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Fermati Sole, fermati Luna: realtà o leggenda?

Molto spesso, quando gli scettici della Bibbia non sanno come argomentare e/o giustificare determinati avvenimenti in Essa descritti che possiamo definire «straordinari», cioé oltre l’ordinario, dicono che questi avvenimenti fanno parte di quelle «invenzioni» che i redattori biblici hanno redatto per impressionare i loro lettori contemporanei… e anche quelli futuri.

Quando vi sono delle scoperte archeologiche che confermano la veridicità storica della Bibbia (vedi articoli correlati cliccando qui), sono tantissimi coloro che sbuffano sotto ai baffi perché infastiditi da quelle evidenze che piuttosto che screditare le Scritture invece le avvalorano e le ergono sempre più in alto.

il sole si oascurò giosuèUno dei barsagli tanto presi di mira dalla critica è il passo di Giosué 10:12-14 dove in questo passaggio accade un fenomeno inspiegabile che, se fosse accaduto veramente non poteva passare inosservato. In questo capitolo di Giosué, l’omonimo personaggio che succedette a Mosé dovette affrontare una battaglia. Fu dopo che gli Israeliti, sotto la guida di Giosué, ebbero attraversato il fiume Giordano per entrare nella Terra Promessa, ed ebbero conquistato le città fortificate di Gerico e Ai. Fu allora che tutti i re Amoriti formarono un’alleanza per fare fronte comune contro gli Israeliti. Ne seguì dunque una grande battaglia nella valle di Ayalon, vicino alla città di Ghibeon. Tutto cominciò con un attacco notturno degli Israeliti che mise in fuga i Canaanei. All’alba, quando le forze Cananee si radunarono vicino Bet-Horon, Yahwéh Elohìm «fece cadere dal cielo su di loro delle grosse pietre fino ad Azeca, ed essi perirono: quelli che morirono per le pietre cadude dal Cielo furono più numerosi di quelli che i figli di Israele uccisero con la spada» (v.11). Subito dopo si aggiunge:

«Allora Giosuè parlò a Yahwéh, il giorno che Yahwéh diede gli Amorei in mano ai figli d’Israele, e disse in presenza d’Israele:”Sole, fermati su Ghibaon, e tu, Luna, sulla valle d’Ayalon!Perciò il Sole si fermò e la Luna rimase al suo posto, finché la nazione si fu vendicata dei suoi nemici. Questo non sta forse scritto nel Libro del Giusto? E il Sole si fermò in mezzo al cielo e non si affrettò a tramontare per quasi un giorno intero. E mai, né prima né dopo, c’è stato un giorno simile a quello, nel quale Yahwéh abbia esaudito la voce di un uomo; perché Yahwéh combatteva per Israele. Poi Giosuè, con tutto Israele, tornò all’accampamento di Ghilgal»

Leggendo il passo di cui sopra, si legge chiaramente che Giosué «parlò a Yahwéh» chiedendogli una cosa assai curiosa: far fermare il Sole e la Luna. Yahwéh «esaudisce la voce di un uomo», ovvero quella di Giosué. «Il Sole si fermò e la Luna rimase al suo posto» e poi si aggiunge ancora che «il Sole si fermò in mezzo al cielo e non si affrettò a tramontare per quasi un giorno intero». Insomma, quasi per un giorno intero il Sole, che si trovava «in mezzo al cielo non si affrettò a tramontare […]», illuminava Ghibaon mentre la Luna illuminava Ayalon. Si aggiunge ancora che «né prima né dopo» si era mai verificato un fenomeno simile.

A prima vista sembra che il femoneno, se fosse realmente accaduto, sia avvenuto solo localmente, ovvero in terra di Canaan in quei specifici punti che il redattore biblico puntualizza: Ayalon e Ghibeon. A gettare questa ipotesi sono tutti quei critici e scettici [che in maniera deliberata mi sento di definire «ignoranti» (nel senso che ignorano, cit.)] che dicono che se fosse un fatto realmente accaduto, un evento/fenomeno del genere avrebbe certamente dovuto attirare l’attenzione del mondo intero. Quindi altre antiche popolazioni dell’epoca sparse per il mondo ne avrebbero dovuto per forza parlare.

Anche del Diluvio si dice che sia un evento locale, eppure vi sono almeno 500 testimonianze di vari popoli del mondo a parlare di una “grande inondazione” avvenuta qualche millennio fa.

Antonio de Montesinos

Antonio de MontesinosAntonio de Montesinos – un frate Dominicano (1475-1545 d.C.) missionario nell’isola di Hispaniola e studioso dei popoli andini – insieme ad altri cronisti, stimarono che l’evento più straordinario che ebbe luogo in Perù avvenne durante il regno di Titu Yupanqui Pachacùtec II, il quindicesimo monarca dell’Antico Impero. Fu nel terzo anno del suo regno, quando «le buone usanze furono dimenticate e il popolo si diede a ogni forma di vizio», che «non vi fu alba per venti ore». In altre parole, la notte non terminò al momento dovuto e il sorgere del Sole fu ritardato di venti ore. Dopo grandi atti di disperazione, confessione dei peccati, sacrifici e preghiere, infine il Sole sorse.

Non poté trattarsi di un’ecilsse: ciò che accadde, infatti, non fu l’oscuramento del Sole tramite un’ombra; le eclissi, poi, non durano così a lungo se non qualche minuto al massimo, e i popoli peruviani conoscevano bene tali eventi periodici. Il racconto non dice che il Sole scomparve: dice che non sorse – «non vi fu alba»per venti ore (quasi un intero giorno). Era come se il Sole, dovunque si trovasse, improvvisamente si fermasse.

Se questo racconto andino è vero, allora da un’altra parte – cioé dall’altro lato del mondoil giorno deve essere durato altrettanto, ovvero venti ore più della sua durata naturale. Ebbene, di un evento di questo genere esistono effettivamente delle tracce letterarie, e queste stracce le troviamo proprio nella Bibbia, proprio nel passo citato sopra!

Generazioni di studiosi si sono arrovellate su questo passo del capitolo 10 del Libro di Giosué: come detto in precedenza, alcuni lo bollano come pura invenzione, altri vi vedono echi di un mito, altri ancora cercano di spiegarlo con una eclissi di Sole «particolarmente lunga». Tuttavia, non si è mai avuta notizia di eclissi così lunghe; il racconto, poi, non dice affatto che il Sole scomparve; anzi, dice semmai il contrario: il Sole continuò a vedersi, a splendere nel cielo, per «quasi tutto il giorno»per venti ore, forse? L’avvenimento, di cui la Bibbia riconsce l’assoluta unicità («E mai, né prima né dopo, c’è stato un giorno simile a quello»), si verificò dall’altra parte della Terra, rispetto alle Ande: è evidente, quindi, che nella regione andina, o comunque nel versante americano in generale, deve essersi verificato corrispondentemente il fenomeno opposto. Se dunque a Canaan il Sole non tramontò per venti ore, nelle Ande per le stesse venti ore il Sole non sorse!

Non possiamo dire, allora, che i due racconti (biblico e peruviano) ci parlino dello stesso evento, visto dai due lati opposti della Terra, e che perciò, nella loro corrispodenza, si confermino a vicenda?

Quanto poi a stabilire che cosa sia effettivamente avvenuto, non si possono che avanzare delle ipotesi. L’unico indizio contenuto nella Bibbia è l’affermazione che Yahwéh «fece cadere dal cielo su di loro delle grosse pietre». Poiché entrambi i racconti non descrivono un arresto repentino del Sole (e della Luna), bensì una momentanea alterazione del movimento di rotazione della Terra sul suo asse, una spiegazione possibile è che una cometa, seguita da molti asteroidi, sia arrivata troppo vicino alla Terra, mandando in crisi il delicato processo di rotazione terrestre. Poiché alcune comete orbitano attorno al Sole con un senso orario che è opposto alla direzione orbitale della Terra e degli altri pianeti, è possibile che una forza cinetica di questo tipo abbia potuto controbilanciare temporaneamente il movimento di rotazione terrestre e quindi rallentarlo: notate bene, tutto questo sotto il controllo di Yahwéh dopo che «esaudì la voce di…» Giosué.

Coincidenza fiabesca o dato di fatto storico?

In ogni caso, qualunque sia stata la causa precisa del fenomeno, quello che qui ci interessa capire è se i due eventi descritti in entrambi i racconti si sono verificati nello stesso momento. Solitamente l’Esodo viene collocato nel XIII secolo a.C. (verso il 1230 a.C.), e gli studiosi che propongono una data anteriore di circa due secoli si sono sempre trovati in minoranza (1430/1450 a.C. circa, e io sono uno fra questi “pochi” che la pensano così).

Una data attorno al 1430 a.C. (a.e. 1433) farebbe corrispondere perfettamente l’avvenimento, come pure i racconti biblici sui patriarchi ebrei, a una serie cronologica di eventi ben conosciuti in Mesopotamia e in Egitto. Nel 1987, due noti eminenti archeologi e studiosi della Bibbia, John J. Bimson e David Livingston, scrissero un esauriente studio (pubblicato sulla rivista «Biblical Archeological Review» settembre/ottobre ’87) in cui arrivarono alla conclusione che l’Esodo ebbe luogo nel 1460 a.C.

A prescindere dalle loro scoperte archeologiche e dall’analisi di alcuni periodi dell’Età del Bronzo nell’antico Medio Oriente, i dati biblici e il processo di calcolo che essi utilizzarono furono esattamente gli stessi che gli studiosi che fanno parte della “minoranza” applicano. Poiché gli Israeliti vagarono per i deserti del Sinai per 40 anni, l’arrivo a Canaan avvenne nel 1393 a.C.; l’evento di cui parla Giosué accadde subito dopo.

La domanda ora è: il fenomeno opposto, quello della notte prolungata, avvenne nelle Ande nello stesso periodo?

PachaCuticGli scritti di Montesinos ci sono giunti in forma incompleta e presentano perciò dei “buchi” nel conteggio degli anni di regno di ciascun monarca peruviano: siamo dunque costretti ad arrivarci per altra via. L’evento in questione, dice Montesinos, acadde nel terzo anno di regno di Titu Yapanuqui Pachacùtec II. Per stabilirne la data dobbiamo calcolarla da due parti. Gli studiosi ci suggeriscono che i primi mille anni dal Punto Zero caddero durante il regno del quarto monarca, ovvero nel 1900 a.C., e che il 32° re regnò 2070 anni dopo il Punto Zero, cioé nell’830 a.C.

Quando regnò il 15° monarca? I dati di cui disponiamo ci dicono che i nove re che separarono il quarto dal quindicesimo monarca regnarono per un totale di circa 500 anni, il che colloca Titu Yupanqui Pachacùtec II verso il 1400 a.C. Calcolando poi a ritroso dal 32° monarca (830 a.C.), arriviamo a determinare un intervallo di tempo di 564 anni, il che ci porta a datare Tuti Yapanqui Pachacùtec II al 1394 a.C. !!!

In entrambi i modi arriviamo a stabilire che la data in cui ebbe luogo l’evento andino coincide con la datazione biblica.

La conclusione, dunque, è chiara: il giorno in cui il sole si fermò a Canaan fu la notte in cui il Sole non sorse nelle Americhe!

Ed ecco che tutto corrisponde e diventa una prova irrefutabile della veridicità dei racconti sia andini che biblici! Se due popolazioni lontane sia culturalmente che geograficamente ci raccontano la stessa cosa che per ovvietà logiche riscontrano un fenomeno astronomico opposto in termini di “luce” e coincidente in termini di “tempistica” e “datazione”, mi pare più che giusto e lecito affermare che “in fondo in fondo”, c’è del vero senza la necessità di dover «fare finta che»…

Ciò che per i popoli andini fu un avvenimento inspiegabile o un “voltar le spalle degli déi”, fu spiegabilssimo invece per Giosué al quale Yahwéh non gli voltò affatto le spalle, ma lo esaudì nell’immediato come non aveva mai fatto «né prima né dopo». Gli effetti della preghiera di Giosué li videro persino nelle lontane americhe!

2 Comments

  1. Alex
    Alex 06/06/2016

    Dovresti aggiungere che hai preso papale papale un capitolo del libro Gli dei dalle lacrime d’ oro di Zecharia Sitchin

    • Daniele Salamone
      Daniele Salamone 06/06/2016

      Beh, guardi. Ammesso che io abbia preso davvero “papale papale” UN CAPITOLO del libro di Sitchin, il succo non cambia comunque perché lo stesso Sichin, a questo punto, confermerebbe che la Bibbia non dice idiozie in merito al “fermati sole” di Giosuè. A meno che lei pensa che Sitchin sia un bravo ricercatore quando riesce smentire la Bibbia (cosa che non è mai riuscito a fare), mentre è un cattivo ricercatore nel caso in cui dia ragione alla Bibbia (indirettamente lo ha fatto svariate volte).

      Non mi vergogno di citare Sitchin e il suo testo in questione in quanto li ho menzionato entrambi nelle parole chiave di questo articolo. Con ciò cosa vorrebbe asserire? Che rubo “l’intelletto” altrui? Cerchi di essere più attento la prossima volta, perché proprio Sitchin e il suo testo sono citati fra le parole chiave che vede a fine articolo.

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