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Diario di un Libero Pensatore Posts

[Video] #4 – Tra il dire e il fare, il verbo CREARE [dal nulla]: Creazione di Adamo e “creazione” dell’Universo.

“Bereshit Barà Elohìm”, [ בראשית ברא אלוהים ] così inizia il primo libro della Scrittura, la Genesi.

Il verbo barà [ ברא ] è stato oggetto d’innumerevoli critiche e si sostiene che non significhi mai “creare dal nulla”, ma bensi “fare”, inteso come il “fare qualcosa” attraverso un qualcosa di materiale già preesistente. E fin da subito possiamo dire che per metà tale affermazione è corretta, ma per l’altra metà possiamo ritenerla scorretta.

Da premettere che i verbi, o comunque i termini ebraici in genere, possono assumere significati differenti [polivalenti] in base al contesto in cui vengono inseriti, tenendo sempre conto non solo della radice etimologica d’origine, ma soprattutto della vocalizzazione che viene assegnata al termine in questione in quel preciso contesto narrativo. Ma ci soffermeremo sulla questione “vocalizzazione” in un prossimo video.

Alla luce di quanto appena esposto, in merito al verbo [barà] bisogna fare una netta dinstizione tra il contesto creativo dell’Universo e il contesto creativo dell’uomo.

  • Riguardo a contesto creativo dell’adam possiamo confermare quanto dicono i cosiddetti “liberi pensatori” che nei miei libri soprannomino come [estemisti]. Vale a dire che l’adam non è stato assolutamente creato dal nulla, ma è stato tratto dall’afàr [אפר] che le bibbie che abbiamo in casa traducono con “polvere”, ma più precisamente andrebbe tradotto con [cenere]; c’è chi addirittura assegna arbitrariamente e senza che i più importranti dizionari etimologici di ebraico ne confermino la veridicità, il significato di “DNA” di un presunto ominide che già preesisteva sul pianeta Terra. Ma questo è un discorso a parte di cui non parleremo in questa sede. Detto questo possiamo dire e riconfermare che l’adam non è stato creato dal nulla, e questo la Scrittura lo dice chiaramente e senza la necessità impellente di ricorrere al testo ebraico, ma da qualcosa di preesistente che il Codice Masoretico di Leningrado lo identifica come “afàr”.
  • Riguardo alla crazione di Genesi 1:1 possiamo dire invece che il contesto narrativo, che è ben diverso da quello di cui abbiamo appena parlato, ci obbliga, per via di ovvietà razionale, ad assegnare al verbo [barà] il significato di “creare dal nulla”, poiché la stessa Scienza ci insegna che il principio di ogni cosa era preceduto dalla cosiddetta “antimateria”, ovvero ciò che non è materia, il nulla. Possiamo facilmente dedurre che in principio la Terra era informe e vuota, e per Terra non intendo la terra fisica quanto a pianeta o corpo celeste, perché il termine eretz [ ארץ (terra)], che è la forma assoluta di ha-aretz [ הארץ (la terra)], non significa sempre e comunque “terra” inteso come “suolo calpestabile” o “pianeta Terra”, ma può significare anche “luogo” o “paese” in senso sia astratto che geografico.

Un esempio pratico possiamo riscontrarlo in Genesi 4:16 quando “Caino si allontanò dalla presenza di Yahwéh e si stabili [be-eretz Nod] in paese di Nod”. Ciò non significa che Caino migrò in un altro pianeta, ma semplicemente in un luogo geografico diverso; proprio come se io decidessi di volermi trasferire dal paese di Catania al paese di Roma, per esempio.

Qundi, quando nella Genesi leggiamo che “la terra” era informe e vuota, significa che “quel luogo” informe e vuoto (non la terra materiale), quindi il nulla (lo spazio), era stato precedentemente “creato” dal nulla. Infatti sarebbe assurdo il solo pensare e soprattutto credere ed essere convinti che il nulla possa avere avuto origine da un qualcosa di preesistente, ma, se dovessimo dare ragione a quest’assurdità allora potremmo ovviare in questo modo: il concepimento di pensieri di questo tipo, così assurdi, possiamo collocarli alla pari del nulla, come intendono questi teorici, “creati” da un qualcosa di preesistente dal punto di vista fisico-materiale, il cervello!

Infine, il verbo [barà] può singificare anche creare dal nulla, come scientificamente dimostrato, in base al contesto narrativo in cui viene inserito. E il caso di Genesi 1:1 è proprio quel singolarissimo caso di tutta la Bibbia in cui il verbo [barà] ha questo significato; purtroppo questa possibilità non viene accettato dai cosiddetti “liberi pensatori estremisti” perché andrebbe contro le loro stesse teorie e il loro lavoro crollerebbe all’istante!

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[Video] #2 – La Bibbia è stata manipolata?

Il Paradosso biblico; la Bibbia affermerebbe di se stessa di essere stata manipolata. Dio lo aveva già previsto prima ancora che ciò avvenisse!

Voglio raccontarvi una storia che molti di voi più o meno conoscono; questa storia parla di un giovane pastore di pecore che, quanto alla sua debole costituzione fisica essendo ancora un adolescente, riuscì comunque ad abbattere il suo nemico, un gigante alto poco più di tre metri.

Questo scontro fra i due personaggi non fu corpo a corpo per come potremmo immaginarci, infatti il giovane pastorello si servì semplicemente di una fuonda e di un sasso che gli furono sufficienti per colpire il gigante da debita distanza.

Questa storia la leggiamo in 1 Samuele 17 ed è una delle storie bibliche più conosciute di sempre che vede come protagonisti il giovane David e il possente Goliath. Tuttavia, siamo veramente sicuri che le cose siano antate esattamente in questo modo?

In 2 Samuele 21 si riapre la parentesi dello scontro con i filisteri di cui ho appena accennato, ma a nostra sorpresa scopriamo qualcosa di strano, ovvero che la morte di Goliath non avvenne per mano di David, ma per mano di un certo Elchanan.

In 1 Cronache 20 ***(versetto 5)*** si riarpe per l’ennesiama ed ultima volta la parentesi sullo stesso evento, ma stavolta, però, a morire non è più Goliath, ma suo fratello, il filisteo Lami, ucciso sempre per mano di questo Elchanan.

Dunque, cosa c’è che non va in questa storia? La Bibbia è stata realmente manipolata? Eppure sembrerebbe di si, ma a tal propsito la Bibbia ha una rispsota, non palese ma in codice, e ciò che possiamo imparare da questa misteriosa risposta è che possedere una Bibbia letteralmente imperftta è una realtà paradossalmente insegnata dalla stessa Bibbia, in quanto l’Autore della Bibbia già prevedeva tutto questo e lo ha scritto in maniera molto sottile proprio nella Scrittura.

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