[RECENSIONE] – “Quando i De Angelis pretesero di essere Dio, senza sapere di non esserlo”

Oltre la mente di due speculatori spietati...

Oltre la mente di due speculatori spietati…

Con questa nuova recensione riapro le danze. Il libro di cui vi parlerò a breve è la solita delusione proposta da padre e figlio De Angelis, Alessandro e Alessio. Questo testo è una “pretesa” continua di essere in una ragione che va al di là della sana razionalità. Quest’opera si presenta presuntuosa già dal titolo stesso, come e il lettore potesse essere davvero in grado di andare “oltre” l’irraggiungibile. Una cosa di questa mi pare di averla sentita per sino in un cartone animato della Pixar “Toy Story”, dove il piccolo astronauta Bugs cita la famosa frase “verso l’infinito… e oltre!” Ebbene sì, probabilmente i due autori del libro, padre e figlio, credono che confutare delle verità bibliche e storiche sia una passeggiata assegnando al proprio libro il seguente sottotitolo: “quanto l’uomo creò Dio senza sapere di esserlo”.

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PARERE PERSONALE SULL’OPERA

È buona abitudine dei De Angelis esprimersi con tonalità di puro disprezzo nei confronti della fede, della chiesa, della Bibbia. Tonalità che non dovrebbero emergere da due (pseudo)studiosi, così per come si proclamano. Un saggista dovrebbe esporre le proprie idee e teorie in maniera imparziale e serena, senza pregiudizi, mentre i due autori di questa sottospecie di libro (anzi di trilogia di cui questo è il primo volume) non mostrano alcuna pietà nei confronti della cristianità, rendendo questa realtà avvolta nel pieno ridicolo offendendo così quella fede verso la quale miliardi di persone ancora oggi affidano la propria esistenza. Cosa c’è di male nell’avere fede? Perché i “senza-dio” pretendono di essere lasciati in pace dai credenti (per carità, ci mancherebbe) mentre i credenti non sono tenuti a difendere la propria posizione di “credente”? Questi critici della Bibbia vivono davvero in maniera serena anche “senza-dio”?
Secondo voi cos’è meglio, vivere in una presunta illusione dell’esistenza di Dio con la speranza di ricevere da Lui un “premio di condotta” alla fine della nostra vita e nel frattempo vivere nella gioia di questa speranza, oppure vivere nella più totale consapevolezza di una presunta non esistenza di Dio, assaporando una vita triste, abbattuta, delusa, senza alcuna speranza di un “dopo”, dopo la vita?
Ebbene, questo libro, come tutti gli altri testi della “De Angelis family”, lasciano un amaro in bocca, non tanto perché i due pretendano che la gente apra gli occhi sui loro scritti, ma perché si può costatare quanto è pazza e perversa la mente dell’uomo nel formulare certe affermazioni attraverso presunti parallelismi storico-mitologici che cercano di annullare la persona ed esistenza di Gesù Cristo. Sembra essere ormai un dato di fatto che la figura di Gesù sia stata ricostruita non solo sopra un personaggio storico realmente esistito (un rivoluzionario e sanguinario guerrafondaio) ma anche tramite racconti più antichi riguardanti le divinità mitologiche delle varie popolazioni del mondo antico: Mitra, Dionisio, Budda, Baal, Krishna… tutti personaggi che condividerebbero le stesse caratteristiche di Gesù: nati da una vergine il 25 Dicembre, furono visitati da tre saggi (re Magi) il giorno della loro nascita, predicarono l’amore che il Padre Celeste gli riferiva loro di predicare, furono condannati a morte per crocifissione insieme ad altri due malfattori, morirono, stettero tre giorni negli inferi e il terzo giorno risorsero. Dopo la loro risurrezione ascesero al Padre in carne ed ossa promettendo alle generazioni future che avranno avuto fede che un giorno sarebbero ritornati per essere “rapiti” in Cielo per l’eternità. Insomma, miti più antichi di 1000/1500 anni, se non di più, raccontavano la stessa storia che noi conosciamo sulla personalità di Gesù. Tuttavia gli storici, gli studiosi e gli esperti in generale hanno affermato che i miti antecedenti a Gesù Cristo restano dei miti che a dire il vero non sono mai esistiti, ma costruiti appositamente DOPO la morte di Cristo per speculare sopra questo personaggio e _“farlo valere niente”_. Documentari raccapriccianti come Zeitgeist raccontano come la figura di Cristo sia falsa, mentre in realtà così non è. Purtroppo se non si ha un’esperienza personale trascendente con il Cristo non si può avere la piena certezza che Egli Vive, e vi sono tantissimi passi biblici che da soli annienterebbero il lavoro blasfemo di questi presunti studiosi che non fanno altro che fomentare confusione, odio, rancore e tantissimi altri sentimenti negativi nei cuori delle persone.Un libro come questo chissà quale fine avrebbe potuto fare ai tempi dell’inquisizione, ma forse dovrò correggermi, non tanto il libro, ma i suoi autori! Mi chiedo se gli autori di questo libro avessero avuto lo stesso coraggio di oggi nello scrivere le proprie pubblicazioni ai tempi dell’inquisizione. Avrebbero svolto comunque il lavoro di “paladini di giustizia”? A parte che se un individuo come Alessandro De Angelis si mettesse a dire: “dopo 2000 anni svelata la vera identità di Gesù e degli Apostoli”, subito diremmo “ma chi ti credi di essere”?
Ebbene, gente come lui si sente “arrivata” solo perché avendo dichiarato di aver avuto una presunta esperienza pre-morte si è in diritto a dover dire cosa ci sia realmente nell’aldilà. Ma qui andrei troppo sul personale quindi non mi soffermo più di tanto.
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Ritornando al libro devo dire che la delusione della lettura nasce dal fatto che in primo luogo il testo è introdotto dal fenomeno del web attuale, Mauro Biglino, il quale ha egli stesso dichiarato in un video su Youtube che _“se non esistesse internet, io (Biglino) non esisterei”_. Nulla da dire su internet né alla persona di Biglino, che io rispetto quanto a persona, ma riguardo alle sue teorie e alle cose che insegna non faccio altro che maledire il giorno in cui è stato inventato internet. Per colpa delle sue affermazioni molta gente rimane confusa, frustrata. Questa gente crede di aprire gli occhi alla gente, ma non è così, la gente rimane amareggiata, delusa e anche offesa.
Poi, l’altra cosa che dispiace durante la lettura del libro è che la prima parte è uno spudorato copia/incolla delle opere di Mauro Biglino e di Zecharia Sitchin, troppo facile per un autore avvalorare teorie che già sono state scritte da altri. Nulla di nuovo insomma, pagando € 16,50 ci si ritrova ad avere dei riassunti di alcuni libri di Biglino e Sitchin, quindi chi ha letto queste opere può benissimo risparmiarsi la lettura di questo testo e andare “Oltre la mente dei De Angelis” che risulterà alquanto frustrata, triste e amareggiata da chissà quale pesante torto subito da qualche istituzione religiosa o altro che non saprei immaginare.
Inoltre il libro presenta un’esposizione sulla presunta “vera” nascita del popolo di Israele e delle parallelistiche che vedrebbero gli antichi Hyksos come il popolo ebraico che noi conosciamo, che Mosè era in realtà il faraone Akhenaton e che tanti personaggi biblici sono strettamente collegati al mondo egizio. Nel senso che in realtà non era il popolo egizio a perseguitare gli ebrei, ma al contrario erano gli ebrei, sanguinari, predoni saccheggiatori di tutto quello che incontravano. Infine si arriva ai famosi 400 anni di schiavitù degli ebrei/Hyksos” sotto il gioco degli egizi, che la loro uscita dal “Paese di Egitto” con a capo Mosè/Akhenaton non fu una vera uscita di libertà, ma una cacciata voluta proprio dal faraone Egizio. A differenza di come narra la Scrittura, ovvero che fu Yahwéh ad ordinare a Mosè di parlare con Faraone (suo fratellastro di adozione) affinché gli permettesse di lasciar andare il suo popolo.
Poi, attraverso delle acrobazie pseudo-intellettuali si arriva pure a dire che il simbolo della massoneria, squadra e compasso con la grande G al centro, sia in realtà il simbolo dei Giudei, contrassegnata appunto dalla “G”. Insomma, un libro che pretende di affermare che la Bibbia si un libro di favole, mentre questo è proprio il primo che racconta sì delle favole, ma non adatto ad un pubblico minore.
Come tutti i libri dell’allegra famiglia De Angelis, il testo si presenta con un linguaggio molto scolaresco, infatti è in gran parte scritto dal figlio, Alessio, un ragazzino di appena vent’anni che il padre elogia come l’essere _“il più giovane scrittore italiano di tutti i tempi!!!”_. BOOOOM. Qui ci stava proprio il botto, oppure una sigla in stile 20th Century Fox.
Devo dire comunque che il libro è un buon strumento di intrattenimento che va dal trash al blasfemo, che mischia falsità su falsità non documentate a dovere, ma solo superficialmente. Specialmente quando gli autori dicono _“molti esperti affermano che…”_ , bene… i nomi di questi “esperti”? È facile menzionare nomi e cognomi di personaggi esistenti, ma quando questi non esistono cosa ci si può inventare? “Molti esperti dicono che…”. Troppo facile. Quando bisogna confutare qualcosa bisogna farlo con serietà, a costo di pubblicare non una trilogia, ma una caterba di materiale invidiabile per sino alla collana enciclopedica della Treccani. Negare l’esistenza di personaggi storici non è semplice, specialmente quando sono realmente esistiti!!!
Bene cari amici, detto questo credo che basti. Anche perché i lavori di Alessio e Alessandro De Angelis è un continuo copia/incolla da altri testi. Basti leggere la recensione che ho scritto su un altro libro di cui sempre loro sono gli autori “Gesù il Che Guevara dell’anno zero”. Basta leggere un libro da loro pubblicato per capire la tipologia di personaggi che sono. Giusto per farvi un esempio, e poi concludo: ultimamente padre e figlio avrebbero pubblicato un ennesimo libro dove si dice che Gesù sarebbe stato gay, sposato con la Maddalena dalla quale avrebbe avuto più di due figli, e che soprattutto NON SIA MAI ESISTITO. Che strano… attribuire così tante peripezie di omosessualità ed eterosessualità ad un personaggio che secondo loro non è mai esistito.

Vi lascio in attesa della recensione al prossimo libro, il secondo volume della trilogia a cui appartiene questa specie di coso… ah sì… libro intitolato “Oltre la mente di Dio – quando l’uomo creò Dio senza sapere di esserlo”

Io direi piuttosto… “Quando i De Angelis pretesero di essere Dio, senza sapere di non esserlo”

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Questa recensione è tratta dal sito Ciao.it di cui ne sono l’assoluto autore. Clicca QUI per votare e commentare la mia opinione.