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Yahweh, il Dio barbaro dell’Antico Testamento

«Israele prese possesso della Terra Promessa eliminando le popolazioni che vi abitavano e non pochi considerano che questo sia compatibile solo con un Dio barbaro e adatto ai barbari di quel tempo (compreso il popolo di Dio!): un Dio che oggi, fortunatamente, sarebbe stato “superato” da Gesù. Liberi di pensarlo […]» (Fernando De Angelis, Riassunto dell’Antico Testamento)

Quando nel recente convegno a Chianciano Terme – durante la mia breve presentazione del libro La Bibbia non è un mito – ho fatto un piccolo accenno a quanti indicano il Dio biblico come un «individuo in carne ed ossa», mi riferivo proprio a quelle persone che identificano Yahweh come un «barbaro adatto ai barbari» e, visti certi Suoi atteggiamenti, essi non farebbero di Lui un Dio. Di conseguenza, se Dio è stato un barbaro lo erano anche gli Israeliti che lo seguivano. Un conto è, però, essere barbari come lo erano i norreni (vichinghi), un altro conto è avere «la testa/collo dura/o» e quindi comportarsi da stupidi e insensati. La barbaria degli Israeliti, magari, si rifletteva quando bruciavano vivi i propri primogeniti in onore a Molok (o Milcom), facendo «ciò che non è buono agli occhi del Signore». Focalizzarsi solo su un dettaglio come questo per identificare Yahweh come barbaro sempre e comunque, è una vera barbaria intellettuale. Chi giudica Yahweh come «barbaro» si auto definisce pure «libero pensatore», per cui, la frase di De Angelis «liberi di pensarlo» non calza semplicemente “a pennello”, ma possiamo anche metterci tutta la tavolozza con i colori. Definire barbaro Yahweh solo perché gli Israeliti sacrificavano i propri figli sul fuoco, senza che sia mai stato Dio a chiedere tali sacrifici, è davvero una barbarìa moderna camuffata in falso buonismo.

Per far funzionare questa tesi, viene citato pure quel passo di Ezechiele (20:22-26), che dice:

«Tuttavia ritirai la mia mano e agii per amor del mio nome, perché non fosse profanato agli occhi delle nazioni, in presenza delle quali li avevo condotti fuori dall’Egitto. Ma alzai pure la mano nel deserto, giurando loro che li avrei dispersi fra le nazioni e li avrei disseminati per tutti i paesi, perché non mettevano in pratica i miei precetti, rigettavano le mie leggi, profanavano i miei sabati e i loro occhi andavano dietro agli idoli dei loro padri. Diedi loro perfino delle leggi non buone e dei precetti per i quali non potevano vivere. Li contaminai con i loro doni, quando facevano passare per il fuoco ogni primogenito, per ridurli alla desolazione affinché conoscessero che io sono Yahweh».

barbaroQuindi, secondo i cosiddetti “liberi pensatori” (mi definisco anche io in questo modo, ma in altro senso diverso dal loro), Dio avrebbe letteralmente consegnato delle leggi non buone, affinché gli Israeliti facessero passare per il fuoco i propri primogeniti. Qui s’ignora un aspetto molto importante, ovvero che Dio non dà letteralmente delle leggi non buone, ma ne permette la loro osservanza (così come Dio ha permesso a Satana di tormentare Giobbe o ha permesso a Satana di istigare David a fare il censimento – leggi articolo correlato), in modo tale che una volta arsi vivi i propri figli in onore a dei fantocci di pietra, gli Israeliti si potessero rendere conto solamente dopo dell’atto abominevole che avevano commesso. Ormai non si poteva più tornare indietro… e, sicuramente, non l’avrebbero più fatto.

Alcune traduzioni usano indicare «per atterrirli» al posto di «per ridurli alla desolazione». Quindi, un Dio d’amore non permetterebbe mai una cosa del genere e non atterrisce il suo popolo.

Purtroppo, chi giudica tali azioni come barbarie divine, ignora sia la sovranità di cui gode Dio (che Dio sarebbe altrimenti?), sia il Suo essere giustizia né un Dio dedito a favoritismi, infatti era disposto a togliere di mezzo dal suo stesso popolo coloro che fungevano da “tumore” ai danni dello stesso. Un Dio che fa piazza pulita di ciò che è sporco è un Dio “pulito”. Un Dio solo pace e amore non sarebbe un Dio, secondo me. La frase “Dio dovrebbe essere così, anziché così”, dà l’impressione di un dio a immagine dell’uomo, dove è l’uomo stesso a farsi dio al di sopra di Dio (Isaia 14:14).

Un altro ed ultimo esempio calzante è Deuteronomio 20:10-13, dove Dio ordina di proporre la pace prima di un’invasione.

«Quando ti avvicinerai a una città per attaccarla, le offrirai prima la pace. Se acconsente alla pace e ti apre le sue porte, tutto il popolo che vi si troverà ti sarà tributario e soggetto. Ma se essa non vuole far pace con te e ti vuole fare guerra, allora l’assedierai; e quando Yahweh, il tuo Dio, l’avrà data nelle tue mani, ne passerai a fil di spada tutti gli uomini;»

Anche se una tale dichiarazione non si ripete più in tutta la Bibbia, ciò non vuol dire che un tale ordine di «offrire prima la pace» non sia valso anche prima oppure dopo essere stato menzionato nella Bibbia. Quando la Bibbia parla degli assedi, non bisognerebbe dimenticare mai il brano di cui sopra, perché vale sempre in tutte le circostanze di assedio. Questa «offerta di pace» andrebbe intesa quindi in ogni luogo prima di ogni conquista. Quindi, se Dio è stato disposto a offrire la pace ma poi questa pace non viene accettata, allora, mi pare ovvio che chi si rifiutava di accettare la pace doveva assumersi la responsabilità delle conseguenze non pacifiche. In sostanza, chi rifiuta la pace non può essere lasciato in pace, perché la sta rifiutando. In un certo senso, rifiutare la pace equivale a dire “non lasciarmi in pace”, al contrario di quando qualcuno non vuole essere infastidito dicendo “lasciami in pace!”. Con questo rifiuto della pace si chiede di far guerra, e quindi Dio accontenta tutti, nel bene (se vuoi pace) e nel male (se non vuoi la pace).

9 Comments

  1. sergio
    sergio 20/11/2016

    Buongiorno,
    la vedo molto predisposto a accettare sottomissioni e anche a farle accettare alla sua famiglia come le definisce lei…magari se si presentasse alla sua porta un soldato di Allah a sottometterla per lei sarebbe estremamente facile accettarlo… o magari si farebbe sgozzare?chissà? come è facile impartire lezioni di accettazioni divine al mondo, dalla sicurezza della propria condizione moderna … beato lei per il quale tutto è così giusto e chiaro… legga il significato di sottomesso. buona giornata.

    • Daniele Salamone
      Daniele Salamone 20/11/2016

      Il soldato di Allah né Allah propongono la pace e mai si è verificata una cosa simile dato che chi è fuori dalla loro cerchia è l’infedele che dev’essere annientato.
      Lasci stare questo paragone perché è un vano tentativo di arrampicarsi su uno specchio unto d’olio.
      Buona giornata a lei.

  2. Daniel
    Daniel 18/10/2016

    Niente da fare, mi dispiace ma non arriva nemmeno nello spam.
    Probabilmente viene intercettata dai server google e scartata ancora prima di riceverla, per qualche strano motivo.

    Ti ho scritto da un mio indirizzo secondario, proviamo con questo, vediamo se funziona.

    Scusami per il disturbo, non è mia intenzione stalkarti, ma tengo alle tue risposte di valore! =)

    Daniel

  3. Daniel
    Daniel 17/10/2016

    Buongiorno,
    premetto che sono un suo lettore, avendo già letto la trilogia tra ragione e fede e concordando su molti aspetti e sue interpretazioni.

    Leggendo il post non mi trovo allineato con la spiegazione, soprattutto nell’ultimo passo riportato “Quando ti avvicinerai a una città per attaccarla, le offrirai prima la pace”…

    In questo primo passo si evince che si dia per scontato il proposito di avvicinarsi ad una città per attaccarla, non per chiedere la pace, da questa frase non sembrano esserci dubbi.
    Nel passo successivo si afferma che se questa città accetterà di sottomettersi (“tutto il popolo che vi si troverà ti sarà tributario e soggetto”).
    e prosegue spiegando che se la città non dovesse accettare la pace, cioè la sottomissione (“Ma se essa non vuole far pace con te e ti vuole fare guerra, allora l’assedierai….”) si procederà all’attacco.

    Sinceramente, a seguito di questi passi, più che un dio, sembrerebbe stessimo parlando delle leggi di un generale. Credo sia più verosimile la mia interpretazione che quella proposta dall’articolo.
    Oppure potremmo pensare che comunque il libero arbitrio dell’uomo porti a questo tipo di leggi, ma anche in questo caso CHI sarebbe dio? Come potrebbe permettere tutto questo? Il libero arbitrio è solo una “scusa” per spiegare l’assurdo o dare spiegazione dirottando verso la propria personale interpretazione?

    Confesso di avere davvero troppi dubbi su questo argomento… tra la ragione, la fede e la confusione tra le varie interpretazioni… alcune attendibili, altre meno.. ma comunque sono davvero troppe..

    Volevo condividere anche il mio pensiero…

    Grazie

    • Daniele Salamone
      Daniele Salamone 17/10/2016

      Gentile Daniel, grazie per il tuo intervento.
      Ricordo che qualche giorno fa mi avevi inviato una email dove mi chiedevi di non offendermi se mi avessi dato del tu. Perciò, confrontando l’email di chi mi scrive adesso con quella che mi è arrivata in posta elettronica, noto che siete la stessa persona. Per cui, rinnovo adesso la tua richiesta di potermi dare tranquillamente del tu, farò lo stesso anche io con te. Non so, però, se la mia email di risposta alla tua ti sia giunta, in tal caso ti consiglio di controllare la cartella dello spam. Altrimenti fammi sapere così te la inoltro nuovamente perché la tengo ancora salvata in mezzo alla posta inviata.

      Detto questo, premetto col dire che il nostro metro di giudizio umano è molto limitato e “terra terra” per giudicare Dio nelle sue azioni e parole. Molto spesso giudichiamo Dio perché sembra comportarsi come noi uomini, dimenticando che siamo noi uomini quelli fatti a sua immagine e quindi certi “atteggiamenti” siamo stati noi ad averli ereditati da lui. Quindi, se Dio si comporta come noi, sbaglia, mentre a noi uomini deve essere lecito poter giocare a fare Dio?
      Non mi risulta difficile considerare Yahweh, il Dio biblico dell’Antico Testamento, come un generale, perché persino la stessa Bibbia definisce Yahweh come «Yahweh degli eserciti» soprannominandolo pure come «ish milchamàch», letteralmente uomo di guerra, cioè «guerriero».
      Essere generale/guerriero non vuol dire non essere Dio; quindi Dio è anche un generale oltre che giudice, legislatore, etc.

      Naturalmente, il testo biblico usa parole pesanti come «attaccare», «assediare», «rendere soggetto» (o «sottomesso»). Dio è Dio e non dovrebbe essere contestato, al di là del libero arbitrio. Forse, lo stesso libero arbitrio viene male inteso, nel senso che Dio lascia fare agli uomini tutto quello che vogliono fare. Benissimo, ma ci sono sempre delle conseguenze alle scelte che ognuno di noi fa. Chiunque si avvale del libero arbitrio non deve poi cullarsi di aderire alla dottrina del “fai ciò che vuoi” (tipica del satanismo), ma si è sempre soggetti a delle conseguenze.
      L’Ecclesiaste (cap. 1:1) dice, in merito al libero arbitrio:

      «Rallègrati pure, o giovane, durante la tua adolescenza, e gioisca pure il tuo cuore durante i giorni della tua giovinezza; cammina pure nelle vie dove ti conduce il cuore e seguendo gli sguardi dei tuoi occhi; ma sappi che, per tutte queste cose, Dio ti chiamerà in giudizio!»

      Adamo è stato lasciato libero di cadere, sebbene era stato avvisato che in caso di disobbedienza sarebbe andato in contro alla morte. Quindi, Dio con Adamo fece la stessa cosa di proporre un patto di pace, purché ci si sottometta a Dio.
      Le promesse di Dio erano che il popolo d’Israele si sarebbe allargato e quindi, necessitava andare alla conquista di altri luoghi. Se gli abitanti di quei luoghi sarebbero stati consensienti, allora avrebbero fatto parte del popolo di Dio; in caso contrario andavano spazzati via, perché niente e nessuno può arrogarsi il diritto di ostacolare il volere di Dio.

      Chiedi chi sarebbe Dio e come potrebbe permettere tutto questo (leggi Giobbe). Sono io a dirti, adesso, di porre queste domande a Dio stesso, perché se non trovi persone in grado di spiegarti queste cose, l’unica cosa da fare è chiederlo al diretto interessato.

      Gli uomini di cui si parla nell’articolo, non sono stati forzati a scegliere Dio, perché altrimenti sarebbero stati lasciati in vita e obbligati con la forza a vivere secondo uno stile di vita sociale e religioso contrario al loro. Siccome Dio non vuole pupazzi o burattini come servi, o sei completamente devoto a lui sinceramente con il cuore e con la mente, oppure non puoi far parte del suo popolo. Hanno fatto una scelta, quella di opporsi a una proposta di pace, quindi ne hanno ripagato le conseguenze, sempre dovuta da una loro scelta.
      Il libero arbitrio c’è eccome, ma sono le scelte che facciamo a determinare il nostro “destino”. Se fai le scelte giuste vai avanti, ma se deliberatamente e consapevolmente fai delle scelte sbagliate, poi non piangerti addosso, “affari tuoi”.

      Il libro dell’Ecclesiaste insegna che usare solo la ragione è molto utile, ma utile soltanto per farti capire che solo con essa non si arriva da nessuna parte. Se usi solo la ragione, i dubbi non mancano; ma la fede è quel catalizzatore che ti aiuta ad accettare quello che adesso non riesci a capire, perché, come dice la Scrittura, «Poiché ora vediamo come in uno specchio, in modo oscuro; ma allora vedremo faccia a faccia; ora conosco in parte; ma allora conoscerò pienamente, come anche sono stato perfettamente conosciuto» (1Corinzi 13:12).

      Che dirti, sii fiducioso e chiedi maggior discernimento, perché quello che a te sembra assurdo e incincepibile adesso, a me risulta, adesso, chiaro e trasparente, mentre prima non era così.

      Un abbraccio,
      Daniele

      • Daniel
        Daniel 18/10/2016

        Ti ringrazio per la cortesia, questa sera dedicherò del tempo a leggere con calma la tua risposta, in quanto sarà molto profonda e merita sicuramente una riflessione approfondita…

        Purtroppo non mi è arrivata la tua risposta della scorsa email e non la trovo nemmeno nello spam, potresti reinviarmela per favore?

        Grazie
        Daniel

          • sergio
            sergio 19/11/2016

            Buonasera, be’ magari lei Daniele SALAMONE con tutta la sua famiglia felice avrebbe potuto essere un abitante di quella pacifica città alle porte della quale un giorno si sarebbe presentata una popolazione straniera ( gli Israeliti) chiedendole gentilmente in nome della loro espansione promessa dal loro Dio di diventare suo schiavo o sempre gentilmente in caso di rifiuto di essere pacificamente sterminato con tutta la sua famiglia magari meno sua moglie e sua figlia…che avrebbero potuto servire ad latri scopi. Si spieghi questo e se non ci riesce con la ragione provi come dice lei a farselo spiegare dal diretto interessato…e cmq la stessa storia continua a ripetersi continuamente ,vedi tutte le guerre che dilagano nel nostro pianeta…

          • Daniele Salamone
            Daniele Salamone 20/11/2016

            Buonasera e benvenuto nel blog.
            Lo stesso sarebbe potuto accadere anche con lei, Sergio, se avesse abitato in quell’epoca e in quella data popolazione straniera. Ma, purtroppo, intendere male la terminologia ebraica alla luce del pensiero moderno, la fa ragionare in questo modo. Yahweh proponeva la pace e per “sottomissione” non si intende schiavizzazione.
            Come si male intende che la donna deve essere “sottomessa” al marito, ovvero schiava. Assolutamente falso. Anzi, vedi molte famiglie di oggi completamente capovolte, dova “l’uomo di casa” lo fa la donna.
            Prima di criticare il Dio biblico e un libro antico di millenni, ci si impegni piuttosto a denunciare le ingiustizie di OGGI che riguardano il nostro pianeta.

            Saluti

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