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Il sangue

L’alef א  è la prima lettera dell’alfabeto ebraico. È l’energia primordiale. Mentre noi abbiamo lettere e numeri, in ebraico le lettere sono tanto lettere come numeri. L’alef quindi oltre ad essere una lettera, una lettera muta, ha anche il valore numerico 1.

C’è un versetto fondamentale per gli ebrei, e anche per noi, che è quello di Deuteronomio 6.4

«Ascolta, Israele: l’Eterno, il nostro DIO, l’Eterno è uno»

Per questo motivo l’alef da sola è una lettera che rappresenta Dio.

La parola usata per sangue è la parola dam דָם. La prima volta che troviamo questa parola da sola è in Gn 4:10 «L’Eterno disse: «Che hai tu fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dalla terra».

Sangue è appunto la parola Dam. Ma dam non vi riporta anche a qualcos’altro?

ADAM – אָדָם

Adam non è un semplice nome proprio come potrebbe essere Mosè, Abele o Noè. Adam vuol dire essere umano. Quando in italiano diciamo per esempio “l’uomo ha raggiunto notevoli progressi scientifici” non si intende l’uomo come maschio, come sesso maschile, perché per quello c’è una parola specifica che è ish  אִישׁ ma intendiamo l’umanità, quindi sia l’uomo che la donna. Adam vuol dire esattamente questo: essere umano.

«Dio non è un uomo [ish], perché possa mentire, né un figlio d’uomo [adam], perché possa pentirsi» Nm 23:19

Rivedendo quindi la parola Adam, questa è formata da un alef di fronte alla parola dam. L’alef è quindi la scintilla di divinità, la scintilla di unità che è dentro l’Adam, dentro ogni essere umano. È quell’energia primordiale che da vita al sangue e che lo trasforma in un essere vivente. Nel sangue dell’essere umano c’è vita, nell’essere umano c’è l’immagine di Dio.

Ecco perché non ci dovrebbe sorprendere la rigorosità delle norme riguardo al sangue:

«ma non mangerete carne con la sua vita, cioè il suo sangue. Io chiederò certamente conto del sangue delle vostre vite; ne chiederò conto ad ogni animale e all’uomo. Chiederò conto della vita dell’uomo alla mano di ogni fratello dell’uomo. Chiunque spargerà il sangue di un uomo, il suo sangue sarà sparso per mezzo di un uomo, perché DIO ha fatto l’uomo a sua immagine» Gn 9:4-6

«Poiché la vita della carne è nel sangue. Per questo vi ho ordinato di porlo sull’altare per fare l’espiazione per le vostre vite, perché è il sangue che fa l’espiazione per la vita» Lv 17:11

Interessante vedere che il primo sangue versato fu in un fratricidio. E poiché la Bibbia non è scritta solo per comunicarci un fatto o un evento, ma per insegnarci un principio, allora è come se ci dicesse che chiunque uccide un essere umano uccide il proprio fratello:

«Chiunque odia il proprio fratello è omicida; e voi sapete che nessun omicida ha la vita eterna dimorante in sé» 1Gv 3:15

Dio poteva creare mille esseri umani in una volta sola, così come fece con i pianeti o con gli animali o le piante. Ma l’uomo è stato creato da solo, singolarmente e da esso è scaturita l’umanità, tant’è che Eva o Chavva significa “generatrice di vita”

«E l’uomo diede a sua moglie il nome di Eva, perché lei fu la madre di tutti i viventi» Gn 3:20

sangue caino abele sacrificioChe altro principio si può vedere qui? Che chi distrugge una sola persona distrugge un mondo intero e chiunque salva una vita è come se salvasse il mondo intero.

Dopo quanto detto possiamo avere una maggiore comprensione del perché quello che fece Caino fu terribile. Molto più di quanto eticamente o moralmente si possa pensare. Si tocca l’immagine di Dio, si tocca parte di un’umanità che cessa di esistere.

«L’Eterno disse: «Che hai tu fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dalla terra. E ora tu sei più maledetto della terra che ha aperto la sua bocca per ricevere il sangue di tuo fratello dalla tua mano» Gn 4:10-11

Interessante in questo versetto che nell’originale la parola sangue è al plurale ossia: «[…] i sangui di tuo fratello gridano a me dalla terra».

Nella nostra lingua sangue non ha plurale quindi sarebbe stato difficile tradurlo correttamente, ma al giorno d’oggi, se lo vogliamo, abbiamo tutti gli strumenti per approfondire, e in questo caso vedere che la parola è al plurale ci fa comprendere che non è solo il sangue di Abele che grida, ma anche tutti i figli e le generazioni che a causa di questo omicidio non sarebbero mai nate.

Dio dice chiaramente che Caino era più maledetto di quella terra che aveva ricevuto il sangue di Abele.

Quanto sangue questa nostra Terra ha inghiottito fino ai nostri giorni? E quante persone per questo motivo hanno maledetto se stesse? Un uomo che toglie la vita ad un altro sta togliendo qualcosa che appartiene a Dio. E questo è un fatto che non può rimanere impunito. Per mezzo di una mancanza, anche fosse essa involontaria, contro la Legge di Dio, nasce una colpa oggettiva che mette in moto un potere malefico i cui effetti distruttori ricadono sul colpevole e sulla comunità.

Per questo Dio instaura il sacerdozio e i sacrifici. L’espiazione è un avvenimento salvifico per coprire quella colpa. Significato di espiare: coprire, annullare, condonare, correggere, perdonare, purificare, conciliare.

Poiché il sangue è il veicolo della vita diventa quindi il mezzo usato per l’espiazione di una vita:

«E, secondo la legge, quasi tutte le cose sono purificate col sangue; e senza spargimento di sangue non c’è perdono dei peccati» Eb 9:22

«Se qualcuno della casa d’Israele o degli stranieri che risiedono fra di voi mangia di qualsiasi genere di sangue, io volgerò la mia faccia contro quel tale che mangia del sangue e lo sterminerò di mezzo al suo popolo. Poiché la vita della carne è nel sangue. Per questo vi ho ordinato di porlo sull’altare per fare l’espiazione per le vostre vite, perché è il sangue che fa l’espiazione per la vita» Lv 17:10-11

Una vita per una vita. L’omicida non poteva essere perdonato. Chi versava sangue, chi mangiava sangue, chi beveva sangue, non poteva essere perdonato. L’omicidio veniva punito in modo esemplare.

«Non accetterete alcun prezzo di riscatto per la vita di un omicida che è condannato a morte, perché dovrà essere messo a morte. Non accetterete alcun prezzo di riscatto per un omicida che è fuggito nella sua città di rifugio, perché possa tornare ad abitare nella sua terra prima della morte del sacerdote. Non contaminerete il paese dove siete, perché il sangue contamina il paese; e non si può fare alcuna espiazione per il paese, per il sangue che in esso è stato versato se non mediante il sangue di chi l’ha versato. Non contaminerete dunque il paese che abitate, e in mezzo al quale io dimoro, poiché io sono l’Eterno che dimoro in mezzo ai figli d’Israele» Nm 35:31-34

Nel caso in cui l’omicidio fosse stato involontario, magari causato da un incidente, l’omicida doveva andare nelle città rifugio dove, dopo essere processato, gli si permetteva di risiedere e non c’era nessun altro posto sicuro per lui se non dopo la morte del sommo sacerdote vivo all’epoca dei fatti. Una vita per una vita. Se l’omicida non poteva essere perdonato in alcun modo e se chi odia il suo prossimo Dio lo vede come un’omicida, allora è chiaro che secondo la legge di Dio anche noi saremmo dovuti morire.

Un Adam doveva morire:

«Ma egli è stato trafitto per le nostre trasgressioni, schiacciato per le nostre iniquità; il castigo per cui abbiamo la pace è su di lui, e per le sue lividure noi siamo stati guariti. Noi tutti come pecore eravamo erranti, ognuno di noi seguiva la propria via, e l’Eterno ha fatto ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti» Is 53:5-6

Non fu il nostro sangue che Dio volle usare per coprire le nostre trasgressioni ma fu il Suo proprio sangue:

«Badate dunque a voi stessi e a tutto il gregge in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti vescovi, per pascere la chiesa di Dio, che egli ha acquistata col proprio sangue» At 20:28

«sapendo che non con cose corruttibili, come argento od oro, siete stati riscattati dal vostro vano modo di vivere tramandatovi dai padri, ma col prezioso sangue di Cristo, come di Agnello senza difetto e senza macchia» 1Pt 1:18-19

 «Infatti, se per la trasgressione di quell’uno solo la morte ha regnato a causa di quell’uno, molto di più coloro che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo di quell’uno, che è Gesù Cristo» Rm 5:17

Se il sangue di un uomo, o di un animale usato come sostituto, ha il potere di coprire la vita sparsa in terra a causa di un altro uomo, il sangue di Dio sparso una sola volta copre la colpa di un’intera umanità fino al Suo ritorno.

«Infatti, se il sangue dei tori e dei capri e la cenere di una giovenca aspersi sopra i contaminati li santifica, purificandoli nella carne, quanto più il sangue di Cristo, che mediante lo Spirito eterno offerse se stesso puro di ogni colpa a Dio, purificherà la vostra coscienza dalle opere morte per servire il Dio vivente! E perciò egli è il mediatore del nuovo patto affinché, essendo intervenuta la morte per il riscatto dalle trasgressioni commesse sotto il primo patto, i chiamati ricevano la promessa dell’eterna eredità. […] ma ora, una sola volta, alla fine delle età, Cristo è stato manifestato per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso» Eb 9:13-15,26

«Perciò Gesù disse loro: «In verità, in verità vi dico che se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete la vita in voi. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, ha vita eterna, e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Poiché la mia carne è veramente cibo e il mio sangue è veramente bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, dimora in me ed io in lui. Come il Padre vivente mi ha mandato ed io vivo a motivo del Padre, così chi si ciba di me vivrà anch’egli a motivo di me» Gv 6:53-57

È scritto che Gesù è venuto affinché chi crede in Lui abbia vita e vita in abbondanza:

«Infatti il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore» Rm 6:23

Il sangue è vita, la vita sta nel sangue.

Se la vita terrestre, la bios, le funzioni vitali dell’essere umano sta nel sangue, la vita di Dio in me sta nel sangue di Cristo, un sangue del quale mi chiede di bere per poter partecipare a questa vita.

«E la testimonianza è questa: Dio ci ha dato la vita eterna, e questa vita è nel suo Figlio. Chi ha il Figlio, ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita» 1Gv 5:11-12

«Così sta anche scritto: «Il primo uomo, Adamo, divenne anima vivente»; ma l’ultimo Adamo è Spirito che dà la vita» 1Cor 15:45

Ma come posso bere del sangue di Cristo? Come posso cibarmi della Sua carne?

«Nel principio era la Parola e la Parola era presso Dio, e la Parola era Dio.  E la Parola si è fatta carne ed ha abitato fra di noi;» Gv 1:1,4

«Poiché io ho ricevuto dal Signore ciò che vi ho anche trasmesso: che il Signore Gesù, nella notte in cui fu tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Prendete, mangiate; questo è il mio corpo che è spezzato per voi; fate questo in memoria di me». Parimenti, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo ogni volta che ne bevete in memoria di me». Poiché ogni volta che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finché egli venga. Perciò chiunque mangia di questo pane o beve del calice del Signore indegnamente, sarà colpevole del corpo e del sangue del Signore. Ora ognuno esamini se stesso, e così mangi del pane e beva del calice,» 1Cor 11:23-28

Ecco allora che il modo per avere questa vita, per avere questo sangue che è vita, è quello di cibarmi della Parola, affinché entrata in me, metabolizzata, digerita, quando fa parte della mia essenza, quando è un tutt’uno col mio essere produca vita in me. La vita del tipo di Dio.

Danila Properzi

7 Comments

  1. Francesco
    Francesco 11/02/2016

    Ma nella frase

    «Dio non è un uomo [ish], perché possa mentire, né un figlio d’uomo [adam], perché possa pentirsi»

    perchè “uomo” nella prima parte della frase in ebraico è ISH e non ADAM? E’ come dire

    “«Dio non è un maschio, perché possa mentire, né un figlio di essere umano, perché possa pentirsi»”.

    Non ha senso.

    Grazie.

    • Daniele Salamone
      Daniele Salamone 12/02/2016

      Salve, il passo ha molto senso perché “ish” non significa “maschio” ma uomo e/o marito, mentre “adam” significa terrestre, genere umano o umanità. C’è un termine specifico che si traduce con “maschio” o letteralmente “individuo di sesso maschile”, ed è il termine ebraico zakàr.

      Quindi abbiamo:

      – ISH = uomo, marito, qualcuno;
      – ADAM = terrestre, genere umano, umanità;
      – ZAKAR = maschio, individuo di sesso maschile.

      Provi a leggere la porzione del passo citato (Nm 23:19) nel suo significato più genuino, ma partendo proprio dalla forma ebraica:

      1. Lo ish El vi-ykazzev = No uomo El che-mentire
      2. u-ven-adàm ve-ytnechàm = o-figlio di-terrestre che-cambiare idea

      In questo caso sia ISH che ADAM vengono usati come sinonimi. Un linguaggio semplicissimo del genere non riscontra alcun senso quando il senso siamo noi a non volerglielo trovare in maniera arbitraria. Ha mai sentito parlare dei “sinonimi”? Deduco di no, perciò la invito a riapassare un pò di grammatica italiana, per poi passare a quella ebraica.

      Saluti

      • Francesco
        Francesco 12/02/2016

        Non considero la bassezza degli insulti giusto perchè mi interessa l’argomento.
        La mia non era una critica, desideravo solo un chiarimento, perchè al paragrafo “ADAM” hai scritto

        “Adam non è un semplice nome proprio come potrebbe essere Mosè, Abele o Noè. Adam vuol dire essere umano. Quando in italiano diciamo per esempio “l’uomo ha raggiunto notevoli progressi scientifici” NON SI INTENDE L’UOMO COME MASCHIO, COME SESSO MASCHILE, PERCHE’ PER QUELLO C’E’ UNA PAROLA SPECIFICA CHE è ISC אִישׁ ma intendiamo l’umanità, quindi sia l’uomo che la donna. Adam vuol dire esattamente questo: essere umano.”

        quindi dici che “isc” significa “uomo” come “maschio”.

        Di conseguenza la frase

        «Dio non è un uomo [ish], perché possa mentire, né un figlio d’uomo [adam], perché possa pentirsi»

        significherebbe:

        Dio non mente poichè non è un uomo (maschio), e non si pente poichè non è figlio di uomo (adam)

        quindi dio mentirebbe (o potrebbe mentire) se fosse una donna ===> era questo che non mi tornava, non era per criticare.

        Ma ora vedo che hai scritto:

        – ISH = uomo, marito, qualcuno;
        – ADAM = terrestre, genere umano, umanità;
        – ZAKAR = maschio, individuo di sesso maschile.

        quindi ora hai detto che “individuo maschio” è ZAKAR. Nella frase si intende o no ISC come ZAKAR?

        Non so se mi sono spiegato,

        Grazie.

        • Daniele Salamone
          Daniele Salamone 13/02/2016

          Anzitutto, l’articolo non è il mio, ma di Danila Properzi. Come vede non è necessario arrivare alla “bassezza degli insulti” perché se è lei a mancare di attenzione non è un problema che mi riguarda.
          Nemmeno le mie sono critiche, ma sto solo cercando di farle capire quello che continua a non capire.
          Intanto rispondo subito alla sua domanda: no, ISH (e non ISC) non va inteso come ZAKAR. Detto questo le RIspiego il perchè: ISH e ADAM vengono usati come sinonimi. Le è chiaro questo?
          Glielo RIspiego ancora meglio: in questo versetto viene usata la figura retorica dell’ENDIADI:

          ENDIADI Figura retorica per cui un concetto viene espresso con due termini coordinati al posto di due termini in rapporto di subordinazione, di solito due sostantivi al posto di un sostantivo determinato da un aggettivo o da un complemento. [Treccani.it]

          L’esempio sulla donna è fuori luogo perché in questo caso ISH è sinonimo di ADAM e quindi non c’entra niente la sessualità del soggetto, chiunque esso sia. Il passo sarebbe stato più specifico se avesse usato ZAKAR, mentre ZAKAR non c’è.
          Altri due casi di ENDIADI si incontrarno nei passi biblici della Genesi in cui vengono menzionate “l’immagine e la somiglianza” e “informe e vuota”.

          • Francesco
            Francesco 17/02/2016

            Ho visto che è un’endiadi ok, ora è chiaro grazie. Non mi era tanto visibile.
            Si è venuto a capire questo artificio letterario perchè altrimenti la frase è incomprensibile?

        • Danila Properzi
          Danila Properzi 13/02/2016

          Ciao Francesco, innanzitutto ti ringrazio per aver dedicato del tempo a leggere il mio articolo. Per quanto riguarda ish o adam credo che Daniele non poteva spiegarlo meglio, quindi non sto qui a ripeterlo. Il senso del versetto di Numeri 23.19 è proprio quello di mostrare che Dio è Dio e non una creatura, la quale invece troppe volte mente e si pente.
          Ma vedi, molte volte noi per focalizzarci in un dettaglio perdiamo il senso del tutto. Il punto centrale per cui ho tirato in ballo la parola ebraica Adam sta nel fatto che in ogni essere umano c’è una parte divina. Che ogni essere umano, non importa razza, colore o altre discriminazioni imposte dall’uomo, è fatto ad immagine di Dio.
          Spero, che passando sopra a questo dibattito tra ish e adam, possa essere riuscita a passarti il messaggio principale dell’articolo.
          A presto
          Danila

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