Daniele Salamone: chi sono?

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Daniele Salamone

Sono nato a Catania il 20 Aprile 1986.

Cresciuto ed educato secondo dei sani principi etici e morali, ho nutrito fin dall’infanzia uno spiccato interesse per l’arte, in particolare per la musica e il disegno che, tutt’oggi, pratico con grande passione.

Come tutti, sono giunto a un periodo della mia vita in cui mi sono chiesto chi sono, da dove vengo e il perché mi trovo in questo mondo, in questa epoca, in questa città. Iniziai ad abbracciare diverse esperienze che mi hanno indotto a percorrere sentieri di tenebre e di luce.

Ricercando le mie origini generazionali, scoprii di essere ebreo: il mio cognome è solo un’italianizzazione del biblico Shlomo (Salomone). Ciò è dovuto al fatto che molti ebrei emigrati in Sicilia dopo la dispersione del 70 d.C., e a seguito di un editto del 1492, abbero l’obbligo di convertirsi al cattolicesimo. Dopo tale editto, una buona parte degli ebrei siciliani si è convertita al cattolicesiimo modificando pure il cognome. Molti di questi ebrei non mutarono del tutto la propria identità, ma utilizzarono semplicemente una forma latinizzata del proprio cognome da Giudeo. Anche se nella nuova veste latinizzata, molti cognomi mantennero l’originaria forma semitica, come nel mio caso. Alcuni ebrei siciliani, purtroppo, non sanno di essere ebrei, perché fanno parte di quelli che hanno mutato letteralmente il loro cognome, così dimenticando nel tempo questa preziosa origine etnica.

Dunque, scoprendo di essere ebreo, cercai di rivedere la mia posizione di “fede”, decidendo di non abbracciare più la cosiddetta “religione”. Inoltre, non amo identificarmi con etichette e il lettore mi perdoni se non sono in grado di fornirgli un’identificazione specifica, perché non la possiedo, tuttavia mi limito a sforzarmi quanto posso di essere un buon “Cristiano”. Non è il distintivo che conta, ma la semplice condotta che fa la differenza agli occhi del mondo. Infatti, così disse il Maestro: «Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Come io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri. Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri». In assenza di questo requisito (al di là della dottrina seguita o denominazione frequentata), non ci si può definire Cristiani. Il Cristiano rappresenta Cristo, segue le sue orme; un albero di mele non può dire di essere un fico o viceversa, perché «l’albero si riconosce dai propri frutti».

Il mio essere ebreo mi ha indotto ad approfondire queste mie origini e mi ha conferito un senso di “responsabilità” maggiore avendo origine da quel popolo.

L’Autore

Iniziati gli studi delle lingue semitiche da autodidatta, ho scoperto un mondo infinito. Oggi sono un autore emergente, ho pubblicato diversi saggi e un testo didattico per i principianti che intendono approcciarsi ai rudimenti dell’erbraico biblico. Il desiderio di ritornare alle mie origini etniche mi ha indotto a studiare le lingue bibliche; mi occupo dei testi Sacri in modo del tutto indipendente, analizzandoli attraverso il metodo induttivo.

Con i miei libri non pretendo di detenere o divulgare la verità “che nessuno possiede” (dicono), ma quanto meno cerco di suggerire degli spunti di riflessione per indurre i miei lettori a porsi delle domande sulle speculazioni che ruotano intorno alle Scritture.

Studio medicina e presto inizierò un percorso formativo in Assiriologia e Storia del Vicino Oriente Antico, presso l’Università degli Studi di Messina. Tengo corsi di ebraico e seminari di carattere biblico in tutta Italia.

Per conoscermi un pò meglio ti invito a leggere  la mia intervista, oppure contattami su Facebook.

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