Mauro Biglino e le sue menzogne su Gesù

Introduzione

Tutti quei ricercatori che non riescono a trovare degli appigli validi con i quali poter affermare che Gesù non è mai esistito, si parano le spalle dietro alle affermazioni che «il Gesù spirituale non corrisponde mai al Gesù storico». A detta di questi “esperti” circa le due presunte incorrispondenze, e cioé che i due “Gesù” non sarebbero la stessa persona, indirettamente si afferma, almeno, che un personaggio particolare di nome Gesù è storicamente esistito proprio nella stessa epoca in cui è vissuto il Gesù dei Vangeli. Ebbene, tutte quelle filastrocche che circolano attorno a questo grande personaggio storico/biblico, sulla sua presunta non esistenza, sulle cose che ha fatto o non ha fatto, detto o non detto, sembrano essere sfatate perché chi vuole negare il Gesù spirituale fa emergere un innegabile Gesù storico che sarebbe stato…

«[…] uno dei tanti predicatori messianici del tempo, un Rabbi, che si era preparato come molti suoi colleghi della scuola farisica di Rabbi Hillel, e leggendo attentamente la sua predicazione se ne colgono proprio i contenuti di quella scuola farisaica; due grandi scuole: Rabbi Hillel e Rabbi Shammày. Lui predicava come tutti i suoi colleghi della scuola di Rabbi Hillel, quindi non diceva nulla di diverso dagli altri e poi a noi è stato presentato come uno che ha stravolto…. non ha stravolto nulla, diceva ciò che dicevano i suoi colleghi. Compreso il discorso… sapete quando si dice, quando Gesù dice: “voi foste fatti per il sabato ma il sabato per voi… quindi questa frase che mette in discussione tutta la dottrina faris.. lo dicevano TUTTI i suoi colleghi, TUTTI della scuola di Rab Hillel […]» (cit. Mauro Biglino)

Questo intervento di Mauro Biglino – e tutto il resto del suo commento – può essere ascoltato integralmente in un video di 6 minuti e 5 secondi pubblicato su Youtube il 17 Gennaio 2015 dal titolo “Mauro Biglino – Alcune menzogne su Gesù”. Tuttavia, il video l’ho salvato sul mio PC così, nel caso in cui qualcuno decidesse di rimuoverlo dalla rete per togliere le scomode tracce delle palesi istigazioni all’apostasìa, io ne sono in possesso e chiunque può richiedermelo. Questo video è una prova tangibile e schiacciante di quanto si dirà in seguito. Questo articolo oltre tutto non intende “parlar male” di una persona, ma si vogliono evidenziare quelle considerazioni e opinioni che la stessa Bibbia si fa di persone come il nostro critico in oggetto.

Rabbi Hillel

rabbi hillelSecondo Mauro Biglino e la critica in generale, Gesù diceva le stesse cose che venivano insegnate nella scuola di un certo Hillel, un rabbino che è venuto a mancare a Gerusalemme nel 7 d.C. all’età di 67 anni, proprio al tempo di Erode il Grande, quando questo “Gesù” (storico o spirituale che sia) era ancora un bimbo. Ma chi era Rabbi Hillel? Questo rabbino viene persino citato nel Talmud e gli si attribuisce il noto detto «Se io non sono per me, chi è per me? E, se io sono solo per me stesso, cosa sono? E se non ora, quando?» (Pirkei Avos 1,14). Inoltre, è attribuita sempre a Hillel la frase «Ciò che non è buono per te non lo fare al tuo prossimo. Il resto è commento. Vai e studia [la Torah]» (Talmud babilonese, Trattato dello Shabbath, 31a); quest’ultima citazione di Hillel viene fatta corrispondere a mio avviso in maniera del tutto forzata alla citazione di Gesù in Mc 12:29-31 «Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c’è altro comandamento più importante di questo», come viene anche ripetuto da Paolo in Rm 13:8-10 – «Amerai il prossimo tuo come te stesso». Così, secondo gli “esperti”, Paolo avrebbe attinto dall’insegnamento di Cristo (mi pare più che ovvio e non avrebbe potuto fare altrimenti), a sua volta Gesù avrebbe attinto lo stesso dalla scuola di Rabbi Hillel. Tuttavia, confrontando la citazione di Hillel con quella di Gesù, il senso che vogliono esprimere le due frasi non è prorpio lo stesso, anzi, completamente differente. Quello che sembra mancare di originalità è tutt’altro che Gesù, ma proprio Hillel in quanto la sua citazione era già stata detta similmente da qualcun altro nel passato non troppo lontano. Vediamo insieme:

«Non fare al tuo vicino quello che ti offenderebbe se fatto da lui» (Pittaco); «Non fare agli altri ciò che ti riempirebbe di ira se fatto a te dagli altri» (Isocrate); «Ciò che tu eviteresti di sopportare per te, cerca di non imporlo agli altri» (Epitteto); «Evita di fare quello che rimprovereresti agli altri di fare» (Talete).

Insomma, la famosa “regola d’oro” molto comune nella filosofia greca antica (e anche in quella cinese di Confucio) ma che tuttavia viene pure espressa nella Bibbia come “regola d’eccellenza” ma in senso positivo in Mt 7:12: «Tutte le cose dunque che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro; perché questa è la Legge e i Profeti». La «Legge e i Profeti» erano ben più antiche della stessa filosofia greca e quindi, sembra proprio che i filosofi greci abbiano tratto “ispirazione” «dalla Legge e i Profeti» e a sua volta anche Hillel sembra essere stato mancante di originalità. Sarebbe stato più plausibile se la critica e gli esegeti avessero trovato una corrispondenza valida fra Mt 7:12 e il detto di Hillel, mentre quasi per distrazione viene fatta corrispondere un’altra citazione di Gesù (Mc 12) che Hillel mai e poi ha espresso! Detto questo, credo proprio che Gesù e la scuola di Rabbi Hillel non avessero nulla in comune perché Gesù avrebbe dovuto far parte di «una scuola farisaica» quando Lui – insieme al Battista – rimproverava anche in modo molto duro proprio i Farisei, di qualunque scuola essi fossero. La Bibbia non ci dice di quali Farisei si parla, ma parla in generale dei “Farisei” (compresi quelli della scuola di Hiller che della scuola di Shammày). Inoltre, se Gesù fosse stato realmente un allievo della scuola di Hillel e poi diventato un Rabbi anche lui, certamente avrebbe portato rispetto per tutti rabbini e allievi delle altre «scuole farisaiche», essendo che tale rispetto si doveva protare nonostante le differenti “vedute”, mentre le sue critiche nei confronti dei “Farisei fanno pensare a tutto il contrario che Gesù fosse un «rabbino Fariseo» che avrebbe dovuto attenersi al buon costume di rispettare il pensiero delle altre scuole.

Biglino dice che il Gesù storico di cui parla nel video «era uno dei tanti predicatori messianici del tempo», quando poi Gesù stesso non predicava niente di “messianico” in quanto Egli era già il Messia venuto in mezzo gli uomini, l’Ymmanu El. Gesù era un ebreo, certamente, ma non predicava l’avvento del Messia. A questo ci pensò poco prima il Battista, prima di essere decapitato. Con l’avvento di Gesù in mezzo agli uomini, per i credenti in Cristo si è adempiuta ogni profezia messianica. Poi, Biglino aggiunge ancora e lo ripete più volte per essere sicuro di inculcarlo bene nella mente dei suoi ascoltatori che «[…] lui predicava come tutti i suoi colleghi della scuola di Rabbi Hillel, quindi non diceva nulla di diverso dagli altri e poi a noi è stato presentato come uno che ha stravolto……. non ha stravolto nulla, diceva ciò che dicevano i suoi colleghi […] lo dicevano TUTTI i suoi colleghi, TUTTI della scuola di Rabbi Hillel […]». Ma è proprio così? Davvero Gesù diceva cose che dicevano anche altri e che quindi «non ha stravolto nulla» non dicendo nulla di nuovo?

Come mai, allora, il sommo sacerdote «interrogò Gesù intorno ai suoi discepoli e alla sua dottrina» (Gv 18:19)? La dottrina «era sua», oppure anche dei suoi presunti colleghi di scuola o del presunto Rabbino che gli fu da insegnante? In Gv 7:16-17 Gesù fa delle affermazioni interessanti per il credente e sconcertanti per il critico pià tenace:

«Ma quando i suoi fratelli furono saliti alla festa, allora vi salì anche Lui; non palesemente, ma come di nascosto. I Giudei dunque lo cercavano durante la festa, e dicevano: “Dov’è quel tale?” Vi era tra la folla un gran mormorio riguardo a Lui. Alcuni dicevano: “È un uomo per bene!” Altri dicevano: “No, anzi, svia la gente!” Nessuno però parlava di Lui apertamente, per paura dei Giudei. Verso la metà della festa, Gesù salì al Tempio e si mise a insegnare. Perciò i Giudei si meravigliavano e dicevano: “Come mai conosce così bene le Scritture senza aver fatto studi? Gesù rispose loro: “La mia dottrina non è mia, ma di Colui che mi ha mandato. Se uno vuol fare la volontà di Lui, conoscerà se questa dottrina è da Dio o se Io parlo di mio. Chi parla di suo cerca la propria gloria; ma chi cerca la gloria di Colui che l’ha mandato, è veritiero e non vi è ingiustizia in Lui» (Gv 7:10-18)

Qui Gesù mozza la testa al toro in modo agghiacciante. La critica e l’esegesi sostengono che Gesù ha studiato presso la scuola farisaica di Rabbi Hillel, mentre in questo passaggio, i mormoratori stessi affermano i suoi insegnamenti «sviano le genti» e che oltretutto «conosce così bene le Scritture senza aver fatto studi»! Quindi Gesù non ha studiato da nessuna parte! Il Maestro non ha mai avuto maestri umani! Gesù ammette pure che la dottrina non era nemmeno Sua, ma di Colui che lo ha mandato. Chi lo ha mandato? Il Padre celeste, naturalmente! E non un “padre” spirituale umano. Gesù non ebbe insegnanti se non il Padre, anzi, vi dirò di più! Gesù stupiva con il suo senno persino maestri del Tempio già da all’età di 12 anni! (leggi Lc 2:41-52).

Con questa premessa si è appreso che Gesù non ha frequentato nessuna scuola, tanto meno farisaica (sic!), e quindi non era “indottrinato” da nessuno se non da «Colui che lo ha mandato». Qualunque cosa avessero insegnato nella scuola farisaica di Rabbi Hillel, Gesù ne era completamente distaccato ed estraneo. Anzi, se Gesù può aver detto cose che anche nella scuola di Hillel allora si diceva, ciò è un punto a favore della scuola di Hillel in quanto almeno qualcosa di buono la insegnava. Sembra proprio che il pensiero di Hillel abbia tratto ispirazione proprio dalla Legge e i Profeti in quanto l’osservazione di essi era (ed è) «ama il prossimo tuo come te stesso», proprio la citazione di Cristo a cui viene attribuita la paternità (falsa) ad Hillel.

Durante il famosissimo sermone della montagna Gesù argomentò varie questioni importanti, ma «quando Gesù ebbe finito questi discorsi, la folla si stupiva del suo insegnamento, perché egli insegnava loro come uno che ha autorità e non come i loro Scribi» (Mt 7:24-28). Mi chiedo, come può una folla stupirsi dell’insegnamento di un uomo se questo “uomo” avrebbe fatto parte di una scuola che insegnava cose già note al pubblico? Inoltre Gesù insegnava non come i loro Scribi (cioé dicendo sempre la solita “pasta e cucuzza”), ma come uno che avesse un’autorità tutta Sua! Rabbi Hillel visse fra il 60 a.C. e il 7 d.C., quindi in 67 anni di vita ebbe modo di insegnare la “sua” dottrina, quella dottrina che era già conosciuta fra le varie scuole e fra il popolo stesso prima ancora che Gesù nascesse, insegnamenti che evidentemente non stupivano nessuno. Se Gesù stupiva la gente significa che diceva cose del tutto nuove al Suo uditorio, infatti, quando spiegava la Legge e i Profeti per come andavano osservate e capite, la gente si stupiva (leggi articolo correlato) perché erano insegnamenti nuovi, del tutto estranei alle loro tradizioni.

Il bugiardo: l’anticristo!

Reformed LiarNel video in oggetto, Mauro Biglino fa un’affermazione a dir poco blasfema per l’uditorio cristiano in quanto, secondo lui, quando Gesù «sente parlare di se stesso si rivolta nella tomba» (min. 2:05). Una frase del genere la si potrebbe dire per un comune defunto, un parente, un amico, un conoscente che sia… ma non per Colui che è risorto dai morti (1Cor 15:14,17 – «e se Cristo non è stato risuscitato, vana dunque è la nostra predicazione e vana pure è la vostra fede […] e se Cristo non è stato risuscitato, vana è la vostra fede […]»).

Inoltre, affermare che «Gesù era convinto di essere il Messia davidico» è una sottile negazione, ovvero che Gesù non sarebbe il Messia. Secondo lui certe cose che vengono dette su Gesù, per gli ebrei sarebbero bestemmie, quando poi le sue stesse considerazioni sul Cristo sono già delle bestemmie per il credente in Cristo che ascotla le sue parole. Esistono quattro passaggi nelle Scritture dove viene espressa la parola “anticristo”, cioé quella persona o “spirito” che si oppone e/o nega che Gesù è il Cristo [o Messia]. Lo leggiamo in 1Gv 2:22 – «Chi è il bugiardo se non colui che nega che Gesù è il Cristo? Egli è l’anticristo, che nega il Padre e il Figlio». Inoltre, se per Biglino Gesù non è il Messia ciò può essere una sua considerazione personale alla quale è liberissimo di credere, mentre affermandolo pubblicamente non solo all’interno di una sala conferenze, ma su Internet a livello mondiale, conferma quanto scritto in 1Gv 4:3 – «e ogni spirito che non riconosce pubblicamente Gesù, non è da Dio, ma è lo spirito dell’anticristo […]».

Inoltre, il critico aggiunge subito dopo che quello che noi intendiamo su Gesù è per gli ebrei una bestemmia «non passibile di perdono», quando poi la Scrittura dice che «chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo, sarà perdonato; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato» (Lc 12:10) e inoltre si dà conferma che la bestemmia contro lo Spirito Santo sembra essere l’unica causa a non essere perdonata (Mc 3:29). Quì però bisogna riconoscere in Biglino la possibilità di ricevere perdono da Dio in quanto non ha esplicitamente bestemmiato nei confronti dello Spirito Santo, ma nei confrronti del «Figlio dell’uomo», infatti «chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo, sarà perdonato», e in questo video in particolare il critico non fa altrro che «parlare contro il Figlio dell’uomo». Il mio invito rivolto a tutti i credenti è di pregare per Mauro Biglino.

C’èda dire che senza ombra di dubbio, la Bibbia ritrae tutte quelle persone come Biglino come bestemmiatori del Figlio dell’uomo e come anticristo, perché negano Cristo anche pubblicamente oltre che nel loro intimo.

Queste sue prime considerazioni su Gesù sembrano essere dette da un Biglino tutt’altro che in veste di “traduttore”, ma di “annullatore” della Fede. Come se il “Biglino traduttore” venisse per qualche minuto sostituito dal “Biglino Massone”. In molte sue conferenze dice che nelle sue ricerche non si interessa mai di trattare nello specifico i mondi spirituali, gli alieni, di Dio né tantomeno della Fede. Vista l’evidenza delle cose che dice nel video, si può dire apertamente e senza tono di “accusa” nei suoi confronti, che egli effettivamente non si interessa certamente “della fede” in generale, ma della fede degli altri, in quanto in maniera sottile non parla appunto della Fede, ma intende annullare di proposito la Fede degli altri con il suo solito e ammirevole tono garbato ma tagliente e scottante.

Guarda il video

Finché il video in questione rimane online, se ne consiglia la visione integrale direttamente dal collegamento sottostante. Qualora il video non fosse più reperibile su Youtube (non mi stupirebbe se ciò avvenisse), potete richiedermelo per email e sarò lieto di farvelo avere.

Con questo articolo ho voluto commentare solo i primi 3 minuti dell’intervento di Biglino su Gesù, i restanti 3 minuti li lascio commentare a voi stessi. Spero di non essere additato come “accusatore di Biglino” o come uno che è affetto da una sorta di “mania di persecuzione” nei confronti di questo personaggio, ma alla luce delle stesse Scritture circa la persona di Cristo e circa le considerazioni che vengono suggerite sulla figura dell'”anticristo”, facendomi dei semplici conti logici ho potuto notare che il Mauro Biglino che noi tutti ormai conosciamo rispecchia alla perfezione la descrizione che la Bibbia suggerisce dell’anticristo.

biglino via verita vita blasfemoVista è considerata la notorietà raggiunta da questo studioso nel corso degli ultimi 5 anni a questa parte, vorrei condividere insieme a voi lo screen shoot (fig. a sinistra) di un commento rilasciato da un utente in un post di Mauro Biglino, giusto per farvi rendere conto dell’affetto che la gente nutre per questo personaggio molto influente e persuasivo, esattamente come lo era Gesù al suo tempo.

Chi ha da intendere, intenda.

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