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Il Giudizio sui potenti del Salmo 82

giudizioCosa accadrebbe se il diritto formale contenuto nelle nostre leggi non fosse portato in vita dagli organi giudiziari affinché le norme vengano attuate? Se ciò che troviamo scritto nelle leggi, non fosse attuato da qualcuno? Avremmo, così, solo un insieme di parole o carta straccia. Il diritto, quindi, diviene vivente solo quando esso prende forma nelle nostre attività quotidiane e per fare ciò necessita di un’interpretazione. Tuttavia, l’interpretazione delle norme – come anche le leggi stesse – sono frutto di un ragionamento e attività umane, dunque, biblicamente parlando (ma anche empiricamente osservando) sono suscettibili alla sua natura, una natura di per sé limitata e fallace, spesso infatti rimaniamo stupiti da come sia poco rispettata la scritta presente in ogni nostro tribunale: La legge è uguale per tutti.

Sebbene sia possibile riconoscere in questo predicato un certo valore di giustizia, cioè di dover essere, è possibile anche riconoscere che l’essere, vale a dire la realtà, sia ben differente e spesso ci chiediamo se ci sia una giustizia suprema che possa, in un certo qual modo, porre rimedio a questa situazione a cui il mondo è sottoposto, infatti:

«[…] nella speranza che anche la creazione stessa sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella gloriosa libertà dei figli di Dio. Sappiamo infatti che fino a ora tutta la creazione geme ed è in travaglio» (Romani 8:21-22)

Sin dagli arbori del genere umano all’organizzazione dello stato d’Israele, è stato perciò necessario appropriarsi di organi collegiali/assemblee o meno, preposti ad interpretare e attuare la legge e prendendo come esempio la legge mosaica; tale potere giudiziario fu affidato alla tribù dei Leviti che, oltre alla gestione delle attività riguardanti i sacrifici, avevano il compito di risolvere le controversie che sorgevano fra i cittadini. Il potere esecutivo, invece, era affidato ai capi dei vari discendenti delle vare tribù, potere che comunque mantenne la sua struttura anche dopo l’instaurazione della monarchia. Una struttura di divisione dei poteri che oggi farebbe invidia alle più moderne “democrazie” considerando, almeno al livello formale, i bilanciamenti e i controlli sui differenti poteri e l’assoluta rigidità del potere legislativo, essendo la legge emanata direttamente dalla volontà di Dio. A differenza di qualsiasi legge umana, quella ebraica concessa a Mosè, è strutturata e formata da un’estrema perfezione, stupendo e sorprendendo qualsiasi giurista che in maniera onesta tenti uno studio del testo fondamentale in maniera scientifica.

Fenomeni come la corruzione o l’egoismo da parte degli uomini, però, non sono mai mancati infatti, si parla anche sia del popolo eletto che di quegli uomini che avrebbero dovuto mantenere saldi i princìpi e le regole divine. Nella Bibbia, i detentori di questo potere vengono chiamati elohim, stessa parola che viene utilizzata per indicare Dio. Questi ultimi, infatti, in terra avevano (e hanno) il compito di mantenere l’ordine da Lui stabilito essendo quasi un prolungamento del suo braccio. Elohim, che è il plurale di eloah di radice alah (cioè legge), acquisisce il significato di legislatore supremo se riferito a Dio, colui che invece stabilisce le leggi naturali, morali e giuridiche e che inevitabilmente porterà a compimento.

Da questa analisi del termine è possibile riflettere su un particolare brano biblico, che ci permetterà alla fine di stabilire alcune conclusioni utili per una presa di coscienza più ampia sul mondo che ci circonda.

Di seguito il testo della traduzione C.E.I. del Salmo 82:

«Salmo. Di Asaf. Dio si alza nell’assemblea divina, giudica in mezzo agli dèi. «Fino a quando giudicherete iniquamente e sosterrete la parte degli empi? Difendete il debole e l’orfano, al misero e al povero fate giustizia. Salvate il debole e l’indigente, liberatelo dalla mano degli empi». Non capiscono, non vogliono intendere, avanzano nelle tenebre; vacillano tutte le fondamenta della terra. Io ho detto: «Voi siete dèi, siete tutti figli dell’Altissimo». Eppure morirete come ogni uomo, cadrete come tutti i potenti. 8 Sorgi, Dio, a giudicare la terra, perché a te appartengono tutte le genti»

Proviamo adesso a tradurre il primo verso del testo in maniera più appropriata considerando le premesse sullo studio del termine e una possibile analisi:

«Dio si alza nella assemblea divina, giudica in mezzo ai potenti»

Da questo verso è possibile individuare l’immediato ammonimento che Dio fa nei confronti di chi, investito da una particolare responsabilità, ha il compito di amministrare la giustizia.

Ciò è ben chiaro dai versi successivi infatti Egli stesso prende parola e afferma nei versi successivi:

«Fino a quando giudicherete iniquamente e sosterrete la parte degli empi? Difendete il debole e l’orfano, al misero e al povero fate giustizia. Salvate il debole e l’indigente, liberatelo dalla mano degli empi». Non capiscono, non vogliono intendere, avanzano nelle tenebre; vacillano tutte le fondamenta della terra»

L’ammonimento qui è ancora più chiaro in quanto viene formulato un vero e proprio capo di accusa nei loro confronti specificando subito dopo che loro stessi, in quanto umani, verranno al cospetto del giudizio supremo divino e inevitabile che spetta ad ogni uomo e mortale.

«Io ho detto: “Voi detenete il potere, siete tutti figli dell’Altissimo”. Eppure morirete come ogni uomo, cadrete come tutti i potenti. Sorgi, Dio, a giudicare la terra, perché a te appartengono tutte le genti»

In tutto ciò, adesso, possiamo agevolmente dissuadere da chi pensa che la Bibbia sia stata scritta come strumento di detenzione del potere, in quanto Essa stessa ha il compito di responsabilizzare e inquadrare coloro ai quali è stato assegnato il potere da Dio stesso.

Che la Bibbia parli di Dio e della Sua legge; che ci sarà un giudizio divino per tutti in cui si verrà giudicati per i frutti portati in base alle responsabilità e talenti donatici, che la Bibbia analizzi a fondo l’animo umano tanto da renderci nudi e bisognosi della grazia di Dio da quando abbiamo cominciato ad esistere.

Ettore Buonocunto

Nota:

Per ulteriori approfondimenti sul Salmo 82, si legga il seguente articolo: Genesi 6:2,4; Giobbe 1:6; 2:1 – i « figli di Elohìm », chi sono?

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