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Daniele Salamone: chi sono?

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Daniele Salamone

Sono nato a Catania il 20 Aprile 1986.

Cresciuto ed educato secondo dei sani principi etici e morali, ho nutrito fin dall’infanzia uno spiccato interesse per l’arte, in particolare per la musica e il disegno che, tutt’oggi, pratico con grande passione.

Come tutti, sono giunto a un periodo della mia vita in cui mi sono chiesto chi sono, da dove vengo e il perché mi trovo in questo mondo, in questa epoca, in questa città. Iniziai ad abbracciare diverse esperienze che mi hanno indotto a percorrere sentieri di tenebre e di luce.

Ricercando le mie origini generazionali, scoprii di essere ebreo: il mio cognome è solo un’italianizzazione del biblico Shlomo (Salomone). Ciò è dovuto al fatto che molti ebrei emigrati in Sicilia dopo la dispersione del 70 d.C., e a seguito di un editto del 1492, abbero l’obbligo di convertirsi al cattolicesimo. Dopo tale editto, una buona parte degli ebrei siciliani si è convertita al cattolicesiimo modificando pure il cognome. Molti di questi ebrei non mutarono del tutto la propria identità, ma utilizzarono semplicemente una forma latinizzata del proprio cognome da Giudeo. Anche se nella nuova veste latinizzata, molti cognomi mantennero l’originaria forma semitica, come nel mio caso. Alcuni ebrei siciliani, purtroppo, non sanno di essere ebrei, perché fanno parte di quelli che hanno mutato letteralmente il loro cognome, così dimenticando nel tempo questa preziosa origine etnica.

Dunque, scoprendo di essere ebreo, cercai di rivedere la mia posizione di “fede”, decidendo di non abbracciare più la cosiddetta “religione”. Inoltre, non amo identificarmi con etichette e il lettore mi perdoni se non sono in grado di fornirgli un’identificazione specifica, perché non la possiedo, tuttavia mi limito a sforzarmi quanto posso di essere un buon “Cristiano”. Non è il distintivo che conta, ma la semplice condotta che fa la differenza agli occhi del mondo. Infatti, così disse il Maestro: «Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Come io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri. Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri». In assenza di questo requisito (al di là della dottrina seguita o denominazione frequentata), non ci si può definire Cristiani. Il Cristiano rappresenta Cristo, segue le sue orme; un albero di mele non può dire di essere un fico o viceversa, perché «l’albero si riconosce dai propri frutti».

Il mio essere ebreo mi ha indotto ad approfondire queste mie origini e mi ha conferito un senso di “responsabilità” maggiore avendo origine da quel popolo.

L’Autore

Iniziati gli studi delle lingue semitiche da autodidatta, ho scoperto un mondo infinito. Oggi sono un autore emergente, ho pubblicato diversi saggi e un testo didattico per i principianti che intendono approcciarsi ai rudimenti dell’erbraico biblico. Il desiderio di ritornare alle mie origini etniche mi ha indotto a studiare le lingue bibliche; mi occupo dei testi Sacri in modo del tutto indipendente, analizzandoli attraverso il metodo induttivo.

Con i miei libri non pretendo di detenere o divulgare la verità “che nessuno possiede” (dicono), ma quanto meno cerco di suggerire degli spunti di riflessione per indurre i miei lettori a porsi delle domande sulle speculazioni che ruotano intorno alle Scritture.

Studio medicina e presto inizierò un percorso formativo in Assiriologia e Storia del Vicino Oriente Antico, presso l’Università degli Studi di Messina. Tengo corsi di ebraico e seminari di carattere biblico in tutta Italia.

Per conoscermi un pò meglio ti invito a leggere  la mia intervista, oppure contattami su Facebook.

15 Comments

  1. Carlo
    Carlo 16/03/2017

    Gentile Libero Pensatore Daniele Salamone

    Complimenti per la ricerca!
    Ho trovato nel suo blog molte risposte per me davvero interessanti ed entusiasmanti.
    Potrei avere la sua email per favore? Vorrei condividere con lei due spunti di riflessione, o al limite chiederle dove sarebbe opportuno scrivere tale spunti.

    Il primo spunto riguarda l’avvenimento del diluvio; prove a favore; sequenza di avvenimenti e come esso abbia causato fenomeni di vario tipo.

    Il secondo spunto riguarda un’osservazione sull’appellativo di “Eterno”.
    Anticipo il punto in questo post: Gesù Cristo è stato creato in cielo dal Dio Yahweh, ha dunque avuto un’origine cronologica (in realtà nella loro dimensione molto probabilmente il tempo non esiste, poiché in base alla scienza astrofisica esso apparve “dopo” un fenomeno definito come “Bing Bang” (cit. Margherita Hack) e riguarda soltanto la nostra dimensione, essendo tra l’altro relativo (cit. Albert Einstein).

    Ad ogni modo nella nostra realtà per capire tale concetto di “eterno”, ci viene incontro la geometria.
    La retta in geometria è infinita, non ha origine e non ha fine.
    Ma sempre in geometria è infinita anche la semiretta, la quale HA UN’ORIGINE, ma non ha una fine.
    Per questo motivo Gesù Cristo nella sua forma celeste si può definire ETERNO.
    In realtà… avrei circa un migliaio di argomenti che vorrei condividere con lei. Ma so anche stare zitto e ascoltare 🙂

    Un Caro Saluto
    Carlo

    • Daniele Salamone
      Daniele Salamone 16/03/2017

      Gentile Carlo, la ringrazio per la sua gradita visita nel blog.
      Gli argomenti da lei mossi sono molto interessanti, mi piacerebbe poterne parlare con la massima serenità.
      Tuttavia, siccome la sezione per parlare di queste cose non è la più adatta, mi riserverò di inviarle una mail con il mio contatto, dato che in qualità di amministratore riesco a visualizzare il suo indirizzo di registrazione.

      A presto,
      Daniele

  2. italo davolio
    italo davolio 20/01/2017

    Gentile Daniele,ho letto con attenzione il suo libro “La Bibbia non è un mito”, confutazione delle tesi di Biglino.
    Premetto subito che non sono affatto un “fan” di questo signore, che ritengo abbia un approccio fondamentalmente adulterato dai pregiudizi e piuttosto arrogante. Gli riconosco però degli indubbi meriti, di cui magari parlerò.
    Io sono un ex -cristiano militante (31 anni in una comunità che a tutti gli effetti si può anche definire “setta”). Tramite una mia rivalutazione totale delle cose sono pervenuto ad un’altra visione della vita, alla luce di profondi studi e riflessioni su un po’ tutto il panorama delle correnti spirituali antiche e di tanti altri fattori che concorrono alla visione “spirituale” dell’esistenza, l’esoterismo in primis (da non confondersi con “occultismo”.
    Ritengo però ancora validissimi molti principi cristiani; o meglio, riconosco che nelle scritture cristiane vi sono passi illuminanti, di grande vastità e valore,principi di verità universale che non hanno a che vedere con nessuna fede in particolare ma che sono un retaggio di antiche fonti sapienziali (di cui abbiamo un’eco nel Taoismo, nel Buddhismo, nell’Induismo ma anche nei culti misterici ma soprattutto nello Gnosticismo)che hanno trovato voce “anche” nei vangeli -o meglio in alcuni passi – es. quelli di Matteo capitoli.5,6,7,ma anche altri- mentre altri passi, quelli dominati da un’impostazione teologica (Gesù è il Figlio di Dio, è morto per i nostri peccati, è risorto….) le ritengo un’invenzione pura e semplice, ingiustificata alla luce di qualsiasi altra tradizione spirituale, in funzione di strategie di dominio e manipolazione culturale e spirituale, di cui (S.) Paolo è largamente responsabile.
    Non è questo il soggetto del mio commento, e mi scuso se mi dilungo.Lei è libero ovviamente di non continuare a leggere!
    Il punto principale che volevo far risaltare, proprio in qualità di ex-credente (brutta parola, ma si usa…d’altronde il fatto di”credere” è un’impostazione comunque velleitaria)è che penso sia Biglino che lei partano da presupposti sbagliati: il primo perchè, cercando di smontare le Scritture ( e credo ci sia riuscito almeno nei fondamenti) vuole semplicemente affermare una posizione materialistica di cui è portatore, la piattezza e squallore della dimensione razionale. Il suo non è un lavoro fine a se stesso, ma – al di là del fatto che lo ha reso ricco – sembra quasi- almeno così mi pare-sia stato fatto “su commissione” da certi poteri dietro le quinte per de-spiritualizzare la visione della vita in generale, giacchè Biglino si basa sulla “spogliazione” della Bibbia per estendere il suo stigma a ogni e qualsiasi visione spirituale, mostrando chiaramente la sua malafede – che lei ha puntualizzato con molta efficacia – e che a un occhio neutro è lampante.L’impostazione di Biglino è viziata proprio perchè estende la presunzione di falsità ad ogni corrente spirituale,cioè ai Principi del Sacro di per sè – e naturalmente è una posizione che si rivelerà molto scomoda, giacchè non c’è molta convenienza a sfidare il “divino”- chiamiamolo così per convenzione, anche se ovviamente nonmi riferisco nè all’ebraismo nè al cristianesimo, ma appunto alla concezione del sacro in generale, nozione per cui vale la pena prendere posizione nei confronti dei “profani” dissacratori, che dall’infimo livello di comprensione a cui si trovano cercano di affrontare argomenti troppo grandi per la loro misera e limitata visione: che ,ripeto,ottiene il proprio “premio”.
    Se questo è quanto riguardo a Biglino, anche la sua, e le parlo con il rispetto dovuto a chiunque -anche a Biglino – anche la sua è viziata dallo sguardo del credente, che non può assolutamente partire da una posizione obiettiva, neutra, perchè non gli appartiene; dunque il discorso del pregiudizio, anche in senso contrario a quello esibito dal caro Mauro, è valido anche per lei. So bene, proprio per esperienza, che quando si crede fortemente in qualcosa è impossibile avere serenità di giudizio. Se le accordo il beneficio del dubbio per quanto riguarda l’interpretazione dell’ebraico – sul quale ovviamente non mi permetto di pronunciarmi, e sono senz’altro del parere che lei sia più autorevole di un non lingua-madre come Biglino, vi sono questioni che lei schiva abilmente,per non parlare poi delle fantastiche arrampicate sugli specchi che effettua- faccio solo l’esempio, su tutti -ma ce ne sono parecchi altri – della figlia di Iefte, dove è più che evidente che doveva essere sacrificata, nonostante tutte le sue argomentazioni davvero deboli in contrario.
    Ma la questione fondamentale- e Biglino ha pienamente ragione in questo perchè sta davanti agli occhi di tutti – è che questo YHWH è davvero un mostro sanguinario, un criminale maniaco e dispotico che oggi sarebbe processato per crimini contro l’umanità:è “l’arrogante demiurgo” della tradizione gnostica, un dio minore che ha imprigionato l’uomo di luce nel corpo materiale per poterlo schiavizzare meglio.Ritengo gli scritti gnostici molto illuminanti a riguardo, e il film Matrix non è fantascienza.
    Ecco, ciò è quello che ci tenevo a comunicarle, senza alcun rancore o risentimento, però la posizione del credente è assai pericolosa, perchè- e le ripeto che lo so per esperienza più che trentennale di attività cristiana a tempo pieno – rende il credente una persona sbilanciata nei suoi giudizi,e facile a prevaricare sulla verità obiettiva.La chiave – secondo il mio modesto parere – è attuare un confronto critico fra tutte le tradizioni spirituali (mi riferisco in particolare a quelle antiche- certo non new age) e lì trovare il punto di convergenza, che esiste, come esistono i Principi eterni del Sacro e, forse , un “Dio”…ma chi lo sa come stanno le cose “lassù”? Forse, dribblando le ottuse convenzioni, lo possiamo chiamare mente universale o come pare a lei, l’unica cosa certa è che possiamo solo dire quello che “Dio” non è.
    Un caro saluto.
    P.S. temo che la sua traduzione dell’espressione inglese ” a far cry from” lasci molto a desiderare…in italiano “un grido lontano da “, come lo rende lei, non significa assolutamente niente. La traduzione è “ben lungi da”

    • Daniele Salamone
      Daniele Salamone 24/01/2017

      Caro Italo, grazie del suo contributo.
      Sa, molti credenti che si definiscono ormai “ex”, lo sono diventati proprio a causa di Biglino e della sua ondata speculativa.
      Questa persona, dicendo anch’esso di essere un “ex” (della massoneria), continua comunque a giocare dentro quelle mura e ciò è evidente.
      Anche io oggi posso dire di essere un “ex”, ma “ex non credente”. La invito a prendere visione di questo video a partire dal 50mo minuto in poi https://www.youtube.com/watch?v=r7ZfYSy4v_4&index=1&list=PLJDi48rWCqMjaLl2WfdCWSTBB8YcYfqnt

      Ascoltare la testimonianza di una persona sincera vale più che conoscerne le referenze “intellettuali”, questo viene dopo.

      Cordialmente,
      Daniele

  3. Fausto Morandini
    Fausto Morandini 16/04/2016

    Ho letto con interesse la tua traduzione del primo capitolo libro della Genesi ed ho apprezzato le note esplicative. In lingua italiana non sono molte le traduzioni interlineari in circolazione. Sarebbe bello avere una tua versione interlineare dell ‘intera Bibbia. Grazie per il tuo buon lavoro. Fausto

    • Daniele Salamone
      Daniele Salamone 17/04/2016

      Gentile Fausto, grazie per avermi scritto.
      Attualmente la traduzione è sospesa per via di molti impegni, fra cui la conferenaza della prossima settimana a Pistoia giorno 22-23.
      L’estratto di quella traduzione è solo una bozza; attualmente sono al capitolo 20, ma non appena mi libererò da alcuni impegni riprenderò con la traduzione.
      Ti ringrazio dell’interesse verso il mio lavoro, continua a seguirmi.

      Cordialmente,
      Daniele

  4. Trisme
    Trisme 31/03/2016

    Salve, ho letto alcuni suoi articoli e li ho trovati interessanti.
    Dalla sua presentazione però non si capisce quali siano i suoi titoli, siano essi titoli accademici o di qualsiasi altro tipo. Anche perché il suo target – biglino, sebbene sia più o meno condivisibile, è un traduttore di fama internazionale assoldato dalla stessa autorità vaticana per tradurre a livello accademico dei testi sacri. Traduzioni che, a quanto ne posso sapere io, sono ancora in uso.

    Grazie

    • Daniele Salamone
      Daniele Salamone 01/04/2016

      Salve. Grazie per avermi scritto.
      A dire il vero non ho nessun titolo accademico, strano ma vero proprio come Biglino.
      Biglino ha solamente avuto l’opportunità di lavorare per le Ed. Sal Paolo da “non qualificato”, per cui, potenzialmente, fra me e Biglino non noto alcuna differenza in temini di “titoli”; l’unica cosa che ci tiene distanti sono gli anni di esperienza e anche il fatto che io non ho mai aderito alla Massoneria.
      Ciò significa che per 30 anni il Vaticano ha avuto fra i propri dipendenti una persona non qualificata a fare il lavoro di traduttore “ufficiale”; un pò come se in un ospedale di fama internazionale venissere assunto un medico chirurgo senza laurea e senza titoli per poter fare interventi chirurgici. Lei si farebbe mai operare da un “medico” di questo tipo? Io no, ho bisogno di referenze ben più alte, prima fra tutte una laurea e/o titoli specifici.

      Il mio lavoro può comunque essere una prova che CHIUNQUE può approcciarsi a questo genere di studi pur non avendo titoli accademici specifici. Non bisogna essere degli intellettuali per affrontare certe tematiche perché “intellettuali” lo si diventa quando si inizia a studiare e ad aprire i libri. Almeno io studio medicina e una laurea a tempo debito l’avrò. C’è invece chi non ha mai conseguito un percorso di studi universitario e ha solo la maturità, purtuttavia essendo chiamato e lasciandosi chiamare tranquillamente “professore” e “dottore” senza detenere alcuna autorità di questo genere.

      Da perfetto libero pensatore mi avvalgo della facoltà di usare le mie facoltà intellettuali senza pendere dalle labbra di nessuno. Non che io sia un “vero” intellettuale, ma quanto meno mi sforzo per esserlo.
      Adesso Biglino non traduce più per il Vaticano, e noti quanto questo personaggio da almeno 6 anni sputa sul piatto dalla quale ha mangiato per 30 lunghi anni.

      Cordialmente,
      Daniele

      • Spillo
        Spillo 26/02/2017

        Salve SLMN,
        sono approdato al suo blog dopo che in youtube ero casualmente incappato in una conferenza di Biglino che avevo cominciato ad ascoltare per pura curiosità e poi, catturato dalla novità, per me, del tema trattato ho ascoltato fino in fondo.

        Nella presentazione Biglino ha riferito che dopo il liceo, preso dalla curiosità e passione per le lingue antiche, ha studiato l’ebraico frequentando la comunità ebraica di Torino, dopo ha cominciato la sua collaborazione per le Edizioni San Paolo che ha pubblicato 17 libri tradotti dal Biglino dall’ebraico masoretico. Questa collaborazione ha avuto termine “giustamente”, come ha detto lo stesso Biglino, quando ha cominciato a girare per conferenze e dopo aver scritto il suo primo libro per esporre tutto quello aveva rilevato non corrispondente fra il testo masoretico e il contenuto delle bibbie in circolazione, che secondo Biglino sono tutte tradotte dal codice masoretico conservato a Leningrado. Ha spiegato inoltre che tale codice è il risultato della vocalizzazione del codice ebraico costituito da sole consonanti in sequenza continua senza soluzioni di continuità, effettuata dai masoreti per separare innanzitutto le parole fra di loro, fissare con le vocali una volta per tutte il significato delle parole e impedire che chiunque, vocalizzando a proprio piacimento, potesse attribuire un significato tutto suo.

        Ha riferito inoltre che è massacrato da un forum ebraico in cui dichiarano che Biglino non conosce l’ebraico e di essere però molto incazzato perché in tale forum dichiarano ignoranti e cretini i partecipanti alle sue conferenze. Si è dichiarato incazzato perché se proprio se la vogliono prendere se la prendano pure con lui che tanto ha ormai le spalle larghe a furia di prenderle, ma che lascino stare gli altri.

        Nella sua conferenza Biglino ha ripetuto fino alla noia che le cose che dice lui non c’è bisogno di andare a sentirle alle conferenze, basta leggere attentamente la bibbia, non una particolare tipo la masoretica o la Torah che richiederebbero la conoscenza della lingua ebraica, ma una qualsiasi, una di quelle che si hanno in casa. Lui personalmente applica il “facciamo finta che” ossia il fare finta che le regole, che, secondo chi l’attacca, lui non conoscerebbe sulla grammatica ebraica, siano giuste e vere e applicarle in vari passi della bibbia, facendo vedere che quanto scritto perde di senso. Ha esortato più volte a leggere la bibbia, di lasciare perdere quanto dice lui, di ragionare con la propria testa e analizzare di persona le cose scritte. Nel fare questo consiglia di sostituire nella bibbia di casa con Elohim la parola “Dio”, con Elyon la parola “Altissimo”, con kavod la parola “gloria” e con ruach la parola “spirito”. Di rileggerla dopo queste sostituzioni e vedere quello che ne viene fuori. Lascino pure stare e dimenticare quello che dice Biglino, constatino di persona.

        Per cercare conferme in quanto dichiarato da Biglino riguardo agli attacchi che subirebbe, in Google tramite la parola “kavod” sono approdato all’articolo che tratta della gloria (KVD) e da li poi, spaziando per il blog, sono giunto qui. Da quel poco che ho letto, ho visto che Biglino non dice il falso e personalmente sono stato colpito più di qualcosa che ora vado di seguito a riferire.

        Già mi aveva colpito il suo (di lei SLMN) tono bastonatore contro chiunque osasse contraddire le sue tesi, ora qui si è avventurato in dichiarazioni durissime anche contro il Vaticano che s’è tenuto alle dipendenze una persona non qualificata a fare il lavoro di traduttore “ufficiale”; un po’ come se in un ospedale di fama internazionale venisse assunto un medico chirurgo senza laurea e senza titoli per poter fare interventi chirurgici ed nel dire questo lei (SLMN) mi sembra di leggere uno degli articoli sui fascicoletti dei testimoni di Geova che per sostenere l’insostenibile se ne vengono fuori con paragoni che non stanno né in terra né in cielo. Ovviamente lei (SLMN) ha tutti i titoli per qualificare Biglino senza qualificazioni, perché a lei (SLMN) tali titoli sono stati riconosciuti dal mondo intero.
        Se il Vaticano s’è tenuto una persona come traduttore ufficiale, chi è lei SLMN che sentenzia ed etichetta come incompetenti i responsabili delle Edizioni San Paolo? E’ forse geloso (lei SLMN) che non abbiano preso lei dopo aver troncato il rapporto con Biglino nonostante lei sia molto più bravo e competente di lui?
        Poi aggiunge (lei SLMN) che non bisogna essere degli intellettuali per affrontare certe tematiche perché “intellettuali” lo si diventa quando si inizia a studiare e ad aprire i libri. Ovviamente queste considerazioni valgono per lei (SLMN), ma assolutamente non possono trovare applicazione per Biglino. Chissà perché!
        Ed ancora, il suo (di lei SLMN) lavoro può comunque essere una prova che CHIUNQUE può approcciarsi a questo genere di studi pur non avendo titoli accademici specifici.
        Chissà perché però fra questi CHIUNQUE ci può stare lei (SLMN) e non può trovare posto Biglino!

        Fa osservare (lei SLMN) che Biglino, che non traduce più per il Vaticano, ormai da 6 anni sputa nel piatto in cui ha mangiato per 30 anni e non considera (lei SLMN) che Biglino, pur sapendo che con le sue divulgazioni avrebbe perso il lavoro, ha avuto coraggio, s’è reso indipendente e s’è messo nelle condizioni di esprimere liberamente le sue idee senza condizionamenti e continua a farlo malgrado gli vengano attacchi da gente come lei (SLMN).

        Lei invece (SLMN), pur confessando di non essere un “vero” intellettuale ma comunque sforzandosi di esserlo, da perfetto libero pensatore si avvale di usare le sue (di lei SLMN) facoltà intellettuali senza pendere dalle labbra di nessuno. Sicuramente però dipende da quelli che lei (SLMN) non osa contraddire perché evidentemente qualche cosa gliene viene. Biglino al contrario ha dimostrato, sacrificando il suo sostentamento, di aver preferito essere indipendente. Per Biglino è dimostrato, per lei (SLMN) no.

        L’altra grande colpa di Biglino è che senza aver mai conseguito un percorso di studi universitario e avendo solo la maturità, purtuttavia è chiamato e si lascia chiamare tranquillamente “professore” e “dottore” senza detenere alcuna autorità di questo genere.

        Con questo deve ammettere (SLMN) che pur non avendo titoli, gli altri glieli riconoscono perché ha evidentemente professionalità e cultura e per questo lo chiamano “professore” e “dottore”. Non è Biglino che vuole essere chiamato così, sono gli altri che lo fanno, spontaneamente.

        E a lei (SLMN) che, al pari di Biglino, non ha titoli ufficiali, questi riconoscimenti, nonostante la sua supponente bravura e superiorità, non glieli riconoscono e continua ad essere solo il signor SLMN.
        Dichiara che lei un giorno (chissà quando) un titolo l’avrà, conseguirà la laurea in medicina. Lei (SLMN) oggi ha 33 anni e quella laurea ancora non ce l’ha e non ci è dato sapere quando l’avrà. Quando avverrà, se avverrà, sarà sempre molto tardi e lei ci avrà messo molto più del tempo strettamente necessario, dimostrando di non essere un fulmine di guerra in questi studi e, se tanto mi dà tanto, questa la dice lunga anche sulla sua professionalità come conoscitore e forse traduttore dell’ebraico del vecchio testamento, che a suo dire lei conosce bene, molto bene, molto meglio di Biglino, che invece a suo (di lei SLMN) dire non conosce affatto, e sa quando e dove mettere la vocale giusta perché la parola ebraica renda il significato desiderato.
        Biglino traduce dall’ebraico masoretico che è già vocalizzato e non si pone il problema di inserire le vocali, lui traduce quello che trova.

        Ritornando alla medicina, se mai un giorno lei (SLMN) sarà medico, Dio scampi colui o colei che le capiterà sotto come paziente.

        Ho usato sempre SLMN per riferirmi al suo cognome per non incorrere in errori di vocalizzazione ed essere tacciato di scarsa attenzione come ha fatto con Marco che nel post del 15 aprile 2016 sull’articolo relativo a KVD ha scritto più e più volte il suo cognome come “SalOmone”. Invece di apostrofarlo, avrebbe dovuto ringraziare Marco perché a nessuno, vedendo il cognome scritto in quel modo, verrebbe di estrapolare e interpretare come viene invece vedendo SALAMONE che richiama alla mente un “grande salame”; d’altronde è quello che fa lei salamone quando interpreta ed estrapola “soggettivamente”, come ’ha detto lei stesso in risposta a uno dei tanti post. Quando la traduzione, benché fatta con le sue (di lei SLMN) vocali, porta a una descrizione che è in contrasto con la spiritualità che la bibbia deve necessariamente emanare, deve essere interpretata e lei, a differenza dei poveri ignoranti che non riescono a vedere quello che non c’è, lei invece, da profondo conoscitore della bibbia, vede e vede bene e sa ben interpretare, anche se soggettivamente, come lei stesso riconosce, bontà sua.

        La saluto salamone
        Spillo

        PS
        Un’altra cosa che ha detto Biglino è che lui gli attacchi che riceve sul suo (di Biglino) blog non li censura, li lascia perché tutti possano vederli, a differenza di altri blog in cui i post di Biglino non vengono pubblicati, come farà lei (salamone) con questo mio post.
        M consola il fatto che, se è arrivato fin qua nella lettura, il messaggio le sia giunto e possa rendersi conto di cosa può recepire una persona facendo il parallelo e la differenza fra le sue (di lei salamone) verità e quelle di un altro.

        • Daniele Salamone
          Daniele Salamone 27/02/2017

          Contrariamente a quanto pensava, i commenti li pubblico. Ignoro e cestino solo quelli che insultano la mia persona.
          Tuttavia, avrei preferito rimuovere questo suo intervento, in quanto certe cose si sarebbero potute dire anche privatamente, via email. Ma lo pubblico affinché rimanga una testimonianza di questo nostro colloquio.
          Non era necessario specificare il curriculum di Biglino.
          Detto questo, ignorerò ogni altro suo commento, in quanto già questo risulta essere bislacco quanto la persona che dimostra di essere. Mi fa ridere soltanto che chi viene a commentare nel mio blog se ne stia sempre dietro ad un prifilo anonimo, io almeno mostro la faccia.

          Io non ho alcuna verità, per me la Verità è Cristo.

          Vada a disturbare qualcun altro, perché io devo lavorare.
          Saluti

  5. GRANGE
    GRANGE 29/12/2015

    Dear Daniele SALAMONE,

    I am glad to inform you that I appreciate your job concerning jews in Sicilia. I present me: I am french and I was born on April 19th 1989 (smile).
    First I carried out many researches about my family which is SALOMON (before SALAMONE). She left Sicilia to France (Marcols – Ardèche). Please find a link, http://en.calameo.com/read/0003575502bd2d265fcc8 .
    Nowadays I consult an italian reference of Pasquale Salamone untittled “Shlomoh, la storia di un nome giunto en un’isola lontana” . The autor note Marcols (Ardèche – France). My grandmother was born in this city. This two books are linked.

    In your opinion my family was Hebraic?

    Best regards,

    E.G.

    • Daniele Salamone
      Daniele Salamone 30/12/2015

      Dear Erwin,
      I am happy to receive your email.
      I am also pleased to see that we were born the same month, but a day of difference. I was born on April 20, in 1986.

      Unfortunately I do not know the French language even though in some respects it is quite close to Italian. Some things I could sense them others do not, unfortunately.
      You told me that your family moved from Sicily to France. As a result, the Jews who were in Sicily had originated from Jewish roots, including our ancestors who bore the surname SHLOMO.
      This name has its origins ONLY in the Semitic ambient, and this name comes from the descendants of Shem(itic), son of Noah. We do not know how many “SHLOMO” we have been before, during and after the biblical king. The fact is that, according to information we have, the name must have originated precisely by King Shlomo.

      After the fall of Jerusalem in 70 A.D. (Predicted by Jesus), many Jews migrated almost everywhere, coming to Sicily. When in 1492 he was enshrined in an edict in which all Jews would have to convert to Catholicism, many of them changed their surname loses the original Jewish roots, while many others, like our ancestors, have left the root unchanged in order to maintain the “memory”. In Italy Shlomo became SALAMONE, SOLOMON, SALAMUNI, SALAMANCA, SALMONE (not the fish ) etc.
      The root SHLOMO remained unchanged. At least in Sicily it works in this way.
      Jews instead migrated to other nations not know what they did. The fact that the descendants SHLOMO are scattered almost all over the world. The ancestor SHLOMO must have been necessarily a jew because this is a typical Jewish name.

      The answer to your question is: yes, at least your family is Jewish blood.
      I myself call jew blood, but not of our faith, because I believe in Jesus.

      I hope to have responded adequately,
      cordially

      D.S.

  6. salvatore oggiano
    salvatore oggiano 18/12/2015

    AFFANNANDOTI A SMENTIRE UN ALTRO AUTORE,MOLTO PIU CREDIBILE DI TE ,DIMOSTRI TOTALE ASSENZA DI ORIGINALITA E CONTEMPORANEAMENTE RAFFORZI LE SUE TESI

    • Daniele Salamone
      Daniele Salamone 19/12/2015

      Gentile sig.Oggiano, anzitutto le dico che il suo commento sull’articolo dei rotoli di Qumran l’ho cestinato per via della volgarità dei suoi contenuti. Tuttavia, se intende argomentare il tema in modo civile sarò lieto di approvare i suoi prossimi commenti.
      Detto questo, aggiungo che io non smentisco un “altro autore”, ma delle teorie che dicono vari autori. Se tuttavia questi autori si avvalgono della facoltà di dire quello che gli pare, anch’io allora faccio altrettanto.
      A me non interessa essere credibile. Si può essere credibili e dire tante scemenze, e si può essere emarginati nonostante si possano dire tante cose giuste. Se a lei piace andare dietro a chi sa essere convicente, si accomodi pure… è evidente che la gente crede a ciò che gli piace credere, a ciò che lo affascina e non a ciò che sarebbe pià giusto credere.
      Qui non dico che il mio dire sia pià giusto di un altro autore, ma se per lei non sono credibile, potrò esserlo per altri che non camminano coi paraocchi.

      Saluti

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