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Autore: Daniele Salamone

Le due morti di Giuda Iscariota: impiccato o caduto?

Com’è morto Giuda Iscariota? Si è suicidato o è caduto?

«E avendo gettato le monete d’argento in il Tempio, si allontanò e, andatosene, s’impiccò». Matteo 27:5

 «Questi dunque comprò (un) campo co(l) compenso dell’ingiustizia e col capo in giù ponendosi crepò in mezzo e si sparsero tutte le viscere di lui». Atti 1:18

Alcune persone hanno erroneamente ipotizzato che Matteo e Luca – quest’ultimo autore degli Atti – si siano contraddetti tra di loro circa il modo in cui morì Giuda di Qĕriyyōt (Iscariota: nome del villaggio di sua provenienza). Dal momento che la Bibbia è infallibile, Giuda morì per impiccagione e non per semplice “caduta per terra” con conseguenze a dir poco raccapriccianti. Piuttosto, si tratta di due diversi punti di vista dello stesso evento. Per esempio, se fossi testimone oculare di un incidente stradale, ovvero che un’automobilista colpisce in pieno un pedone, potrei semplicemente dire che il pedone sia morto dopo essere stato colpito dalla macchina. Il medico legale che si presenta nel luogo dell’incidente molto dopo, non avendo potuto vedere la dinamica dei fatti su come sia avvenuto l’incidente, potrà solamente dare le sue dichiarazioni in base alle lesioni riportate sul corpo di quest’ultimo. Sia il medico legale che io possiamo descrivere lo stesso evento, ma secondo il nostro punto di vista.

Matteo sostiene che Giuda è morto per impiccagione. Luca invece, essendo un medico, ci offre una descrizione più dettagliata e tecnica di quanto potesse essere accaduto dopo l’impiccagione. La ragione per ordinare la dinamica dei fatti in questo modo è duplice: in primo luogo, se qualcuno cade spappolandosi letteralmente sul suolo tanto che gli organi interni si sparpaglino nel terreno circostante, il soggetto sarebbe certamente morto e quindi non poteva morire successivamente per impiccagione; in secondo luogo, anche quando una persona potesse subire una pesante caduta per terra da una considerevole altezza, la durezza, resistenza ed elasticità della pelle viva e ancora fresca non avrebbe potuto mai permettere che il corpo esplodesse all’impatto tanto da espellere fuori tutti gli organi interni. Quindi non è neanche probabile che il corpo di Giuda possa essere stato trovato in queste condizioni dopo essere caduto da un burrone e quindi da una altezza importante. Il Testo neanche lo dice.

Per quanto raccapricciante possa apparire ciò che sto per dire, il corpo di Giuda, appeso morente sotto il sole cocente di Gerusalemme, iniziò a decomporsi, tanto da produrre quei batteri che avrebbero iniziato a divorare i tessuti e quindi a smembrarne tutte le parti interne. Un sottoprodotto del metabolismo di questi batteri provoca spesso la formazione di gas organici, la cui pressione esercitata all’interno del cadavere ne avrebbe provocato il rigonfiamento e quindi lo scoppio della zona viscerale, l’addome. Questo rigonfiamento fece aumentare ulteriormente il peso del corpo tanto da provocare la rottura del ramo o del supporto su cui era legato il cappio. All’impatto di questa caduta la pelle si squarciò con molta facilità facendo sparpagliare qua e là gli organi interi per via dell’effetto esplosivo provocato dai gas che si erano venuti a generare internamente.

Quindi sulla morte di Giuda non si riscontra alcuna contraddizione. Piuttosto, abbiamo la semplice descrizione dello stesso evento fornito dal punto di vista di ciascuno dei due autori che hanno assistito alla stessa scena.

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“Il Libro delle non contraddizioni” vol. #2 di 2 – come rispondere a 37 presunte contraddizioni del Nuovo Testamento – con note e commenti sulla dottrina della Trinità

Frontespizio del mio nuovo titolo editoriale. Uno schiaffo morale agli speculatori della Bibbia!
Frontespizio del mio nuovo titolo editoriale.
Uno schiaffo morale agli speculatori della Bibbia!

E’ finalmente online il mio nuovo editoriale! Il secondo e ultimo di due volumi, prologo di una ennesima collana in fase di stesura che prevederà l’esposizione di oltre 100 contraddizioni. Ma al momento non voglio anticiparvi nulla!

Questo nuovo libro – composto da 224 pagine – raccoglie solo 37 delle svariate apparenti contraddizioni che ho riscontrato all’interno del Nuovo Testamento. Ho esposto e risolto solo alcune di quelle apparenti contraddizioni che solitamente non trovono mai una risposta concreta e che continuano a rimanere avvolte in un perenne velo di silenzio; ho trattato anche altre presunte contraddizioni ancora sconosciute al pubblico dei lettori e studiosi indipendenti della Scrittura.

Di seguito vi allego la quarta di copertina, giusto per introdurvi brevemente lo scopo di questa mia nuovissima e avvincente collana costituita da due volumi che ho voluto chiamare “La Bibbia Risponde”.

Credo sia dovere di ogni cristiano quello di essere coinvolto nella difesa della verità della Scrittura attraverso le parole e i fatti. Se diciamo pubblicamente di seguire gli insegnamenti di Cristo allora come potremmo mai respingere quelle parti di Bibbia (Parola di Cristo) attraverso la negazione assoluta di quegli insegnamenti biblici così chiari (creazione, Diluvio, apertura del Mar Rosso, etc.) o attraverso uno stile di vita che nega la Sua autorità sulle nostre vite?
Questo libro, insieme al volume precedente e a quelli che andrò a pubblicare successivamente, sono concepiti per dimostrare che possiamo fidarci dell’intera Bibbia servendoci non solo della fede.
Affrontando solo una piccola selezione di presunte contraddizioni provenienti da varie sezioni della Scrittura, ho cercato di dimostrare ancora una volta che la Bibbia può resistere agli assalti dei critici e degli scettici. Con questo duplice lavoro ho anche dimostrato che una persona non ha la necessità di essere un grande studioso per rispondere a queste tipologie di problematiche e obiezioni intellettuali e spirituali.

Attraverso questo studio affronterò anche la tanto discussa dottrina della Trinità, e cercherò tuttavia di dimostrare biblicamente che tale dottrina, che emerge dalla Scrittura e non da idee personali, non è scaturita dalle credenze pagane diffuse al tempo in cui furono redatti i Libri del Nuovo Testamento, come molti credono e ne sono fermamente convinti.

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La dottrina della Trinità è biblica o pagana?

In tutto il mondo si conosce la presunta origine del trifoglio come simbolo dell’isola d’Irlanda attribuita da San Patrizio che pare utilizzasse questa particolare pianta, intorno al v° secolo d.C., per spiegare agli irlandesi il mistero della Trinità.In tutto il mondo si conosce la presunta origine del trifoglio come simbolo dell’isola d’Irlanda attribuita da San Patrizio che pare utilizzasse questa particolare pianta, intorno al v° secolo d.C., per spiegare agli irlandesi il mistero della Trinità:

«Ci dite che ci sono tre déi e ancora uno» ha detto il perplesso irlandese quando San Patrizio stava predicando il Vangelo nel v° secolo d.C. «Ma come può essere?», allora San patrizio si chinò e prese un trifoglio e disse «Non vedete come in questo fiore selvatico le tre foglie sono unite da un unico stelo e non volete ancora credere che ci sono effettivamente trePersone e tuttavia un unico Dio?»

Utilizzando quest’illustrazione della natura, San Patrizio fu in grado di aiutare alcuni dei Celti pagani che ascoltavano il seme del Vangelo ad accettare la dottrina della Trinità non pagana. Credo che un’ancora migliore illustrazione della Trinità è rappresentata dall’Universo[1]. Non è interessante che l’intero Uni-verso fisico (uni = uno) si compone di tre e solamente tre aspetti: spazio, tempo e materia? Se si dovesse escludere uno di questi tre l’Universo non esisterebbe:

  • Lo Spazio consiste in altezza, larghezza e profondità, tre in uno. Se si dovesse togliere una di queste dimensioni non vi sarebbe più lo spazio;
  • Il Tempo è composto da presente, passato e futuro, tre in uno. Se si dovesse togliere uno di questi aspetti il tempo non esisterebbe;
  • La Materia è costituita da energia in movimento che produce dei fenomeni: tre in uno. Se non ci fosse l’energia non ci potrebbe essere alcun movimento e nessun fenomeno. Se non ci fosse alcun movimento non ci sarebbe né l’energia né i fenomeni. Se non ci fossero i fenomeni significa che non c’è né energia né movimento.

Queste tri-unità compongono il tessuto dell’Universo. Ma perché l’Universo riflette una natura trinitaria? Non potrebbe essere che Dio creò il Suo Universo per riflettere la Sua propria natura trina? Io credo che Dio ha lasciato le proprie impronte sul lavoro di Sua creazione e vediamo in esso un riflesso della Trinità! A questo punto, cosa insegna la Bibbia sulla Trinità? Essa afferma chiaramente l’esistenza di tre Persone distinte che sono tutte identificate come l’Unico Dio dell’Universo. Questa non è una contraddizione poiché non sto dicendo che Dio è uno nell’Essenza e trino nella persona: c’è una “cosa” e ci sono tre “chi”. Come potete vedere, Dio è uno e tre, in modi diversi; così come esiste un Universo formato da spazio, tempo e materia, l’unico Dio esiste come il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.

Tuttavia, la fede sulla dottrina trinitaria non deriva dall’osservazione dell’Universo ma dalla Scrittura. Le seguenti premesse sono tutte insegnate nella Bibbia e sono alla base della dottrina della Trinità:

  • Premessa 1: c’è un solo Dio: «Ascolta Israele: Yahwéh Elohìm nostro è l’unico Yahwéh». Deuteronomio 6:4; «Ricordate il passato, le cose antiche; poiché Io Sono El e non c’è [alcun altro] intorno [a me]; Elohìm [sono] e nessuno è simile a me». Isaia 46:9
  • Premessa 2: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono tutti identificati nella Scrittura come Dio: «[…] e Dio Padre […]». Galati 1:1; «[…] e Dio era la Parola […]». Giovanni 1:1; «[…] perché riempì Satana il cuore di te, per ingannare tu lo Spirito quello Santo […] non hai ingannato (gli) uomini ma Dio». Atti 5:3-4
  • Premessa 3: ognuno di questi tre si riferiscono l’uno all’altro e al mondo come Persone distinte.

In Marco 1:10-11 Gesù viene battezzato mentre lo Spirito Santo discende come una colomba e una voce dal cielo (quella del Padre) dice «Tu sei il Figlio di me l’amato, in te mi sono compiaciuto». Vediamo qui che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo non possono essere la stessa Persona poiché agiscono distintamente in diversi modi, ruoli e scopi contemporaneamente nello stesso tempo e nello stesso rapporto.

Verso la fine del Suo ministero Gesù disse che avrebbe chiesto al Padre di inviare a noi «un altro Consolatore», lo Spirito Santo (Giovanni 15:26). Anche in quest’ennesima richiesta si possono osservare le tre Persone distinte.

L’unico vero Dio della Bibbia si è rivelato a esistere in tre distinte Persone: Padre, Figlio e Spirito Santo. Tuttavia esistono molte più prove bibliche a sostegno della dottrina della Trinità non pagana ma per approfondire ulteriormente si invita il lettore all’acquisto del secondo volume de “Il Libro delle non contraddizioni”.

La dottrina della Trinità è essenziale

Alcuni sostengono che non sia importante credere nella Trinità, ma questo atteggiamento è sbagliato. La dottrina della Trinità alla base degli insegnamenti chiave e sono essenziali per il Vangelo. Per esempio, coloro che negano la Trinità di solito negano che Gesù è Dio. Ma se si crede che Gesù non è Dio, non si dispone di un Gesù che può salvare (cioè si ha un falso salvatore, o un altro Gesù, proprio come Paolo ha specificato in Galati 1:6-9).

Inoltre, se neghiamo che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono distinti, neghiamo le caratteristiche personali e relazionali di Dio. Ad esempio, Dio non sarebbe un Dio amorevole fin dall’eternità se ha dovuto aspettare fino a quando Egli abbia dovuto creare per amare (perché il vero amore per essere tale dev’essere condiviso). Ma se Dio è realmente più di una Persona significa che c’è stato un rapporto d’amore tra le Persone e Dio. Credere in un Dio relazionale è significativo perché colpisce il modo in cui ci relazioniamo l’uno con l’altro, così come a Dio.

Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo non sono entità impersonali. Ognuno di Loro possiede la personalità e sin dall’eternità hanno vissuto in un rapporto personale l’uno con l’altro. Noi li chiamiamo “Persone” perché vivono in relazione tra loro e perché possiedono tutte le qualità espositive della “personalità”, ovvero la volontà propria, l’emozione, l’intelletto, il carattere morale, etc.). Ogni membro della Trinità può fare riferimento a se stesso come “Io” e in grado di comunicare all’altro membro della Trinità come “Tu”. Anche se il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono un solo Dio, sono abbastanza distinti per amarsi reciprocamente, a dare l’uno all’altro, per comunicare tra di loro, per vivere l’uno per l’altro e per dimorare tra loro.

Ma in che modo il Figlio si riferisce al Padre? Da tutta l’eternità il Figlio è stato amato e definito «Figlio Unigenito» dal Padre (Giovanni 3:16; 17:5). Gesù ha detto che il Padre gli aveva concesso di essere come Figlio «di avere la vita in se stesso […] come infatti il Padre ha (la) vita in se stesso». Il Figlio è eternamente auto-esistente come Dio, ed è della stessa natura del Padre, ma la Sua esistenza proviene dal Padre. Eternamente, il Figlio si è riferito al Padre come un Figlio e il Padre si è riferito al Figlio come un Padre anche se non in senso fisico.

Dal momento che il Figlio è eternamente legato al Padre come Figlio, Egli è eternamente sottomesso al Padre. Ecco perché il Figlio si è lasciato mandare dal Padre nel mondo. Ed è per questo che Gesù ha detto che «il Padre più grande di me è»; (Giovanni 14:28) quest’affermazione di Gesù si riferisce solo alla struttura autoritaria all’interno della divinità. Non fa riferimento ad alcuna differenza tra la natura del Padre e la natura del Figlio. È importante sottolineare che la presentazione di Cristo al Padre non impedisce in alcun modo di diminuire la Sua natura di Figlio di Dio. In sostanza Egli è uguale al Padre e dev’essere adorato e glorificato allo stesso livello del Padre, infatti si legge «affinché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre» (Giovanni 5:23).

La parola usata per mostrare la relazione tra gli altri membri della Trinità è “procedendo”. In Giovanni 15:26 Gesù dice che avrebbe mandato a noi lo Spirito Santo «che procede dal Padre». Anche se lo Spirito Santo procede dal Padre, Egli è uguale al Padre e al Figlio e dev’essere ugualmente onorato. Tenete presente che questo avviene fra tre Persone che vivono in amorevole relazione tra loro.

Tuttavia il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono sempre esistiti in una struttura di relazioni. Il Padre è il capo, poi il Figlio ed infine lo Spirito. Queste tre Persone senza tempo hanno posizioni di autorità in base alle loro relazioni reciproche. Questa struttura di autorità si riflette nella famiglia e nella Chiesa. Come la Trinità tutti i membri della famiglia e della Chiesa hanno lo stesso valore, ma non tutti hanno lo stesso ruolo. Dio comanda ai mariti di condurre le loro mogli, mentre ai padri ordina di portare avanti le loro famiglie. Questo non li rende più importanti di altri in casa o nella Chiesa. Come nella Trinità, la differenza di ruoli non nega la parità di valore e natura.

Dobbiamo essere sicuri di proteggere il concetto dell’unicità di Dio per essere cauti con i termini che usiamo per descrivere la Trinità. Poiché Dio è tre Persone, ma solo un Essere, sarebbe fuori luogo parlare di membri della Trinità come “esseri” o “individui”. Dovremmo anche usare la parola distinti piuttosto che separati quando si parla delle Persone nella Trinità (sono mutuamente coabitanti e non possono essere separati). Sarebbe erroneo implicare che ci sono tre individui separati nella Trinità. La Trinità è costituita da un Essere rivelato in tre Persone distinte.

Come cristiani deriviamo il nostro concetto di Persona dalle relazioni nella Trinità. Dalla nostra comprensione della Trinità (un Essere sociale) ci rendiamo conto che una persona è un essere relazionale e non solo qualcuno con una mente, una volontà e con delle emozioni. Dio, come Essere relazionale, è la Fonte della nostra personalità. Dio ci ha fatti (a Sua immagine) come le persone che hanno la capacità di mettersi in relazione tra loro e con Dio. Abbiamo una mente, una volontà e le emozioni in modo che possiamo avere questa capacità.

Dopo che Elohìm creò Adamo, Egli disse «non è bene che l’adàm sia solo» e poi fabbricò Eva. Adamo era incompleto senza di Eva poiché senza di lei, lui non poteva relazionarsi con un altro essere umano. Mentre Genesi 9:6 indica che ogni singolo essere umano è a immagine di Elohìm, Genesi 1:27 indica anche che l’uomo e la donna insieme riflettono l’immagine di Elohìm: «e creò Elohìm l’adàm, a immagine di Elohìm lo ha creato, maschio e femmina li creò». Anche noi non funzioniamo come presone intere a meno che non siamo in relazione con gli altri, così come si relaziona Dio. Non abbiamo la necessità di sposarci, come ha fatto Adamo, per relazionarci con un nostro simile (in cielo non saremo sposati), ma abbiamo bisogno di avere comunione con gli altri. Dio ha messo in relazione l’uomo con gli altri uomini così come Egli si riferisce a se stesso nelle sue tre Persone.

La Scrittura esprime un meraviglioso confronto tra la natura di Dio e la natura della Chiesa. All’interno di Dio e della Chiesa vi è la diversità, ma nell’unità. Secondo 1Corinzi 12 il corpo di Cristo è un’unità composta da molte parti che funzionano insieme per uno scopo. Riuscite a vedere come il corpo di Cristo riflette l’immagine di Dio? L’Apostolo Paolo attendeva tutti i vari membri della Chiesa per legarli insieme nell’amore in modo che tutti i credenti sarebbero potuti crescere più simili a Cristo. Paolo pregò che…

«[…] ne(ll’)amore cresciamo in Lui in tutte le cose, (in Lui) che è il Capo, Cristo, da cui tutto il corpo collegato e congiunto mediante ogni giuntura di provvisione secondo (l’)energia ne(lla) misura di uno di ciascun membro la crescita del corpo opera per (l’)edificazione di se stesso ne(ll’)amore». Efesini 4:15-16

Tutti noi utilizziamo i nostri doni e capacità per aiutare gli altri per crescere spiritualmente. In tal modo si riflette la natura relazionale di Dio. Non vi è «alcuna santità a parte la santità sociale» (come ha detto John Wesley). La crescita spirituale avviene in comunione e intimità con gli altri credenti. Questo rispecchia la natura sociale di Dio. Se i membri della Trinità vivono per l’eternità nel dono dell’amore di sé per l’altro, non dovremmo forse anche noi vivere amando i rapporti sociali con gli altri? Questi membri ci hanno fatto a immagine di Dio, esseri relazionali e sociali. Non dovremmo quindi concentrarci sugli altri piuttosto che su noi stessi? Non dovremmo forse sottolineare comunità invece di individualismo “radicale”?

Il culto trinitario

Cosa significa adorare la Trinità? C’è chi sostiene molto selvaggiamente che l’adorazione trinitaria è l’adorazione rivolta a Satana in persona! Un unitario pregherebbe solo il Padre, trascurando così il Figlio e lo Spirito di culto. L’adorazione trinitaria riconosce che veniamo al Padre con l’aiuto dello Spirito Santo e sulla base del sacrificio espiatorio del Figlio. Come Trinitari bisogna pregare il Padre, con la guida e ispirazione dello Spirito, in nome del Figlio.

Un obiettivo importante di culto per noi è quello di essere coinvolti nella vita dinamica di Dio, nel rapporto di amore che i membri della Trinità hanno l’uno per l’altro. Pensate soprattutto dell’amore che esiste tra il Padre e il Figlio[2]. Pensate anche a ciò che Cristo ha fatto sulla croce in modo da poter sperimentare l’amore. Il Padre e il Figlio vivono in una meravigliosa comunione, e come risultato del lavoro espiatorio del Figlio, lo Spirito è in grado di aiutarci a partecipare a tale rapporto di amore fervente.

Come Trinitari, non solo si prega il Padre, nello Spirito e per mezzo del Figlio, ma si prega anche al Padre, al Figlio e allo Spirito. Ciascuno dei membri della Trinità devono essere pregati, adorati ed essere verbalmente glorificati, perché sono tutti di Dio e devono essere ugualmente rispettati. L’adorazione trinitaria porta altrettanta gloria a ciascun membro della Trinità, riconoscendo il ruolo che ognuno di Essi hanno per la nostra salvezza.

Abbiamo visto che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono tutto quello che trascende dall’infinità di Dio. I tre membri della Trinità vivono eternamente tra di loro nell’amore condiviso. I rapporti della Trinità ci aiutano a capire il modo in cui le persone sono in relazione con Dio e tra di loro. Dobbiamo portare gloria al nostro Dio Trino, adorando la Trinità nell’Unità.

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Le origini dell’uomo: “Evoluzione, Eruzione, Creazione o modifiche genetiche?”

Creazione, Evoluzione o modifiche genetiche?
Evoluzione, Eruzione, Creazione o modifiche genetiche?

Mentre la Bibbia ci dice che Elohìm dovette creare l’uomo traendolo da un cenere [afàr] presumibilmente di natura vulcanica e questo sono io ad ipotizzarlo – i sumeri ci dicono invece che gli Anunnaki fabbricarono il proprio «lavoratore intelligente» servendosi non solo di un campione di suolo terrestre, ma anche di un presunto ominide già preesistente sulla Terra su cui installarono la loro immagine genetica, il DNA. Gli Anunnaki soprannominarono questo primordiale ominide adamu in lu.lu (il mescolato), che ci ricorda non a caso (esempio pratico di parallelismo) l’Adamo biblico, che significa proprio «colui che è tratto dalla terra», stesso ed identico significato che la Bibbia assegna all’adàm, ovvero «terrestre».

Viene chiamato il terrestre perché l’adàm, oltre che essere stato fabbricato mediante l’ausilio di una cenere è stato tratto proprio dall’adamàh, che significa appunto suolo calpestabile, suolo, terreno. Ho anche ipotizzato che l’[afàr] non necessariamente deve riferirsi alla polvere o alla cenere del terreno, ma ppuò riferirsi anche ad una regione geografica [e vulcanica] ben precisa situata nell’area dell’Etiopia chiamata, appunto, Regione degli Afàr. Chi lo sa se Elohìm trasse l’Adam dall’[afàr] di una regione che porta lo stesso nome dell’afàr del suolo? Ma adesso vi spiegherò ciò che avvalora la mia tesi in merito alla possibilità che Elohìm abbia potuto utilizzare una cenere vulcanica per la creazione dell’uomo. L’adàm viene sicuramente fabbricato fuori dal giardino dell’Eden (ma pur sempre dentro l’Eden), in quanto durante la Sua creazione, questo giardino non era stato ancora piantato presso l’area geografica orientale di Eden che già c’era. Dico “fabbricato” perchè Elohìm si servì di una materia prima preesistente, la cenere, e non dal nulla! Per creazione dal nulla si può intendere che prima dell’uomo non c’erano altri uomini.

La porzione di territorio che Elohìm si scelse per piantare il Gan-be-Eden doveva essere ancora allo stato grezzo, significa che prima di essere piantato il giardino in quella zona specifica della Terra, non vi era ancora alcuna forma di vegetazione, quindi o un deserto di sabbia oppure un deserto con paesaggio lunare composto da roccia vulcanica. Il termine [adàm] è costituito dalla radice [dàm] sangue, quindi l’adàm, oltre che essere stato tratto fuori dall’adamàh, nelle sue vene scorre il dàm. Non a caso il termine [adamdàm], tradotto con rossiccio o rossastro, contiene i termini [adàm] terrestre e la radice [dàm] sangue. E non è un caso nemmeno che [adamàh] suolo calpestabile, significhi anche suolo di terra rossastra. Di seguito voglio illustrarvi un mio piccolo diagramma sintetico che può aiutare il lettore a distinguere la radice [dàm] in tutti i suoi derivati di cui ho parlato poc’anzi, comprese le attinenze che si possono riscontrare tra la radice e i derivati di quest’ultima:

Schema esplicativo sulla mia personale teoria della radice DAM, sangue.

Adesso, la prima cosa che potremmo chiederci è: di che colore è la sabbia o cenere [afàr] vulcanica? Noi risponderemmo che può avere diverse colorazioni tra i quali anche il rosso. Visto e considerato che abbiamo menzionato il sangue, questa nostra linfa vitale non solo condivide uno dei svariati colori che può assumere questa cenere attraverso la quale saremmo potuti essere stati tratti, ma ricordando il passo in cui si legge «poiché dalla polvere [afàr] sei stato tratto e alla polvere [afàr] ritornerai» possiamo benissimo ricondurre questa polvere al sangue coagulato che dal suo stato denso si solidifica diventando “crosta” che, assumendo proprio quelle fattezze simili ad un accumulo di terra solidificata, ci ricorda proprio le nostre origini primordiali.

Secondo un’attenta analisi del testo ebraico, ecco cos’ha fatto Elohìm:

Elohìm trasmutò il mucchietto di cenere/polvere [afàr] del rossastro suolo vulcanico [adamdàm] in sangue [dam]. Lo plasmò dalla terra facendolo diventare un terrestre (adàm) e poi si servì della Suo nishmàt [alito, soffio] inalandoglielo nelle narici [appài] per farlo diventare un’anima o persona vivente [nefesh chayàh]. Di conseguenza l’adàm divenne l’immagine di Elohìm, il Suo rappresentante [tzelém] sulla Terra (leggi l’articolo correlato).

Se fosse altresì vero che le nostre origini siano da far risalire ad una cenere vulcanica, significa che la materia di cui siamo composti non proviene proprio dal suolo terrestre che calpestiamo, ma dal cuore della Terra, il centro della Terra, dove risiede il magma, il nostro primordiale sangue incandescente che fuoriesce dalle bocche vulcaniche e dalle fenditure della crosta terrestre (Rift-Valley). Non a caso, quindi, «polvere ritorneremo», perché la morte di un uomo prevede il suo seppellimento sotto terra, come per ricordare il luogo di origine da cui siamo stato tratti. Dalla polvere siamo stati tratti in vita e sotto la polvere ritorneremo quando moriremo.

Il solo ipotizzare che l’adàm fosse stato un prodotto di laboratorio mediante degli interventi di ingegneria genetica da parte di presunti ingegneri genetici su di un ominide già preesistente sulla Terra, ciò andrebbe contro la Bibbia stessa perché la Genesi pone una netta differenza fra la vegetazione, gli animali e l’adàm. Infatti, [basandoci esclusivamente al contesto biblico] non è scritto da nessuna parte che Elohìm dovette apportare delle modifiche su un animale già creato perché così non avvenne. Chi dice che la Bibbia dica queste assurdità non parla con la “Bibbia alla mano” ma con i testi mesopotamici nei quali ci viene fatto credere che parlino davvero di ingegneria genetica aliena. Finché nessun “comune mortale” conosce il Sumero è impossibile verificare se è vero oppure no, ma almeno abbiamo la certezza che la Bibbia non lo dice! Poi ci vorrebbe una fede ancora più grande per credere a teorie così spinte e oltre i confini della logica umana. Le teorie sull’ominide da laboratorio sono state definite dagli esperti delle sole supposizioni fantasiose e ancor di più delle spudorate speculazioni intellettuali sulle quali non è mai stata riscontrata alcuna valenza scientifica.

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Nuovo Editoriale! | “Il Libro delle non contraddizioni” vol. #1 di 2 – come rispondere a 45 presunte contraddizioni dell’Antico Testamento

Frontespizio del mio nuovo titolo editoriale. Uno schiaffo morale agli speculatori della Bibbia!
Frontespizio del mio nuovo titolo editoriale.
Uno schiaffo morale agli speculatori della Bibbia!

E’ finalmente online il mio nuovo editoriale! Il primo di due volumi, prologo di una ennesima collana in fase di stesura che prevederà la pubblicazione di oltre 40 titoli. Ma al momento non voglio anticiparvi nulla!

Questo nuovo libro – composto da 219 pagine – raccoglie solo 45 delle centinaia di apparenti contraddizioni che ho riscontrato all’interno dell’Antico Testamento. Ho esposto e risolto solo alcune di quelle apparenti contraddizioni che solitamente non trovono mai una risposta concreta e che continuano a rimanere avvolte in un perenne velo di silenzio; ho trattato anche altre presunte contraddizioni ancora sconosciute al pubblico dei lettori e studiosi indipendenti della Scrittura.

Di seguito vi allego la quarta di copertina, giusto per introdurvi brevemente lo scopo di questa mia nuovissima e avvincente collana costituita da due volumi (il secondo volume è in fase di revisione) che ho voluto chiamare “La Bibbia Risponde”.

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Elohìm ha realmente accorciato la vita agli uomini oppure si tratta di un semplice “conto alla rovescia”?

Dio non accorcia la vita agli uomini, ma lo avvisa che avrebbe avuto soli 120 anni a disposizione per redimersi. La riduzione della vita dell’uomo non dipes quindi da Dio, ma dalla dieta alimentare che seguì.…

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Mauro Biglino: “Benigni pagato per dire cose che non sa”; Marco Dimitri (Bambini di Satana): “una noia di dimensioni bibliche”

E così l’ennesimo “spettacolo spettacolare”  di Benigni ha centrato il segno sul messaggio centrale della Scrittura, sull’esortazione a condividere l’amore verso il prossimo. Peccato però che non tutti, almeno in Italia, abbiano potuto (e voluto) cogliere questo bellissimo messaggio e consiglio fraterno da fare invidia alle pseudo-caritatevoli parole degli pseudo-predicatori che credono di voler diffondere la conoscenza e il sapere servendosi proprio di un sottile e quasi invisibile odio verso il credente, il cristiano, la Chiesa universale, la Bibbia, Dio. Ovviamente, dopo l’intervento di Benigni (premio oscar miglior film straniero, La Vita è Bella) non potevano che iniziare a riempirsi le bacheche di Facebook con ricchissimi e coloratissimi messaggi di assenso e dissenso nei sui confronti e sul tema che ha trattato, i 10 comandamenti, per carità, ognuno è libero di poter esprimere le proprie opinioni così come lo si stanno esprimendo in questo semplice articolo scritto da un povero cristianotto illuso… soprattutto quando si parla di Bibbia, di religione… ma il problema è un altro.

Il ciclo di due puntate condotte da Roberto Benigni, tra il 15 e il 16 Dicembre 2014 su emittente RAI (e non Mediaset, covo del “Sistema”), non ha parlato di religione o tradizione, ma di AMORE, quel sentimento e quella virtù che non ha niente a che vedere con l’idea che si ha della religione/tradizione [paradosis] comune. La religione e la religiosità è l’imporsi di praticare deteminate usanze religiose con mero spirito di abitudine e routine, andare in chiesa non vedendo l’ora che il predicatore finisca il suo sermone, mettersi in mostra davanti agli altri membri di chiesa, fare i santi e santarelli, alzarsi e desersi continuamente tanto da sviluppare i tricipidi dei polpacci e suscitare fare invidia a Roberto Carlos (terzino sinistro dei Chorintians, Brasile), etc. etc. etc… la lista è infinita.

Io mi chiedo sempre se per amare qualcuno è necessario che prima lo si debba trovare scritto da qualche parte. Questo sentimento e virtù dovrebbe essere spontaneo, si può sempre imparare ad amare il prossimo come se stesso, ma se prima non si ha amore per se stessi, come si pretende di amare gli altri? Bisogna vedere però cosa si intende per “amare se stessi”. Amare se stessi non significa speculare su questo sentimento per trarne un beneficio personale e, di conseguenza, vivere in un benessere apparente. Il vero benessere non si raggiunge quando si diventa dei Best Seller, si vince un Premio Oscar, si ottiene il premio Nobel oppure quando si riceve una laurea Honoris Causa… no, il benessere non scaturisce da queste cose. Questi sono premi ricevuti grazie all’impegno e allo sforzo dimostrato per arrivare al top di una propria capacità intellettuale e/o artistica, tuttavia molti attori premiati con l’Oscar o comunque tutti quei personaggi del mondo scientifico e artistico che hanno ricevuto un premio, non sempre hanno dimostrato di avere una vita felice, serena e ricolma d’amore. Ma non voglio dilungarmi troppo, Benigni ha già centrato in pieno quello che la Bibbia vuole insegnare, a prescindere da quello che abbia potuto dire sulla Bibba e sui 10 Comandamenti.

Chi si permette di attaccare Benigni per quello che ha detto non ha fatto sicuramente caso a NIENTE di quello che ha detto riguardo all’amore, perchè oltre che prendere di mira in maniera molto evidente e sottile allo stesso tempo il nostro governo e i politici (un pò d’ironia non guasta), ha evidenziato le falle commesse dalla falsa Chiesa Cattolica Romana (parole sue che condivido) sull’aver letteralmente manipolato la Scrittura revisionando i comandamenti di Dio a proprio piacimento. Alcune citazioni che diceva Benigni non potevo che condividerle al 100% (anche se ero contrario in altre affermazioni di cui non sto qui a parlarvi), poi quando ha detto che Dio avrebbe scritto il comandamento “non rubare” in italiano e per gli italiani, lì è stato proprio chiarissimo! Fosse stato su Mediaset l’avrebbero censurato.

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