “negro” ad una persona di colore. Sono semplicemente un credente per scelta, e se ci tenete davvero a sapere in cosa credo imparate a conoscermi attraverso la lettura dei miei libri oppure richiedendomi l’amicizia a questo indirizzo Facebook. Tranquilli, non sono uno che se la tira e che stenta a rispondervi; sono sempre ben lieto di accogliere nuovi amici con cui scambiare pareri e opinioni sugli argomenti di cui mi occupo.

Domanda: Daniele, da quanto tempo fai il ricercatore? Hai degli studi o titoli accademici specifici per svolgere il tuo lavoro in qualità di ricercatore e biblista?

Risposta: Ho iniziato a svolgere l’attività di ricercatore indipendete da circa 8/9 anni, quindi posso ritenermi ancora agli “inizi”. Per quanto riguarda le lingue bibliche non ho mai studiato presso alcuna scuola, facoltà o comunità ebraica. Generalmente, le scuole o corsi tradizionali tendono a non insegnare “tutto” ciò che c’è da sapere, quindi, preferisco essere libero di curiosare e scoprire da solo cose che una scuola non può (o non vuole) insegnarti. Tutte le mie conoscenze linguistiche, storiche, antropologiche, bibliche, esegetiche, etc. dipendono da ore ed ore di studio e ricerca quotidiana (sfiorando quasi le 15 ore quotidiane) come autodidatta, senza tuttavia lasciarmi mancare l’indispensabile supporto di esperti un pò sparsi per il mondo dal quale traggo molte informazioni utili. Ringrazio l’inventore di internet per questo. Credo che ciò può essere di incoraggiamento per coloro che intendono intraprendere gli studi in solitaria. Ho Un solo Maestro che mi accompagna ogni giorno; amo equipaggiarmi del buon senso, spirito di accettazione, buona volontà, pazienza e onestà intellettuale, elementi che sinora mi hanno sempre contraddistinto anche se non pochi sono contrari a questa affermazione, pur non conoscendomi affatto. Accompagno le mie ricerche linguistiche anche mediante l’ausilio di autorevoli dizionari, lessici, enciclopedie e software professionali oltre alla lettura di fiumi di libri – saggistica –  che arricchiscono le mie conoscenze.

Domanda: Cosa fai nella vita?

Risposta: Ho una bellissima famiglia e sono il più giovane di 6 figli. Sono un appassionato di Arte a 360° e anche un grande amante della Musica Classica e storia della musica. Tra i miei compositori preferiti ci sono Franz Liszt in cima alla vetta, e poi J.S. Bach, Haendel, Vivaldi, Rachmaninoff, Debussy, Smetana e così via. Ho studiato Pianoforte per una decina d’anni e Chitarra Classica come autodidatta. Oltre alla Grafica Pubblicitaria e al Disegno iperrealistico, tra le mie passioni c’è anche la scrittura, che è uno degli sfoghi artistici che mi fa sentire più appagato. Ho autoprodotto delle pubblicazioni editoriali in qualità di “self-publisher”, realizzandone da me stesso la grafica delle copertine. Solo di recente ho potuto fare finalmente il primo “salto di qualità”, essendo stato notato e scelto dalla Casa editrice La Pietra Angolare. Le edizioni La Pietra Angolare, inoltre, sono anche gestite dallo scrittore e best-seller italiano Marco Distort, e ciò mi onora tantissimo. Ho una forte passione per la fotografia e la produzione video. Amo curare nei minimi dettagli il suddetto Blog, che mi regala ogni giorno non poche soddisfazioni. In sostanza, cerco di sfruttare tutte le mie energie per fare ciò che amo e mantenere vivi i doni e talenti che mi sono stati elargiti dall’Alto e non da mere capacità di genio umano.

Studio medicina in Massofisioterapia e adoro l’anatomia artistica (mi piace illustrare il corpo umano). Amo leggere libri sulle civiltà antiche, storia delle religioni, apologetica, filosofia, psicologia, astronomia, letteratura alternativa e divorare i documentari della Discovery Channel, National Geographic, Focus, Super Quark etc. Amo la natura, amo amare, amo essere amato.

Da tre anni ho abbandonato ogni attività per dedicarmi a tempo pieno a ciò di cui mi sto occupando adesso, nonostante le responsabilià sulla famiglia siano aumentate; ma non mi abbatto, perché la responsabilità mi dona la giusta forza per non arrendermi né lasciarmi abbattere dai miei numerosi oppositori.

Domanda: Qual è lo scopo primario del lavoro che svolgi?

Risposta: Le mie ricerche si fondano sull’accrescimento del bagaglio culturale personle, sono una persona molto curiosa che non si ferma dinnanzi al “superficiale” o al “sentito dire”. Ho il desiderio di condividere il frutto delle mie fatiche con chiunque abbia voglia di conoscere e valutare soluzioni alternative alle solite teorie diffuse nel Web che ruotano intorno alla Bibbia. Sto ogni giorno crescendo dal punto di vista intellettuale, vengo spesso contattato per insegnare ed offrire il mio supporto: posso dire sempre e comunque Grazie al Cielo per tutto questo.

Domanda: conosci Danilo Valla? Cosa pensi di lui?

Risposta: non conosco Danilo Valla di persona, ma ho avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con lui per email e chiedergli qualche informazione in merito ad alcune cose che riguardavano la grammatica ebraica. Ho iniziato a studiare i primi rudimenti di base dell’ebraico e del greco biblico proprio dalla sua grammatica, fino a quando non decisi di approfondire e proseguire i miei studi con altri testi.

Domanda: Daniele, perchè vai contro Mauro Biglino?

Risposta: Ci tengo a precisare che io non vado “contro” Mauro Biglino. Non posso andare “contro” una persona che non conosco di persona. Stimo e rispetto la sua PERSONA. Svolgendo il suo stesso lavoro (sebbene con anni di esperienza in meno) so benissimo cosa significa ricercare, studiare, leggere, dedicare 10 e più ore al giorno a tutto questo. Sebbene egli sia diventato ormai un personaggio noto grazie al suo zelante, meritevole e invidiabile impegno che lo tiene occupato da circa 30 anni e più nella traduzione dei codici ebraici dell’Antico Testamento, applicando la sua stessa metodologia del “facciamo finta che quando nella Bibbia leggiamo una cosa voglia significare quella cosa lì…” riscontro delle incongruenze che fanno crollare subito il suo stesso metodo e approccio di analisi. Se dovessimo davvero “fare finta che tutto quello che leggiamo nella Bibbia voglia significare quella cosa li..”, allora il buon 99% delle sue affermazioni crollerebbero nell’immediato, quindi, per una ricerca prettamente valida e scientifica non ci si dovrebbe avvalere della facoltà di “fare finta…” solo su alcune cose, ma su tutto. Le cose a cui mi “oppongo” sono la maggior parte di quelle “sue” teorie (“sue” solo in parte perché prese in prestito da altri ricercatori che hanno detto le stesse cose prima di lui) che per certi versi sembrano campate per aria: egli, da una parte sostiene che il suo metodo di lavoro si basa principalmente sulla traduzione “letterale”, mentre da un’altra parte si serve della personale interpretazione quando gli è più consono farlo, quindi svanisce subito il suo approccio “ad litteram”. Inoltre, non condivido il suo evidente approccio al “metodo dei dizionari rotanti”, che consiste nel servirsi di svariati dizionari scegliendo tra essi le definizioni che più si avvicinano al proprio pensiero. Come conseguenza, da questo metodo ne scaturisce lo “slittamento semantico” dove, in maniera arbitraria, è lui a decidere quando assegnare un determinato significato ad un determinato termine ebraico dell’Antico Testamento. Almeno, questo è ciò che emerge visibilmente dalla lettura dei suoi testi, dalla visione delle sue conferenze e dal confronto con i dizionari che egli stesso utilizza.

In sostanza, “contro” la persona di Mauro Biglino non ho nulla, ma mi oppongo alle teorie che oltre tutto non sono nemmeno “sue” perché prima di lui personaggi come Zecharia Sitchin, Erich von Daniken, Alan F. Alford, etc. dicevano già 20 e più anni fa quello lui dice pubblicamente da circa 6/7 anni a oggi. Nulla di nuovo, solo “aria fritta” e “roba vecchia” rispolverata da cui trarne una cospicua fonte di reddito essendo diventato best-seller con oltre 100.000 copie vendute.

Domanda: Hai mai provato a cercare un confronto con Mauro Biglino?

Risposta: Non l’ho mai contattato direttamente per chiedergli un confronto. Anzi, quando capita che commento sul suo profilo Facebook, inizialmente tenta di ignorarmi, poi, non potendo evitare, stringe i denti e mi risponde. Il colloquo dura poco, in quanto arriva ad offendersi facilmente se solo gli si pongono delle domande scomode alle quali non osa rispondere. Il confronto l’ho cercato direttamente dove tutti potessero leggere: ovvero in quel gruppi Facebook ufficiale dove puntualmente, purtroppo, sono stato bannato per aver posto solo delle domande. Non riuscendo ad intrattenere una conversazione serena con gli utenti del gruppo che mi aveano letteralmente accerchiato e soppresso, gli amministratori di quest’ultimo decisero di cacciarmi fuori senza alcun preavviso. Appartiene a loro il “vizio”, per così dire, di tappare la bocca a quanti cercano di dire la propria nei confronti delle teorie divulgate da Mauro Biglino, difendendolo a rotta di collo come un messia detentore di verità sebbene egli stesso dice sempre di non avere alcuna verità in mano (una delle poche cose oneste che gli ho sentito dire a M.Biglino). Ovviamente, gli elementi scomodi non possono far parte di quella ciurma. O sei come loro, pensi come loro, ragioni come loro, parli come loro o sei fuori dal gruppo. Tutto ciò fa di questo gruppo una vera e propria “setta”. Alla faccia del “libreo pensiero incondizionato, autonomo e privo di ogni condizionamento mentale”.

Come il lettore può costatare dall’immagine seguente che evidenzia un post in cui vengo citato da un utente Facebook che mi aveva prima richiesto l’amicizia per poi fare il “passaparola” dal mio profilo al gruppo, ho avuto la mia conferma pubblica che Mauro Biglino non intende confrontarsi con i “piccoli integralisti” come me. Quindi credo sia inutile da parte mia cercare un confronto con persone che senza conoscerti ti giudicano e non hanno la seria intenzione di confrontarsi con altri ricercatori che, come lui, non hanno titoli di studio a riguardo. Ci tengo a ricordare che gli epiteti come “integralista” non mi appartengono, quindi giudicare una PERSONA senza conoscerla – esattamente ciò che Biglino non vuole venga fatto a lui – è decisamente poco ortodosso. Io stesso mi limito a criticare LE TEORIE e non LA PERSONA di Mauro Biglino, non entro MAI sul personale giudicando la sua vita quanto a PERSONA. Se è ateo, agnostico, massone o ex-massone non mi riguarda e non intendo entrare nel merito.

biglino

Referenza che gli dona ulteriore prestigio è quella di aver lavorato per le Edizioni San Paolo senza avere alcuna laurea o titolo specifico per svolgere il lavoro di traduttore, quindi oltre agli anni di esperienza credo che non abbia nulla né più di me né più di qualunque altro ricercatore del settore.

Domanda: Hai mai partecipato ad una conferenza di Mauro Biglino? Quale occasione migliore per fargli delle domande e magari metterlo in difficoltò e/o palesare davanti al pubblico le sue menzogne?

Risposta: Non partecipo e credo mai parteciperò alle conferenze di Mauro Biglino, perché non avrei domande da porgergli conoscendo già le risposte che potrebbe darmi dopo aver letto ogni suo libro (contribuendo alle sue finanze). Inoltre, ritengo sia inutile, almeno da parte mia, partecipare ad una sua conferenza perché nel web circolano così tante registrazioni dei suoi incontri che ormai ci si stanca a sentire sempre le battute dello stesso copione, sebbene abbia comunque quel carisma per coinvolgerti ogni qual volta si riascoltano sempre le stesse cose, per cui non credo sia il caso (mio) dover pagare l’accesso ad un incontro dove potrei sentire le stesse cose su internet in modo gratuito. Mi limito a leggere i suoi libri, che contengono maggiori informazioni. Non mi occorre porgere domande dirette a Mauro Biglino, perché per questioni di onesta intellettuale (cosa che sicuramente manca a qualcuno) ho deciso di leggere tutti i suoi libri e solo così posso conoscere DAVVERO il suo pensiero da un punto di vista intellettuale e non privato (sfera che non mi riguarda).

Domanda: Daniele, cosa pensa di te la gente?

Risposta: A dire il vero non mi importa ciò che dice la gente sul mio conto. Certo, molte cose che leggo su di me dispiacciono, ma in fin dei conti non dò peso a queste cose. Leggo su diversi forum tante cose su ciò che pensa la gente di me. Tuttavia, se mi mettessi a badare a ciò che dice la gente sul mio conto, dovrei sicuramente smettere di scrivere, tradurre, etc. perché avrei tante cose da dire per difendere la mia posizione. Ma credo che il difendersi spetta a colui che ha commesso un torto. Per alcuni sono un completo ignorante e posso dire fin da subito che nessuno è esente dall’ignoranza poiché non si può sapere tutto. Quindi, chi mi dà dell’ignorante non si rende conto di essere lui stesso un ignorante, perché ignora il fatto di essere ignorante. Per altri sono un apostata, eretico e predicatore di dottrine diaboliche. Ebbene, finché si contesta o si critica una cosa che ho scritto qui nel mio blog oppure nei miei libri non ci vedo nulla di anomalo, anzi, ricevere un contraddittorio è uno stimolo in più per imparare cose da altri e fare tesoro di quei punti di vista differenti da quelli miei. Poiché credo che l’uomo sia ignorante per natura, credo anche che lo studio induca l’uomo a non essere un “sapiente” per come crede di essere, ma una persona “meno ignorante”, cosa che non crede di essere. Per me un sano dibattito è quando le controparti discutono serenamente (non necessariamente in modo animato) sui propri punti di vista senza imporre all’altro il proprio pensiero: “secondo me è così, secondo te è così”, stop! Lungi dagli insulti e dalle offese che ricevo ogni giorno sia da parte di credenti (sic!) che di non credenti, la maggior parte di persone che ho incontrato nella mia vita e che mi hanno dimostrato un’educazione e umanità senza pari, provengono proprio dal mondo dello scetticismo e dell’ateismo. Queste persone (non tutte) sono quelle più propense ad ascoltarti e ad esporti il proprio punto di vista poggiando una mano sulla tua spalla in segno di amicizia e lealtà; mentre, discutere con il credente medio a volte risulta una vera impresa perché lì subentra la presunzione di voler avere ragione a tutti i costi pur essendo coscienti di essere nel torto (e alcuni credono che il proprio torto sia “verità” talmente se n’è convinti) e che debba essere sempre io a capire, io ad ascoltare, io a tacere, io a “ravvedermi” e a sorbire tutto, stando in silenzio. “Gli altri” sono sempre degli imbecilli mentre “io” ho sempre ragione: questo è il pensiero del credente medio (e non solo del credente). Non credo sia né corretto né onesto comportarsi in questo modo. Quello che mi dispiace di più è quando la gente che discute con me entra sulla sfera del personale, mettendosi a dire cose che non ho mai né scritto né detto, ti insulta anche pesantemente con lo scopo di ferirti nell’orgoglio. Queste cose si verificano di più tra i credenti e la cosa mi dispiace maggiromente perché il vero credente (di qualsiasi confessione esso sia) ha come principio morale di base quello di rispettare gli altri. In sostanza, accetto ben volentieri il sentirmi dire che quello che scrivo siano cose stupide piuttosto che sentirmi dire che sia io lo stupido. Insultare una persona è una cosa, criticare quello che dice è un’altra cosa.

Domanda: Daniele, spesso si riscontrano degli errori grammaticali nei tuoi scritti. Mi viene da pensare una cosa: se la conoscenza dell’ebraico è pari a quella dell’italiano la tua credibilità scende di parecchio.

Risposta: E’ vero, spesso (e non volentieri) mi capita di commettere errori grammaticali anche banali nella fase di stesura dei miei articoli. Un conto, però, è conoscere una lingua, un altro conto è commettere errori non voluti. Molte critiche che ricevo provengono proprio da questa mia “pecca” che reputo trascurabile e vi spiego il perché. Sebbene il mio blog sia un semplice blog, anzi, un diario (come da testata), sono consapevole di scrivere né bene né male e poiché mi sento “a casa mia” mi permetto di esprimermi come credo, senza preoccuparmi del giudizio altrui; più che altro il mio obiettivo è quello di scrivere chiaro affinché i miei lettori possano capire nell’immediato le argomentazioni e i relativi concetti che espongo. Se la gente mi capisce ugualmente nonostante i presunti “erroracci”, ritengo di avere raggiunto comunque il mio obiettivo: farmi capire. Finché si riscontrano degli errori grammaticali sul blog, diciamo che ci può stare. Credo che almeno sul piano concettuale i miei articoli siano precisi e chiari (a detta di molti miei lettori), sebbene possano peccare di grammatica (nessuno è perfetto). Tuttavia, prima di criticare il mio modo di scrivere bisogna conoscere il “Daniele Salamone” nei panni di saggista e non di blogger. Ciò non significa che gli scritti del blog siano meno importanti quindi meno curati rispetto alle cose che scrivo nei miei libri, anzi, molte volte pubblico interi estratti delle mie opere editoriali e lì di errori non ve n’è proprio traccia. Gli errori editoriali li commettevo nei primi libri quando ero alle prime armi con la scrittura. Quando capita che un lettore riscontra un errore grammaticale o di battitura, etc., generalmente vengo gentilmente avvisato in privato per ovviare al problema che mi era letteralmente sfuggito, poiché sono solito redigere i miei articoli di getto, anche quelli che richiederebbero maggiori attenzioni; lavorando da solo, purtroppo, il tempo che ho è sempre poco. Come disse qualcuno, “scusami per la lunga lettera, ma se avessi avuto più tempo AVREI scritto di meno”.

Adesso, ciò che una buona parte dei lettori non considera circa il lavoro che svolgo in questo blog, è che la mia conoscenza delle lingue bibliche potrebbe essere ben superiore rispetto alla mia “lingua madre”. Anzi, l’italiano potrebbe anche non essere la mia lingua madre o, se lo fosse, potrei rientrare in quella buona percentuale di italiani che non hanno una “perfetta” padronanza della propria lingua. Quindi, chi critica la mia “grammatica” dovrebbe sicuramente trovarsi in quella posizione di prestigio dove si ha il 101% di perfetta padronanza con la lingua, e dovrebbe anche dimostrarlo, altrimenti è inutile sprecare tempo a criticare e fare brutta figura. Persino alla scrofa che si rivolta nel fango risulta facile dire alla puzzola “quanto puzzi!”. Preferirei essere corretto in separata sede per quanto riguarda il mio modo di “essere” o “parlare” piuttosto che leggere commenti ingiursiosi sulla mia persona e sul mio lavoro.