I mostri e i draghi nella Bibbia | parte #1

blue_dragon_v2_by_sandara-d9k5wdnDa generazioni e generazioni, in tutto il mondo si è diffusa la leggenda sull’esistenza dei draghi. A grande sorpresa del lettore, è anche necessario dire che queste creature sono menzionate anche nei libri della Bibbia. Tuttavia, ci domandiamo: erano creature realmente esistite oppure semplicemente frutto della fantasia mentale degli scrittori biblici e della mitologia? La Bibbia menziona due termini specifici per riferirsi a questa tipologia di creature e per determinare il significato occorrerà dare uno sguardo più da vicino nei diversi contesti in cui appaiono.

Il termine Dinosauro[1] si riferisce strettamente agli animali terrestri, ma alcune persone spesso etichettano questa parola per identificare dei rettili marini come i Plesiosauri e i rettili volanti come gli Pterosauri. Dinosauro è relativamente una parola nuova, coniata solo recentemente, nel 1841, dal famoso scienziato britannico Sir Richard Owen[2]. Prima di questo momento, veniva usata una sola parola per identificare le grandi creature rettiliane: DRAGO. Si ritiene, quindi, che molte caratteristiche storiche sui draghi corrispondano in realtà ad alcuni dinosauri.

La Bibbia descrive alcune creature affascinanti che molti traduttori classificano come draghi. Ad esempio, la Bibbia parla del Leviathan[3], la grande e potente creatura marina sputafuoco di cui parla il Libro di Giobbe. Ma vediamo che descrizione ci offre la Bibbia circa questo essere, dove viene descritta anche l’impossibilità da parte di un uomo di poterlo fronteggiare, combattere e vincere:

«Ecco, è vana la speranza di chi lo assale; basta scorgerlo e uno soccombe. Nessuno è tanto ardito da provocarlo. E chi dunque oserà starmi di fronte? Chi mi ha anticipato qualcosa perché io glielo debba rendere? Sotto tutti i cieli, ogni cosa è mia. E non voglio tacere delle sue membra, della sua gran forza e della bellezza della sua armatura. Chi l’ha mai spogliato della sua corazza? Chi è penetrato fra la doppia fila dei suoi denti? Chi gli ha aperti i due battenti della gola? Intorno alla chiusura dei suoi denti sta il terrore. Superbe sono le file dei suoi scudi, strettamente uniti come da un sigillo. Uno tocca l’altro, tra loro non passa l’aria. Sono saldati assieme, si tengono stretti, sono inseparabili. I suoi starnuti danno sprazzi di luce; i suoi occhi sono come le palpebre dell’aurora. Dalla sua bocca partono vampate, ne sprizzano fuori scintille di fuoco. Dalle sue narici esce un fumo, come da una pentola che bolle o da una caldaia. L’alito suo accende i carboni, una fiamma gli esce dalla gola. Nel suo collo risiede la forza, davanti a lui si fugge terrorizzati. Compatte sono in lui le parti flosce della sua carne, gli stanno salde addosso, non si muovono. Il suo cuore è duro come il sasso, duro come la macina di sotto. Quando si rizza, tremano i più forti, e dalla paura sono fuori di sé. Invano lo si attacca con la spada; a nulla valgono lancia, giavellotto, corazza. Il ferro è per lui come paglia; il bronzo, come legno tarlato. La figlia dell’arco [la freccia] non lo mette in fuga; le pietre della fionda si mutano per lui in stoppia [residuo di erba]. Stoppia gli pare la mazza e ride del fremere della lancia. Il suo ventre è armato di punte acute, lascia come tracce d’erpice sul fango[4]. Fa bollire l’abisso come una caldaia, del mare fa come un gran vaso da profumi. Si lascia dietro una scia di luce; l’abisso pare coperto di bianca chioma. Non c’è sulla Terra chi lo domi; è stato fatto per non aver paura. Guarda in faccia tutto ciò che è eccelso, è re su tutte le belve più superbe» (Giobbe 41)

Alcune descrizioni di questa creatura sembrano rievocare in maniera molto chiara la figura del drago. Ciò che ci si potrebbe chiedere è: come mai si conosceva questa creatura anche all’età del bronzo se è tipica del mondo medioevale? Come mai queste descrizioni così dettagliate? Si tratta di una metafora per intimorire la gente un pò come oggi si usa menzionare “l’uomo nero”? Ebbene, un altro animale chiamato “colosso” è descritto come una creatura erbivora che «stende rigida come un cedro la coda» e «le sue ossa sono tubi di bronzo» (Giobbe 40:15-24). Le caratteristiche di questa creatura [Behemòth in ebraico], insieme ad altre descrizioni di questo passaggio, portano alla nostra mente i potenti sauropodi come il Brachiosauro[5].

Queste due creature sono ampiamente descritte come delle specifiche bestie, ma c’è un’altra parola ebraica per descrivere una creatura come il drago, il Tannin, che sembra coprire una vasta gamma di creature rettili. Detto questo, bisogna rispondere a due domande che lo riguardano:

  • Era un serpente di mare, un drago, un dinosauro o semplicemente una categoria di appartenenza?
  • Viveva in acqua, in terra o in entrambi gli ambienti [anfibio]?

[leggi la seconda parte]

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Note:

Fonte estratta da questo libro. Disponibile su Lulu.com o Amazon.

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[1] La definizione tecnica di Dinosauro si riferisce a una creatura rettiliana della terra avente una delle due strutture dell’anca che gli permetto di essere sollevati da terra (in genere non appoggiata sul proprio ventre). Questo è il motivo per cui i coccodrilli, draghi di Komodo e altri rettili di oggi non vengono classificati come dinosauri, come non lo sono nemmeno i rettili marini e volatili.

[2] Vedi Ken Ham, What Really Happened to the Dinosaurs? The New Answer Book 1, ed. K. Ham (Green Forest, AR: Master Books, 2006): p.158.

[3] La parola Leviathan è semplicemente la una traslitterazione della parola ebraica corrispondente. Non viene identificato come “Tannino” in Giobbe 41, ma lo è nel Salmo 74:13-14 e Isaia 24:1.

[4] I suoi passi vengono paragonati alle tracce dell’erpice. L’erpice è un mezzo agricolo che serve a solcare il terreno da coltivare. I solchi generati dall’erpice sono molto profondi e quindi paragonati alle impronte lasciate da questa creatura.

[5] Behemoth è, ancora una volta, una semplice traslitterazione dall’ebraico biblico. Non è identificato come un Tannino nella Scrittura.