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Tag: inferno

Resurrezione o reincarnazione?

04_independence_day_blurayNoi esseri umani troviamo molto facile vivere la vita come se fossimo qui per sempre. A volte ci troviamo faccia a faccia con la morte, ad esempio quando una persona cara muore, poi pensiamo ad essa e diciamo tra noi stessi: “ovunque tu sia spero stai bene”. Ma, “ovunque tu sia” dove? L’essenza della vita quotidiana è tale che è facile ignorare la realtà della morte e la certezza dell’esistenza oltre la tomba. Esistono numerose idee nel mondo per quanto riguarda la vita dopo la morte, dalla distruzione dell’individuo (cioè che cesserà di esistere per sempre) alla reincarnazione (cioè che vivrà perpetuamente rinascendo nel corpo di un altro individuo) Queste due circostanze di pensiero vanno nettamente contro l’insegnamento biblico, perché l’uomo ha la necessità di ricevere la redenzione, cosa che con la sua totale scomparsa dopo la morte o con la sua rinascita tramite reincarnazione annullerebbero lo stesso sacrificio di Cristo che ha avuto lo scopo di “dare vita ai morti, sia spirituali che corporali”. L’Islam parla di “paradiso”, mentre il Cattolicesimo parla i “purgatorio”, di cui il secondo biblicamente non esiste (o se proprio vogliamo metterlo in mezzo, esso è rappresentato dalla vita che viviamo qui sulla Terra); il primo invece esiste, ma non è nello specifico il Regno di Dio (leggi questo articolo cliccando qui per approfondire). Anche se non risponde a tutte le nostre domande, la Bibbia, tuttavia, parla in modo definitivo e con ferma decisione di ciò che riguarda l’aldilà.

La Bibbia insegna che gli esseri umani sono creature composite. Essi possiedono un corpo di carne che si compone di elementi fisici realizzati attraverso «la cenere del suolo» (Ge 2:7). A differenza degli animali, gli esseri umani possiedono una componente fatta a «immagine di Elohìm», non un’immagine antropomorfa, ma quell’immagine di Elohìm che trascende il corpo e la vita fisica sulla Terra (Ge 1:26-27) in spirituale. Dio pone all’interno di ogni persona, già dal momento del concepimento, uno spirito che rende ogni individuo una personalità unica che sopravviverà alla morte, vivendo sull’immortalità perpetuamente (Za 12:1). Alla morte, lo spirito si separa dal corpo e continua ad esistere in una condizione di coscienza nel mondo spirituale (Ge 35:18; 1Re 17:21-22). Così la Bibbia definisce la “morte” come una “separazione” e non come una “estinzione” o “annientamento” dell’individuo. Dal momento che «il corpo senza lo spirito è morto» (Giac 2:26), la separazione dello spirito dà i propri risultati del corpo nella morte fisica di quest’ultimo. Ma per quanto riguarda lo spirito?

La rappresentazione più chiara dell’esistenza al di là della morte fisica è vista in Luca 16:19-31. In questa narrazione, si parla di uomini morti, tra cui anche Lazzaro. Ovunque andò Lazzaro quando morì, in quel posto fu trasportato. Anche il corpo del ricco fu sepolto, ma la sua “persona” si trovava nell’Ade. Il ricco poteva vedere e riconoscere sia Lazzaro che Abrahamo in questo luogo chiamato “aldilà”. Abrahamo ha chiarito al ricco che le loro rispettive posizioni erano irreversibili. Nel frattempo i fratelli dell’uomo ricco erano ancora in vita sulla Terra e la richiesta del ricco fu quella di inviare Lazzaro presso i parenti viventi, e ciò avrebbe richiesto una «resurrezione dai morti» (v.31) di Lazzaro.

Il termine generalmente tradotto con “inferno” nel v.23 deriva dalla parola greca [hades] che non deve essere confusa con la parola [geenna]. La Geenna (termine utilizzato dodici volte in tutto il Nuovo Testamento) fa riferimento a un luogo di perpetua punizione – il cosiddetto «stagno di fuoco e zolfo» dove Satana, i suoi angeli e tutte le persone malvagie saranno consegnati dopo l’ultimo avvento di Cristo. L’inferno è la Geenna, l’Ades non è l’inferno. D’altra parte, “Ades” (termine utilizzato dieci volte nel Nuovo Testamento e in parallelo al termine Sheol dell’Antico Testamento ebraico) si riferisce sempre al regno invisibile dei morti – ovvero il ricettacolo degli spiriti disincarnati (cioè il luogo dove risiedono gli spiriti degli esseri umani defunti, compresi i santi e la madonna), dove i morti attendono il ritorno dei Signore (Ap 1:18) in uno status di “sonno”. L’Ades non è l’inferno e nemmeno il purgatorio (leggi questo articolo cliccando qui se non l’hai ancora fatto).

Si osservi, inoltre, che Luca 16 raffigura l’Ades come un luogo diviso in due regioni o per rendere meglio l’idea, come una casa costituita da due sole camere: una camera per i defunti giusti e un’altra camera per i defunti malvagi. La prima si riferisce al «seno d’Abrahamo» (che significa “vicino” o “in presenza di…” Abrahamo; cfr Giov 1:18), ed è il luogo dove fu Lazzaro. Gesù si riferiva a questa “casa” come Paradiso (Lu 23:43; cfr. At 2:24-34). Il termine “Paradiso” è di derivazione iranico-persiana [pairidaeza] il cui significato è “grande recinto protetto, terreno di caccia, parco, giardino ben irrigato” (Thayer, 1901, p.480). Gli ebrei usavano questo termine come per designare un «giardino, boschetto, parco protetto e ben curato» e veniva applicato al termine Ades per riferirsi ad esso come la dimora delle anime (buoen e cattive) in attesa della resurrezione. Questa parola è usata in tre sensi:

  1. Nella Septuaginta (Ge 2:8-10,15,16; 3:2-4,9,11,24-25), ovvero la traduzione dell’Antico Testamento ebraico in greco antico, si riferisce al Giardino di Eden in cui Adamo ed Eva vissero. Normalmente è tradotto con “giardino” in diverse versioni;
  2. E’ utilizzato una sola volta, in un ambientazione altamente figurata del Nuovo Testamento, per riferirsi alla dimora finale dei salvati, cioè i Cieli (Ap 2:7);
  3. Viene utilizzato in connessione al regno Adeano.

Mentre Gesù, il ladrone sulla croce e Lazzaro andarono in quella parte di Paradiso chiamato “seno d’Abrahamo”, il ricco andò nella regione del Paradiso conosciuta anticamente come Tartaros o Ades (o Tartaro; 2Pi 2:4; Giuda 6), cioè nell’altra “camera” della “casa”. Gli occupanti di questa casa attendono il «gran giorno del giudizio» e non godono né di privilegi nè di torti. Le anime dei defunti dormono. Così, sia l’Ades che il seno d’Abrahamo è un luogo (Paradiso) temporaneo che scomparirà al Giudizio (Ap 20:13-14) e che sarà sostituito dall’inferno ancora inesistente e dall’eterno Regno di Dio.

Dio dà alle persone una volta soltanto (e non tramite rinascite corporali come la reincarnazione) la loro vita terrena per preparare i loro spiriti ad accedere alla loro dimora eterna (Eb 9:27). Quando una persona muore, il suo corpo va nella tomba, mentre lo spirito entra nel regno Adeano restando in attesa della sentenza finale. Al terzo avvento di Cristo (leggi Il Mezzosangue), tutti gli spiriti saranno tratti fuori dall’Ades e resuscitati in corpi immortali (Giov 5:28-29; 1Cor 15:25-54). Tutti dovranno poi affrontare il giudizio di Dio e riceveranno il pronunciamento di condanna o salvezza eterna con lo smistamento delle anime nel Regno di Dio e all’inferno. Il Paradiso è come l’anticamera o “sala d’attesa” per l’accesso o nella dimora di Dio o nello stagno di fuoco.

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