Gesù un Rivoluzionario: Spada sguainata o ramoscello d’ulivo?

Frontespizio del libro, confutato e smantellato. Le esposizioni di queste confurazioni si trovano nel libro IL MEZZOSANGUE - Vita, Morte e Miracoli di un RIcoluzionario.

Frontespizio del libro, confutato e smantellato. Le esposizioni di queste confurazioni si trovano nel libro IL MEZZOSANGUE – Vita, Morte e Miracoli di un RIcoluzionario.

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Ebbene cari amici, in questa recensione vorrei parlarvi di un libro (anzi “libro” è una parola troppo grossa) che a me non sta proprio a cuore. E ve lo dico con immenso rammarico e tristezza in quanto alla lettura di testi del genere si può percepire con un velo di pelle d’oca la malvagità dell’uomo. Non basta solo accendere la TV per vedere quanto l’essere umano sia crudele, poichè con la lettura di questo libro si può fare a meno anche delle comunicazioni televisive e radiofoniche, compreso internet.
Dico fin da subito che, paradossalmente al mio pensiero, CONSIGLIO la lettura di questo libro solo per questioni didattiche, non tanto per accrescere la propria cultura perchè il libro non informa, ma disinforma. Dopo aver letto questo libro non potrete non essere arrabbiati, non tanto per i contenuti scritti, ma quanto all’arroganza, cattiveria e tono di disprezzo che l’autore mostra palesemente nei confronti della Fede delle persone. Il libro non è scritto a tono imparziale o neutro, ma letteralmente schierato contro la fazione del Cristianesimo e di ogni forma di religione.
Oggi viviamo in quell’epoca in cui lo spirito di Apostasia sta spargendo il suo alito di morte. Epoca in cui si condanna la Bibbia per aver condizionato l’umanità ad avvinicarsi alla Fede, mentre chi condanna la Bibbia non si rende conto che a sua volta sta già condizionando la stessa umanità ad allontanarsi da quest’Ultima. Insomma, per “colpa” di questi pseudo intellettuali, sembra che nessuno sia libero, a prescindere, di poter scegliere se credere o non credere in ciò che desidera.
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Il testo inizia senza alcuna presentazione, né alcuna prefazione né introduzione alla lettura. Sembra, (togliendo il “sembra”), che sia stato scritto senza alcuna referenza che potesse dar credito alla motivazione che ha spinto l’autora alla pubblicazione del “libro”. L’autore sembra essersi “autopubblicato” avvalendosi della facoltà di giocare molto astutamente sull’ignoranza di quanti non hanno avuto o non hanno ancora la possibilità di effettuare ricerche approfondite di questo spessore.
Le mie personali analisi, estremamente analitiche e puntigliose, mi hanno permesso di poter costatare l’effettiva frustrazione psicologica e morale che l’autore dell’opera sente nei confronti del Cristianesimo; probabilmente avrà subìto dei torti molto pesanti, dei risentimenti, o qualsiasi cosa che gli avesse potuto far scatenare questa rabbia sfogandola ai danni non tanto di un movimento religioso qual è il Cristianesimo (che non ha bisogno di difendersi), ma di quelle persone semplici e umili di cuore che vivono la propria vita completamente focalizzata nella Fede e nella speranza di salvezza tramite un Dio d’Amore e Misericordia incarnato nella persona di _”Gesù detto il Cristo.”_
La cosa che più sconcerta è che ormai il De Angelis, insieme al figlio Alessandro, probabilmente non ancora maggiorenne, afferma che la verità è scritta solo nei suoi libri dicendolo apertamente anche nelle conferenze visibili su youtube: Dopo 2000 anni vi svelo la vera identità di Gesù! Se volete saperla, acquistate il libro!
Ebbravo ad Alessandro, tu si che sai fare il venditore televisivo alla “Mastrota”, solo che lui è più bravo di te!
Bene, spinto dalla curiosità di rimanere abbagliato da cotanta sapienza divina avuta dopo una presunta esperienza di premorte dell’autore, ho cercato di trovare all’interno del testo ciò che avrebbe potuto svelare la vera identità di Gesù, e date le mie conoscenze in materia sia religiosa che storica, filologica, linguistica, archelogica ed antropologica, non ho riscontrato nulla di vero nemmeno in una singola virgola scritta in questo libro-truffa che meriterebbe una bella denuncia per aggressione psicologica e morale verso i suoi lettori più “semplici”.
Dunque, nessuna presentazione, il libro inizia direttamente dal primo capitolo.
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CAPITOLO PRIMO
La nascita delle religioni.
L’autore inizia la sua “storiella” narrando della super eruzione del super vulcano dell’isola di Toba, in Indonesia, avvenuta 12.900 anni fa e che causò l’oscuramento del Sole con la conseguente era glaciale. Da questa esplosione inizia l’epopea del culto del Sole e della madre Terra, in quanto l’oscuramento del Sole non solo portò all’era glaciale della Terra, ma iniziò ad essere venerato come un dio in quanto le rare volte che compariva veniva inteso come una “benedizione” per i nostri antenati preistorici.
Via via, col tempo, ci si doveva procurare da mangiare in maniera feroce e l’esito di ogni battuta di caccia veniva considerata benedetta dal dio Sole quando la cacciagione era fruttuosa, mentre, quando i cacciatori non riuscivano a cacciare nulla era per motivo della loro poca fede nei confronti del dio Sole. Dunque, gli stregoni e i capi di quell’epoca, iniziando ad usare l’intelletto, escogitarono il piano di convincere gli abitanti del villaggio che la loro vita era appesa al filo del volere del dio Sole e solo loro, gli stegoni, essendo mediatori tra il dio e gli uomini, potevano comunicare se gli déi erano compiaciuti o meno della loro fede. In quel momento iniziarono le prime forme di potere e condizionamento, infatti, i potenti dei villaggi potevano benissimo starsene nelle loro capanne perchè, tanto, i cacciatori gli avrebbero procurato da mangiare senza che questi ultimi corressero il rischio di essere sbranati dalle belve feroci come le tigri dai denti a sciabola: gli smilodonti. Quindi, la tattica dei “potenti” fu quella di convincere il popolo della presenza concreta delle divinità che nella loro invisibilità vegliavano sugli uomini e nella loro giustizia potevano benedire o annientare le vite umane. Da qui vi fu la nascita del “peccato”, che avrebbe determinato il successo o il fallimento di una battuta di caccia. Il popolo, intimorito da queste “superstizioni”, obbediva senza indugio ai capi. Questo fu l’inizio delle prime forme di potere sugli uomini che, secondo il De Angelis, continuano ancora oggi e che non ci renderebbero poi così diversi dai nostri antichi avi.
La lettura di questi primo capitolo vedrà nascere così le varie divinità che con il tempo sarebbero emerse tra le popolazioni della Terra. Dimostrando anche una completa sconoscenza delle lingue antiche e una scarsa capacità di autocritica e di ricerca, l’autore è in grado di realizzare acrobazie tra termini di cui, probabilmente, non ne conosce il reale significato etimologico, basandosi solo su scialbe citazioni di altri libri da lui stessi pubblicati. Insomma, citando i suoi stessi libri, l’autore pensa di essere abbastanza credibile, mettendoci in mezzo anche qualche citazione di storici vissuti nel I° secolo d.C. come per esempio Giuseppe Flavio.

CAPITOLO SECONDO
Gesù il Che Guevara dell’anno zero.

Secondo il De Angelis, ciò che ci è stato raccontato su Gesù di Nazareth sarebbe una vera e propria eresia storica non rendendosi conto che ad una tale dichiarazione sta già formulando lui in primis un’eresia storica.
Attraverso un ambiguo linguaggio, l’autore cita dei passi biblici che andrebbero “contro” la morale stessa del Crstianesimo, illustrando questo Gesù come un rivoluzionario pronto a sguainare la spada contro i romani che in quell’epoca dominavano sul popolo ebraico. In tutta la lettura non solo l’autore travisa spudoratamente il messaggio biblico dei Vangeli e di tutto il Nuovo Testamento, ma anche il pensiero storico di Giuseppe Flavio in quanto lui stesso avrebbe introdotto il “Gesù detto il Cristo” nei suoi scritti per far combaciare l’esistenza di questo personaggio “inventato” con personaggi storici realmente esistiti, ad esempio Ponzio Pilato ed Erode il Grande (e flgli) solo per citarne un paio. Quindi, attraverso il travisamento stesso delle testimonianze storiche ormai conosciute da tutti, il De Angelis gioca tutte le sue carte dicendo che il Gesù Cristo biblico non corrisponde al “Gesù” storico in quanto il primo è stato ricostruto a dovere verso il II° secolo d.C. su di un personaggio storico (Giovanni di Gamala), protettore del popolo ebraico a motivo del dominio romano su tutta Israele.
In aggiunta, non solo Gesù Cristo sarebbe un personaggio inventato, ma anche gli apostoli (fratelli di sangue e non) non sarebbero mai esistiti.

CAPITOLO TERZO
La vera identità dei fratelli/apostoli di Gesù.

In questo capitlo l’autore dà il meglio di se riguardo ai nomi di determinati personaggi quali Giuda Iscariota: per il De Angelis questo personaggio era un sicario, pronto ad uccidere al comando di Giovanni di Gamala (alias Gesù), ma in una mia personale tesi che ho scritto nel mio ultimo saggio ho descritto quanto segue:

Riguardo a Giuda il traditore, per il saggista il termine Iscariota deriverebbe dall’aramaico [s-q-r-t] e dall’ebraico [ekariot], da cui derivano il greco sikariotes e il latino sicarius, che si possono rendere con l’italiano sicario. _A sua volta, il termine deriverebbe dalla ”’sica”’, un tipo di pugnale di piccole dimensioni usati dai sicari in mezzo alla confusione di gente in modo da sferrare l’attacco nella massina invisibilità dell’atto, di questo Giuseppe Flavio ne parla in Guerra Giudaica II 13; 3:254-255. Il De Angelis pone il lettore ad una disattenzione molto evidente poiché tale affermazione che fà circa l’origine del termine “Iscariota” non ha alcuna valenza in quanto non menziona nessuna fonte dalla quale se ne può evincere l’evidenza. Al contrario suo noi ci avvarremo di fonti valide, citate anche in bibliografia, che attestano la reale origine del termine “Iscariota”:

ENCICLOPEDIA TRECCACANI
Giuda Iscariota (raro G. Iscariòte, ant. G. Scariòtto; gr. Iouda Iscariotas, lat. Iuda Iscariotes). Apostolo e traditore di Gesù, “designato dal nome del villaggio sua patria” (Qeriyyot, nella Giudea meridionale) [tratto dal saggio Il Mezzosangue – Vita, Morte e Miracoli di un Rivoluzionario, reperibile su Lulu.com]
In questa mia citazione, di cui ne ho trascritto solo un estratto, ho dimostrato quanto sia fraudolento il pensiero del De Angelis, e non solo riguardo ad Iscariota. Anche in merito a Giuseppe di Arimatea l’autore tenta di fare il furbo affermando che la città di Arimatea non è mai esistita e mai nessun documento storico ne parla; tuttavia il sottoscritto è stato in grado di dimostrare il contrario in quanto la città di Arimatea (Ramataim-Sofim) è realmente esistita e persino il Libro dei Maccabei 11:34, 1Samuele 1:1, Matteo 27:57, Marco 15:43, Luca 23:51 e Giovanni 19:38 viene citato testualmente Yoseph min-ha-Ramataim, lett. Giuseppe da la Ramataim, di Arimatea.

Il De Angelis è anche molto bravo a confondere i nomi di molti personaggi DIVERSI che si ripetono nel Vangelo. Essendoci troppe donne di nome Maria, troppi uomini di nome Giuda, Giuseppe e Giovanni, ha condito una vera insalata così piccante da affermare che persino l’omicida Barabba non era un uomo qualunque, ma era Gesù stesso! Non vi dico la nauesa che ho provato verso la disonestà intellettuale dell’autore nel solo leggere queste scempiaggini!

CAPITOLO QUARTO
Il depistaggio: la creazione dei nuovi apostoli

Questo capitolo non ha bisogno di essere spiagato, parla già da solo il titolo. Giocando sempre con i nomi dei vari personaggi, il De Angelis afferma che Gesù sarebbe sia Giovanni il Battista, sia Barabba. Detto questo, potrei anche fermarmi qui nell’esplicazione di questo inutile capitolo.

CAPITOLO QUINTO
Dopo duemila anni sveliamo al vera identità di Gesù

Anche in questo caso non sono necessarie ulteriori parole sprecate. Il presuntuoso titolo si commenta da solo. Ecco a voi il paladino di giustizia ALESSANDRO DE ANGELIS!

La sintesi degli altri capitoli non li riporto, altrimenti non vi sarebbe più il (dis)gusto della lettura.

CONCLUSIONE PERSONALE
Il testo del De Angelis, come tutti i suoi testi, sono davvero deludenti. Questa visione negativa circa la figura di Gesù può offendere immediatamente il credente più semplice e devoto; chi invece è slegato dai dogmi imposti dalla chiesa può intravedere la probabile appartenenza dell’autore a quel mondo di quelle Forze Occulte antagoniste che da millenni si contrappongono alla chiesa cristiana.
Che la religione sia una mera invenzione del potere, come potrebbe essere vero, come potrebbe essere falso. PER ME E’ FALSO! Ad ognuno le proprie considerazione, ognuno è libero di pensarla come crede; ma ritengo sia sbagliato attaccare e offendere il popolo dei credenti. Così come nessuno vuole che i gay e gli obesi vengano discriminati, perchè ci si può avvalere della facoltà di prendersi gioco dei credenti, schernendoli, e deridendoli delle loro speranze?
Chi conosce davvero la storia e soprattutto è onesto dal punto di vista intellettuale, sà fin da subito che le dichiarazione di padre e figlio De Angelis sono delle vere e proprie falsità dedite ad un personale lucro monetario.
I De Angelis dicono “la verità è scritta nei nostri libri”, va benissimo, ma chi vi credete di essere? Il Messia?
Consiglio la lettura del libro solo per trascorrere qualche ora in abbondanza di risate, poichè la comicità delle affermazioni dello studioso vanno oltre che nel grottesto, anche nel comico e demenziale permettendosi pure di travisare le testimonianze storiche inconfutabili.
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DETTAGLI TECNICI

Titolo: Gesù il Che Guevara dell’anno zero
Editore: Edizioni Sì – _Collana eXoterica_
Autore: Alessandro De Angelis (Antropologo e Ricercatore)
Pagine: 158
Fattura: Copertina morbida con rilegatura termica

Questo articolo è ripreso dal sito Ciao.it di cui ne sono sia utente che autore del medesimo scritto. Per consultare la recensione integrale cliccare su QUESTO LINK

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