Allah e Yahwéh, stessa divinità?

allah yahwéhUna lettura onesta e obiettiva sia del Corano che della Bibbia rivela uno scontro significativo tra i due “déi” sia in termini di modalità di concettualizzare Dio, così come nelle loro rispettive rappresentazioni del comportamento della divinità in sé. Allah dice e fa cose che il Dio della Bibbia non ha mai né detto né fatto. La rappresentazione del Corano della sovranità di Dio (come il Calvinismo) contraddice il carattere di Dio attribuendo a Lui azioni che fanno la differenza.

Ad esempio, il Corano rappresenta più volte Allah in occasione della creazione di Adam, che richiede l’intervento dei cosiddetti angeli «djinn» a inchinarsi e adorare questo primo essere umano. Tutti lo fanno ad eccezione di «Iblis» (cioè, il Satàn arabo), che si rifiuta di farlo sulla base del fatto che Adam era un comune mortale. Nella traduzione del Corano a cura di Alessandro Bausani, leggo quanto segue:

«Noi creammo l’uomo d’argilla secca, presa da fango nero impastato – e i gjinn creammo pure, da prima, di fuoco addentissimo. – Ricorda quando il tuo Signore disse agli angeli: “Ecco Io creerò un uomo d’argilla secca, presa da fango nero impastato – e quando l’avrò modellato e gli avrò soffiato dentro del Mio Spirito, prostratevi avanti a lui, adoranti”. – E si prostrarono gli angeli, tutti quanti, insieme – eccetto Iblis che agli adoranti si rifiutò d’unirsi. – E gli chiese Iddio: “O Iblis, che hai tu, che non ti prostri con gli altri in adorazione?” – Rispose: “Non sarà mai ch’io adori un uomo, che Tu hai creato d’argilla secca, presa da fango nero impastato!” – Disse allora Iddio: “Esci di qui, che tu sei reietto – e si posi su te la maledizione sino al dì del Giudizio!”» Sura 15:26-35; cfr. 2:34; 7:11-12; 17:61; 18:51; 20: 116; 38:72-78

Questa caratterizzazione della divinità è del tutto inaccettabile. Questo episodio da solo dimostra che Allah non è il Dio della Bibbia. Il Dio della Bibbia, cioé Yahwéh nell’Antico Testamento, semplicemente non avrebbe fatto quello che il Corano dice di aver fatto. Numerosi versetti biblici trasmettono la completa sconvenienza, anche la bestemmia, cioè ciò che ne costituisce il culto di un semplice essere umano. La Bibbia proibisce che gli uomini venerino altri uomini (At 10:25-26; 14:14-15); agli esseri umani è vietato offrire culto agli angeli (Col 2:18; Ap 19:10; 22:8-9); e, certamente, gli angeli non devono adorare gli esseri umani. La legge di Mosè ha dichiarato che l’adorazione dev’essere rivolta solo ed esclusivamente a Dio (Dt 6:13; 10:20). Quando Satàn tentò Gesù, e quest’ultimo invitò Cristo ad adorarlo, Gesù ha citato la dichiarazione del Deuteronomio di cui sopra aggiungendo il Suo commento: «[…] e a Lui solo rendi il culto» (Mt 4:10) . Nessuno e nessuna cosa dev’essere oggetto legittimo di culto, tranne Dio!

È interessante notare che il ragionamento di Satana così come riportato nel Corano è in realtà biblica e ragionevole. Satana ha riconosciuto che non solo gli angeli non devono adorare gli esseri umani, ma in vista della propria condizione angelica, Adam ha occupato uno status specifico nei loro stessi confronti: «che cos’è l’uomo perché tu lo ricordi? Il figlio dell’uomo perché te ne prenda cura? Eppure tu l’hai fatto solo di poco inferiore agli angeli*, e l’hai coronato di gloria e d’onore» (Sl 8:4-5; cfr. Eb 2:9).

La raffigurazione coranica di Dio che ordina a Iblis-Satàn di adorare Adam è una grave violazione della proprietà divina e un’ulteriore indicazione del conflitto del Corano con la Bibbia. Sicuramente, il Corano sembra essere stato influenzato dalle fonti ebraiche, dal momento che i Talmudisti rappresentano anche gli angeli come conferire loro una particolare attenzione e onore ad Adam (29 Sinedrio; Midrash Rabbah sulla Genesi, punto 8).

Nota

*Il termine ebraico tradotto con “angeli” è “elohìm” che può assumere anche il valore di “malakìm”. Per il significato di “angeli” del termine elohìm si consultino i dizionari Koehler & Baumgartner e il Brown-Driver-Briggs solo per citarne un paio.

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